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17 Agosto Ago 2018 2030 17 agosto 2018

La pagelle al calciomercato estivo della Serie A 2018-2019

Juve da 10 con il colpo del secolo Ronaldo. L'Inter insegue a 8. Milan 7, poi bene Roma e un Toro scatenato con i last minute. Napoli 4,5. I voti di Lettera43 agli affari.

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Il calciomercato estivo 2018 si è chiuso alle 20 del 17 agosto. Al netto degli ultimi colpi, Lettera43.it ha stilato le pagelle degli affari delle squadre di Serie A. Da chi si è mosso meglio a quelli che non hanno convinto. Indovinate chi c'è al primo posto?

JUVENTUS VOTO 10

Più che il colpo del mercato, la Juventus ha fatto il colpo del secolo: Cristiano Ronaldo è l'uomo copertina, il giocatore che sposta gli equilibri, il killer destinato ad ammazzare un campionato già morto da sette anni a questa parte. O no? Per non correre il rischio che sfugga l'ottavo scudetto l'ammministratore delegato Beppe Marotta ha sommato a CR7 gente come Cancelo, Emre Can e Perin. E c'è anche il ritorno da Libro Cuore di Leo Bonucci. In verità più che racconto strappalacrime in stile De Amicis, un colpo strappa-insulti degli amanti juventini traditi e ripresi. Ma se porterà la Champions tutto sarà perdonato. Solo che gran peccato l'aver ammainato la bandiera del Principino Marchisio. Sigh.

INTER VOTO 8

De Vrij e Asamoah a parametro zero sembravano già ciliegine, ma erano solo l'antipasto. Nainggolan è tornato dal radbomante Spalletti che ai tempi di Roma gli faceva zampillare gol e assist dai piedi. La garra sfrontata di Lautaro Martinez (attenzione: possibile top Under 21 del prossimo campionato) le sgommate di Politano e Keita e Vrsaljko che non farà rimpiangere Cancelo. Però il fantasma di Modric... Niente paura: l'Inter sarà il cliente più scomodo per i campioni in carica.

MILAN VOTO 7

Partito con la mestizia dell'ex (ex, ex...) promessa Halilovic e con le facce lunghe del fallimento di Fassone e Mirabelli il mercato del Diavolo pareva aver imboccato una direzione infernale. Poi la svolta, il cambio di proprietà e di dirigenza. Con Leonardo ecco il Pipita Higuaìn (un “9” che in rossonero non si vedeva da anni), la pepita Caldara (gli juventini singhiozzeranno), l'inscalfibile Bakayoko e sul gong pure Laxalt e l'aletta spagnola Castillejo. Se è tutto oro quel che luccica Gattuso ne avrà per agghindare un Milan degno dell'antico fascino.

ROMA VOTO 6,5

Iniezioni di talento per non svenire dopo le cessioni di Nainggolan e Alisson. Ci vuole fede a immaginare che il gigante svedese Olsen non farà rimpiangere il portierone carioca, serviva fantasia per fare al meno del Ninja. Pastore, Nzonzi, Cristante e Kluivert (ricordate il papà Patrick al Milan? Ecco dimenticatevelo, il figliolo è un'ala guizzante e ha una tonnellata di talento in più) ne portano in abbondanza. E se esplodesse finalmente Schick... Alla Roma di Monchi va la palma dell'azzardo di mercato. A mani basse.

TORINO VOTO 6,5

Fino a 48 ore dalla campana il mercato del Torino l'avrebbe salvato solo Izzo, ottimo innesto per la linea difensiva di Mazzarri, e poco altro. L'esotico Meïté e il virgulto brasiliano Bremer (dopo l'amore non corrisposto per Verissimo del Santos) non sarebbero valsi nemmeno una risicata sufficienza. Invece (ri)ecco Soriano (inserimento specialità della casa) e Zaza, scippato in extremis alla Samp. Ma Simone prometta: dovesse succedere, mai più un rigore come quello a Euro 2016 contro la Germania.

ATALANTA VOTO 6

In Gasperini, stavolta, non stat veritas. Come il buon vino il tecnico e la sua Atalanta migliorano ogni anno che passa. Lui denuncia: «Mercato triste, sono arrivati solo giovani». Mica vero. Zapata è il centravanti che serviva per completare un reparto di incursori che ha perso sì Cristante ma ha trovato l'ex Milan Pasalic e sul finale Rigoni dallo Zenit. Pessina, Varnier, Valzania, Reca e Tumminello sono chicchi da cui il mago di Grugliasco saprà far maturare la solita grande annata. Scommettiamo?

