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1 Agosto Ago 2018 1156 01 agosto 2018

Sala apre lo scontro politico sulle Olimpiadi del 2026

Via libera del Coni alla candidatura unica di Cortina, Milano e Torino. Il sindaco di Milano si sfila dall'organizzazione: «Disponibili solo a ospitare gare o eventi». Appendino boccia il piano: «Logiche incomprensibili».

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Il Consiglio nazionale del Coni ha deliberato il via libera alla candidatura unitaria di Cortina, Milano e Torino per le Olimpiadi invernali del 2026. A seguito di un confronto con diversi membri del Consiglio nazionale, il presidente dell'Asi, Claudio Barbaro, ha deciso di ritirare la sua astensione e di votare a favore della corsa olimpica. La candidatura prevede un investimento totale di 376,65 milioni di euro, con costi inferiori alle ipotesi fatte dalle singole città. È quanto emerge dal masterplan presentato al Consiglio del Coni dal presidente Giovanni Malagò.

LA CANDIDATURA DIVENTA UN CASO POLITICO

La faccenda è diventata sempre più un caso politico. A nemmeno 24 ore dall'annuncio di Malagò di voler sostenere la proposta unitaria, accolta di malavoglia dal sindaco del capoluogo piemontese Chiara Appendino, era arrivato il passo indietro, un po' a sorpresa, del primo cittadino di Milano Giuseppe Sala. In una lettera destinata a Malagò, Sala si è di fatto sfilato dall'organizzazione delle Olimpiadi delle Alpi, sentendosi evidentemente tirato in mezzo alle lotte intestine del governo giallo-verde. Lo stesso al quale aveva rimesso la sua decisione proprio Appendino.

LA LETTERA DI SALA A MALAGÒ

«Caro Giovanni», ha scritto Sala, «con rammarico constato che nella scelta della candidatura per i Giochi del 2026 le ragioni della politica stanno prevalendo su quelle sportive e territoriali. Per spirito di servizio al Paese Milano conferma la sua disponibilità ove richiesto, solo come venue di gare o eventi, in quanto, stante le attuali condizioni, non ritiene praticabile una sua partecipazione alla governance del 2026». Nella lettera inviata a Malagò, Sala ha precisato le condizioni del capoluogo lombardo nella partita a tre per il 2026. «Qualora la nostra posizione non sia ritenuta accettabile», ha aggiunto il sindaco di Milano, «accoglieremmo di buon grado la decisione del Coni e certamente faremo il tifo per la candidatura italiana».

APPENDINO: «LOGICHE IN PARTE INCOMPRENSIBILI»

Dopo la presa di posizione del primo cittadino meneghino, anche la sindaca cinquestelle è tornata a sottolineare i suoi dubbi: «Torino ribadisce la posizione espressa nella lettera inviata ieri al Coni ed è disponibile a esporre le proprie osservazioni e forti perplessità derivanti da un masterplan le cui logiche sono in parte incomprensibili», ha affermato Appendino, secondo la quale, ça va sans dire, la candidatura piemontese era «la migliore per il Paese».

GIORGETTI: «SOSTEGNO SOLO SE LE CITTÀ SONO UNITE»

Il governo ha ribadito il sostegno alla candidatura a condizione, però, che Torino, Milano e Cortina non facciano passi indietro. Il sottosegretario con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento davanti alle commissioni Istruzione e Cultura di Camera e Senato ha definito «apprezzabile lo sforzo del Coni e del presidente Giovanni Malagò per dare una proposta unitaria e credibile. E il governo si riserva di valutarla». L'esecutivo «sostiene la candidatura se le città interessate rinunciano a una parte significativa di ambizioni».

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