Sentenza Tas Milan
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Aggiornato il 20 luglio 2018 19 Luglio Lug 2018 1201 19 luglio 2018

Le cose da sapere sulla sentenza del Tas sul Milan

Accolto l'appello contro l'esclusione dall'Europa league. Per convincere l'Uefa il club ha  puntato sulla nuova proprietà nelle mani di Elliott.

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La prima partita del Milan, forse quella più delicata della stagione, si è conclusa con una vittoria. Non si giocava sul campo, ma davanti al Tribunale arbitrale dello sport (Tas) di Losanna, che ha accolto l'appello dei rossoneri contro il verdetto con cui l'Uefa il 27 giugno aveva escluso i rossoneri per una stagione dalle competizioni europee. Il Milan era stato giudicato colpevole di violazione delle norme del fair play finanziario, in particolare di quella sul pareggio di bilancio (break-even rule), vanificando la qualificazione all'Europa league grazie ai 64 punti che sono valsi il sesto posto nella Serie A 2017-2018.

Paolo Scaroni, membro del consiglio di amministrazione del Milan, verso il ruolo di presidente con la nuova società.
Getty

LA DECISIONE SLITTATA DI UN GIORNO: FASSONE A GUIDA DELLA DELEGAZIONE

L'audizione era iniziata puntualmente alle 9.30 del 19 luglio, la conclusione era prevista per le 18, ma alla fine il verdetto è slittato al giorno seguente. Della delegazione del Milan, oltre all'amministratore delegato Marco Fassone, facevano parte Franck Tuil, uno dei portfolio manager di Elliott, il fondo statunitense che ha preso il controllo del club dopo il default del cinese Li Yonghong. Il pool di legali del club era composto fra gli altri da Roberto Cappelli, Andrea Aiello e dallo svizzero Antonio Rigozzi, specializzato in arbitrati sportivi.

L'amministratore delegato del Milan Marco Fassone.
Ansa

LE ARGOMENTAZIONI DEL MILAN: DISPARITÀ DI TRATTAMENTO

Il Milan sosteneva di non aver ricevuto pari trattamento rispetto ad altri club (alla Uefa aveva chiesto invano l'accesso ai dossier di Paris Saint-Germain, Manchester City e Inter). E ha scelto di puntare sulla nuova svolta societaria, con Elliott che ha preso il controllo subentrando all'inadempiente Li Yonghong (ora indagato per falso in bilancio), la cui incapacità di rifinanziare il debito è stata fra i fattori che hanno spinto la Uefa a negare il settlement agreement, assieme alla scarsa credibilità dei business plan presentati. Ora è azzerato il debito e il club ha una proprietà nota e solida (seppure Uefa e Fifa non vedano di buon occhio i fondi).

Radja Nainggolan, Lautaro Martinez, Antonio Candreva e Danilo D'Ambrosio festeggiano dopo il gol dell'1-0 nell'amichevole dell'Inter contro il Lugano.
Ansa

CHI HA DECISO: UN COLLEGIO DI TRE ARBITRI INDIPENDENTI

A decidere è stato un collegio di tre arbitri indipendenti, presieduto da Ulrich Haas, tedesco nato in Svizzera, che ha partecipato a storici arbitrati, fra cui quello del 2015 che ha respinto il ricorso di Valentino Rossi sulla penalità subita in Malesia dopo l'incidente con Marc Marquez, o quello che nel 2012 ha riconosciuto Alberto Contador colpevole di doping. L'arbitro scelto dal Milan (dalla lista del Tas) è lo svizzero Pierre Muller, ex giudice della corte del Canton Vaud, mentre il terzo, scelto dalla Uefa, è Mark Hovell, ex avvocato del sindacato dei calciatori inglesi, che ha partecipato ad alcuni fra i principali casi di ricorso contro Fifa e Uefa per casi di corruzione, razzismo e fair play finanziario.

Leonardo Bonucci.
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