BOLOGNA VOTO 6

Pippo Inzaghi ha detto di volersi ispirare all'Atletico di Simeone. Ecco diciamo in questo Bologna che Svanberg, Santander e Falcinelli non sono proprio Saul, Diego Costa e Griezmann. Ma con un po' di fantasia (per modo di dire visto il 3-5-2 granitico che ha in mente), se Dijks è quello visto nelle amichevoli estive, Danilo dimentica le amnesie di Udine e Skorupski ci mette i guantoni in un paio di sfide-chiave la salvezza potrebbe non essere utopia.

GENOA VOTO 6

Una trentina di movimenti in entrata e una dozzina in uscita: come al solito l'apertura del mercato è come il Paese dei balocchi per il Genoa di Preziosi & C. Nel solito, schizofrenico, marasma di operazioni però qualche gioiello il presidentissimo sembra averla pescato. Un nome su tutti: il polacco Piatek (Boniek ci ha insegnato a pronunciarlo, si legge "Pioltek") che ha segnato a ripetizione in esate e ha messo a ferro e fuoco la difesa del Lecce nel turno preliminare di Coppa Italia. Segnatevi il suo nome e quelli di Kouame (a Cittadella ha fatto meraviglie) e di Favilli (che ad Ascoli ha fatto... faville). Sotto l'ala di Criscito (chi si rivede!) e Pandev potrebbero davvero stupire.

SASSUOLO VOTO 6

Falso nove e si spera non falsa speranza. Il Sassuolo ha riportato in Italia Kevin Prince Boateng e De Zerbi l'ha messo al centro del suo progetto tecnico. Libero di scorrazzare tra Berardi e Di Francesco, il Boa sembra trovarsi a meraviglia. Negli ultimi giorni di mercato sono arrivati anche due giovani molto interessanti. Locatelli dal Milan e il difensore Marlon dal Barcellona (un'operazione quest'ultima da la bellezza di 12 milioni di euro).

LAZIO VOTO 5,5

Acerbi per De Vrij, Correa per Felipe Anderson: il piatto della bilancia piange, siamo d'accordo. Però riuscire a tenere un centrocampista prepotentemente dominante come Milinkovic-Savic e il “fu siccome bomber” Immobile è stata un'impresa di fantastica cocciutaggine di Lotito. Durmisi, Berisha e soprattutto Badelj serviranno per sognare quella qualificazione in Champions sfuggita all'ultimo respiro. Ma la Lazio, si sa, una stagione corre e l'altra zoppica. E l'anno scorso è stato fantastico.

FIORENTINA VOTO 5,5

Se la gioventù è bellezza, la Fiorentina è una bomba sexy. Pioli è al timone della truppa più fresca della Serie A (l'età media di 23 anni è la più bassa del campionato). Il francesino Lafont tra i pali (19 anni e le stimmate del predestinato: qualcuno ha detto "nuovo Frey?") e l'ex Juve Marco Pjaca (se il ginocchio smette di tormentarlo farà la differenza) sono i gioielli di un mercato futuribile. Simeone e Chiesa possono solo crescere. Ma aspettando gli esami di maturità forse sarebbe stato meglio infilare esperienza in regia nella casella lasciata vuota da Badelj.

CAGLIARI VOTO 5,5

Maran e Castro (oltre a Srna), ecco a chi è aggrappato il campionato del Cagliari. Il tecnico ex Chievo non ha voluto che il suo pupillo nella sua avventura sarda e la premiata ditta potrebbe fare le fortune degli isolani. Basteranno il redivivo Joao Pedro (finalmente scontata la squalifica per doping), il talentuoso Barella e l'ariete Pavoletti a fare il resto? Occhio al gigante Cerri (15 gol a Perugia in B): sembra pronto alla deflagrazione.

