Filippo Inzaghi Compleanno
9 Agosto Ago 2018 1609 09 agosto 2018

Inzaghi compie 45 anni: 5 video per raccontarlo

Bulimico del gol. Spartano dell'alimentazione. Bomber egoista per antonomasia. Nel giorno del suo compleanno il ritratto di un attaccante che la fortuna se l'è ostinatamente creata.

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Egoista, opportunista, sfacciatamente fortunato. Maniacale nell'alimentazione, ossessivo nello studio degli avversari, allergico all'assist. Oggi allenatore scrupoloso a Bologna ma nell'immaginario pallonaro, ancora, il bulimico del gol per antonomasia. Pippo Inzaghi fa 45 anni e se non fosse per qualche capello bianco non stona affatto con la polacchina addosso e un pallone al guinzaglio in una partitella a ranghi misti coi suoi ragazzi. Una pippa fenomenale. Un paradosso calciante, che in campo mostrava il limite dell'oggettività nei giudizi sul calcio. «Se si discute me è finito il calcio» rispondeva a chi lo bacchettava perché un uomo non lo saltava mai, o perché quella palla in rete la faceva rotolare senza stile. Quasi per caso.

BELLO (ANCHE) DI NOTTE

Eppure il caso si è ripetuto oltre 300 volte in carriera. Cinquanta solo in Champions League: miglior marcatore italiano nella massima competizione europea per club. Alla faccia dei detrattori. Ma fa faceva uno così, senza spiccare in nulla, senza una caratteristica fisica o tecnica sopra la media a stare in una classifica con Cristiano Ronaldo, Messi, Shevchenko e Raul? Sarà stata (come da favola) la dieta militare a base di riso bianco e bresaola? Avranno aiutato (gli ex compagni testimoniano) le visioni notturne di filmati su difensori e portieri avversari? Più semplicemente Superpippo il gol lo “sentiva”. E a volte anche troppo.

BULIMICO DEL GOL

«Una delle cose più difficili e complicate della mia carriera è stata quella di giocare al fianco di Filippo Inzaghi», scrisse di lui Alessandro Del Piero nella sua biografia. «Non puoi chiedere ad un tossicodipendente di passarti la sua razione quotidiana. Così è fatto Pippo. Lui si nutre del goal». Il rapporto tra i due si incrinò in un Venezia-Juventus del febbraio 2000 quando Pippo scippò al 10 due gol e mezzo. Il preludio alla cessione al Milan a fine stagione.

RE MIDA DEL PALLONE SPORCO

Per dirla alla Ibrahimovic: «Inzaghi non è un calciatore, però ha un istinto omicida notevole sotto porta». La rabbia agonistica di Superpippo è il fattore che lo rendeva un Re Mida del pallone sporco: da uno stop sbagliato al gol in un amen. Come nel suo primo centro in Serie A 29 ottobre 1995 Parma-Piacenza. Controllo di... faccia e coordinazione in una frazione si secondo. La sintesi di una carriera.

IL (SESTO) SENSO PER LA RETE

Il (sesto) senso per il gol di Pippo sta in tanti soprannomi. La voce del Milan su Mediaset Carlo Pellegatti lo chiamava il “Il Rabdomante del gol”. Andrea Pirlo ne sintetizzava le doti spiegando: «Gira per il campo con un bastone in mano che gli indica dove andare per ritrovarsi la palla tra i piedi e la porta vuota». I detrattori lo chiamavano "culo" e lui quasi col fondoschiena segno deviando una punizione proprio di Pirlo nella finale di Champions col Liverpool nel 2007. Un caso fortuito? Non proprio. Un gol "alla Inzaghi"...

UNO SPARTANO DELL'ALIMENTAZIONE

Per molti il segreto di Inzaghi era quello che si metteva nel piatto. Attaccante elettrico per definizione (sempre Del Piero nella sua biografia: «In allenamento era sempre nervoso, quasi epilettico. Molti compagni di squadra non capivano quel comportamento. Tremava anche mentre dormiva») Inzaghi divorava l'ansia con petto di pollo, pasta in bianco, «al pomodoro se vuol fare un colpo di vita» e tonnellate di bresaola, raccontava il papà in un'intervista. E merenda, botta di vita: biscotti Plasmon. Il regime alimentare degno di uno spartano, tanto che gli amici più stretti come Bobo Vieri lo prendevano pure in giro.

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