Mondiali Qatar 2022 Corruzione Scandali
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29 Luglio Lug 2018 1500 29 luglio 2018

Perché Qatar 2022 è già il Mondiale degli scandali

Mancano quattro anni al via, ma le ombre si moltiplicano. Dalle accuse di abusi sui lavoratori ai sospetti di corruzione. Tutte le polemiche sulla prossima rassegna iridata.

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Archiviati i Mondiali di calcio 2018, gli occhi del mondo sono ora puntati sul Qatar. Il ricco Paese della penisola araba non solo dovrà essere all'altezza dell'evento russo, globalmente riconosciuto tra i migliori mai organizzati, ma anche dimostrare al mondo la sua potenza senza però tralasciare il rispetto per la vita degli operai, già sottoposti a un ritmo di lavoro serrato, in condizioni climatiche proibitive, pur di non mancare i termini per la consegna. Da Doha fanno sapere che saranno mondiali faraonici e la preoccupazione principale delle organizzazioni non governative riguarda proprio il fatto che, come gli antichi faraoni, anche i moderni signori del petrolio possano avvalersi di schiavi (Doha, però, ha smentito) per la costruzione degli avveniristici monumenti, tramutando così gli stadi del gioco più bello del mondo in tristi mausolei per le migliaia di operai già deceduti.

QATAR 2022 SI GIOCHERÀ DI INVERNO PER LE ALTE TEMPERATURE

Quelli del 2022 saranno i primi Mondiali disputati in inverno, per la precisione tra i mesi di novembre e dicembre. Sembra una notizia di poco conto ma in realtà questa decisione interrompe una lunga tradizione dato che, finora, questo tipo di competizione è sempre stata disputata tra giugno e luglio. Il perché è presto detto: in Qatar in estate non è raro che le temperature superino anche i 40 gradi: per evitare collassi in campo, la Fifa (Fédération Internationale de Football Association) ha deciso di cambiare stagione.

LA COSTRUZIONE DEGLI OTTO STADI CONTINUA ANCHE IN ESTATE

Questo però non vuole dire che la costruzione degli stadi si interromperà nei mesi caldi. Migliaia di operai trasportati in mezzo al deserto stanno plasmando gli otto stadi iper-tecnologici che ospiteranno le partite. Inizialmente, sarebbero dovuti essere 12, tutti dotati di impianti di climatizzazione all'avanguardia e a impatto zero (per restare nei parametri richiesti dalla Fifa), ma anche i signori del petrolio ogni tanto hanno esigenza di fare economia, e così i Mondiali 2022 hanno visto ridurre il proprio budget del 40% con il risultato che saranno quelli più compatti dell'ultimo periodo: cioè, si giocheranno in un numero ridotto di arene (otto, il minimo concesso dalla Fifa), poste a pochi chilometri di distanza l'una dall'altra.

Cosa ci lasciano i Mondiali di Russia 2018

Il successo del gruppo sui fuoriclasse. Il tramonto del tiqui-taca. L'incisività dei portieri (nel bene e nel male). L'affermazione della Var. E le rivedibili regole sul fair play. Le 5 lezioni. Per il presidente della Fifa Gianni Infantino quelli russi sono stati senza alcun dubbio "i migliori Mondiali della storia".

TRA IL 2010 E IL 2015 MORTI OLTRE 1.200 OPERAI

E se nel Khalifa International Stadium di Doha, già ultimato tra mille polemiche (nel rapporto Il lato oscuro del gioco più bello del mondo vengono descritte le condizioni di lavoro della manovalanza: «Alloggi squallidi e sovraffollati, mancanza di salario per diversi mesi e confisca del passaporto»), come si anticipava, è presente un sistema di condizionamento che permetterà di mantenere sul terreno di gioco una temperatura costante di 26 gradi mentre sugli spalti varierà tra i 24 e i 28 gradi per i suoi 40 mila spettatori, per chi adesso è sulle impalcature il caldo torrido qatariota è a dir poco infernale e non dà tregua. Secondo alcune stime – tutt'altro che ufficiali e rimaste ferme al 2015 - sarebbero già morti più di 1.200 operai: di questo passo, il numero globale totale di raggiungere quota 4 mila decessi prima del fischio di inizio, vale a dire 62 vittime per ogni partita che si giocherà.

LA LOTTA ALLA SCHIAVITÙ E GLI ABUSI DELLE IMPRESE APPALTATRICI

E poi c'è la questione della schiavitù, che nel Paese è ancora legale e sopravvive con l'istituto della kafala, una sorta di fideiussione personale che riguarda i lavoratori stranieri e li lascia in balia dei loro datori. Lo sceicco Tamim bin Hamad bin Khalifa Al Thani, pressato dalla Fifa dopo la diffusione sui media della denuncia di Amnesty International secondo cui gli operai-schiavi sarebbero diventati 2,5 milioni entro il 2022, si è effettivamente mosso per abolirla, ma la situazione è davvero cambiata? In merito, nell'ultimo report della Ong pubblicato nel febbraio 2018 si legge: «Pur evidenziando alcuni progressi ottenuti nei progetti relativi alla Coppa del mondo di calcio del 2022, osservatori di terze parti hanno tuttavia individuato abusi sui lavoratori migranti da parte di tutte e 10 le imprese appaltatrici sulle quali avevano indagato». Amnesty riporta che «la disputa con gli Stati vicini ha avuto ripercussioni su alcuni lavoratori migranti. I lavoratori con i salari più bassi sono stati colpiti in maniera sproporzionata dall’aumento dei prezzi dei generi alimentari. I lavoratori impiegati nel settore alberghiero e del turismo hanno denunciato di essere stati costretti a prendere periodi di ferie prolungati non retribuiti. Ad alcuni lavoratori stranieri sono state cancellate le ferie annuali e sono stati revocati i permessi d’uscita dal Paese».

LE RESTRIZIONI DELLE AUTORITÀ SULLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE

Oltre a casi di tortura, Amnesty sottolinea la difficoltà con cui il diritto di espressione sta attecchendo nel Paese: «Le autorità hanno mantenuto in vigore restrizioni ai diritti alla libertà d’espressione, associazione e riunione pacifica, non conformi al diritto e agli standard internazionali. Non hanno ammesso l’esistenza di partiti politici indipendenti e soltanto i cittadini del Qatar avevano il permesso di organizzarsi in associazioni dei lavoratori, a patto che soddisfacessero i rigidi criteri stabiliti dalle autorità. Sono state mantenute leggi che criminalizzavano espressioni ritenute offensive verso l’emiro».

SOSPETTI DI CORRUZIONE SULLA SCELTA FINALE

Per tutti i motivi riportati finora (la presenza di temperature proibitive, l'assenza iniziale di strutture adeguate, il mancato riconoscimento dei diritti umani più elementari e la recrudescenza di moderne forme di schiavismo) la Foundation For Sport Integrity (Ffsi), guidata dal presidente Jaimie Fuller, ha deciso di aprire un fascicolo sui Mondiali del 2022 per capire come sia possibile che, un Paese al di fuori dei parametri adottati dalla Federazione nella selezione delle nazioni candidate, sia stato scelto per ospitare la 22esima edizione della competizione calcistica. Nel mirino della Ffsi soprattutto la controversa votazione finale, risalente al 2010: i voti a favore del Qatar inizialmente furono 11 e solo in un momento successivo salirono a 14 permettendo a Doha di portarsi a casa il Mondiale. Soprattutto su quei tre pesa il sospetto della corruzione.

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