PARMA VOTO 5,5

Leo Stulac la gemma, Roberto Inglese la mossa che può fare la differenza. Il Parma è tornato nel calcio che conta dopo anni di purgatorio e tre, storiche, promozioni consecutive e si è affidato al piedino (rovente) del regista del Venezia (sui piazzati ci sa fare, come ha imparato il Sassuolo in amichevole) e l'abilità aerea dell'ariete arrivato dal Chievo (via Napoli) può esaltarsi in area innescato dalle trovate del folletto Ciciretti e del redivivo Gervinho. Dietro ci penserà, si spera, il buon vecchio Bruno Alves.

SAMPDORIA VOTO 5

Via Viviano, Silvestre, Strinic, Zapata e Torreira, sono arrivati l'uomo nero del Genk Colley (difensore da Fantacalcio, prestanza simile al "napoletano" Koulibaly e chissà che il percorso non assomigli) il giovane portiere Audero, Ronaldo Viera (che in comune con Cristiano ha avuto solo la presentazione.... humor ferreriano) e Jankto (a proposito di Fantacalcio, ecco un centrocampista che con Giampaolo potrebbe andare a nozze) e il saldo fatalmente non può essere positivo per la Sampdoria. Anche perché Quagliarella ha un altro anno sul groppone.

EMPOLI VOTO 5

Sul solco dell'Empoli dei miracoli di Sarri prima e Giampaolo poi, la banda di Andreazzoli ha suonato a memoria in Serie B mostrando un calcio collettivo e spettacolare, mettendo in mostra il talento di Zajc, Krunic e Bennacer. Ma la A è un'altra pasta. L'unico fattore aggiunto è il biondo e costoso La Gumina che con la maglia del Palermo ha fatto bene, ma nella massima serie ancora non ha messo piede.

FROSINONE VOTO 5

Riguadagnata la categoria, sarà un'impresa per il Frosinone mantenerla. La differenza, dopo aver toppato nel 2017-2018, è chiamato a farla l'ex Udinese Stipe Perica in coppia col talentuoso Ciano. Zampano, Halfredsson e Molinaro sono la dose di esperienza minima per la categoria.

SPAL VOTO 5

Perso il portiere Meret, uno dei talenti italiani più puri nel ruolo, la Spal ha affidato le chiavi della porta a Gomis. Facciamo le cose Semplici: tra il bene e il male c'è di mezzo Petagna. O il gigante ripudiato da Gasperini trova in Antenucci il nuovo Papu (lasci perdere i social e parli in campo) o per i ferraresi la strada verso la salvezza sarà una salita lunga un anno.

UDINESE VOTO 5

Il punto di domanda grosso come una casa si chiama Velzquez. Dopo anni in grigio e un'ultima stagione bersaglio della contestazione dei tifosi, la dirigenza dell'Udinese è convinta che sia un ritorno alle origini, ma il 36enne di Salamanca, reduce dalla panchina Alcorcón nella Segunda divisiòn spagnola, pare più un azzardo che una scommessa assennata. Il mercato, con gli arrivi degli argentini Musso e Pussetto, del centravanti brasiliano Vizeu e del venezuelano Machis, altrettanto. Un po' come i 20 milioni spesi per Rolando Mandragora, progetto di campioncino, sul quale però la Juve si è tenuta pure la "recompra".

NAPOLI VOTO 4,5

Gli hanno offerto Ronaldo, ma «ho declinato». Non gli hanno voluto dare Alisson («perché un uccellino mi ha detto che Liverpool e Roma hanno la stessa proprietà»). E «se Belotti vale 65 milioni allora Inglese può arrivare a 85». Fosse per le sparate di De Laurentiis il Napoli farebbe gara a sé. Non fosse per Verdi e Fabian Ruiz (bravini d'accordo, ma quanto spazio avranno?) gli azzurri sarebbero la copia carbone dell'anno precedente. Per Ancelotti (lui sì fuoriclasse della panchina) raccogliere l'eredità di Sarri non sarà una passeggiata di salute.

CHIEVO VOTO 4,5

Scampato il pericolo della Serie B dopo la storiaccia delle presunte plusvalenze fittizie, il mercato del Chievo è rimasto ingessato. Il figlio d'arte Burruchaga (papà Jorge Luis consegnò all'Argentina la Coppa del Mondo 1986 con Maradona) sembra più una suggestione che un piede capace di cambiare i destini di una squadra orfana di Inglese, Dainelli e Castro. Che la cadetteria sia solo rinviata al verdetto del campo?

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