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Aggiornato il 24 agosto 2018 18 Agosto Ago 2018 1200 18 agosto 2018

Il grande caos del calcio italiano tra illeciti, ripescaggi e calendari

I guai giudiziari di Chievo e Parma. L'organico ridotto della Serie B. La C congelata. E lo scontro Figc-Lnd sul professionismo femminile. Cosa c'è dietro l'estate rovente del pallone.

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Una valanga di ricorsi, campionati che slittano, incertezza totale. Il calcio italiano è nel caos. In Serie A i casi di Chievo e Parma hanno messo in dubbio fino all'ultimo la permanenza nella massima serie dei due club. Mentre la B, a sorpresa, ha deciso di bloccare i ripescaggi e varare i calendari con sole 19 squadre al via, facendo infuriare chi secondo le normative avrebbe avuto diritto al ripescaggio. Anche la C è nei guai e non sa ancora quali squadre parteciperanno. Il 7 settembre 2018 dovrebbe arrivare la sentenza del collegio di Garanzia del Coni e si rischia un terremoto a campionati già iniziati. Di seguito il riassunto di un’estate complicata. A cui si è aggiunto il rinvio delle partite della prima giornata di Serie A di Sampdoria e Genoa per lutto dopo il crollo del ponte Morandi. Ma questa è un'altra storia.

1. IL CASO CHIEVO: PRESUNTE PLUSVALENZE FITTIZIE

Alla fine del mese di giugno 2018 il procuratore federale ha deferito il presidente del Chievo, Luca Campedelli, e quello del Cesena, Giorgio Lugaresi. Il motivo è che, secondo l’accusa, i due club si sarebbero scambiati giovani della Primavera, mettendo poi a bilancio plusvalenze per milioni di euro - non corrispondenti al reale valore dei calciatori - utili a gonfiare il patrimonio netto delle società e ottenere così l’iscrizione ai rispettivi campionati in assenza dei requisiti previsti dalle normative federali. La procura Figc aveva proposto l’inibizione per tre anni a Campedelli e 15 punti di penalizzazione per il Chievo da scontare nella stagione 2017/2018, richiesta che se accolta dal tribunale federale avrebbe sancito la retrocessione in B dei veronesi. Medesima richiesta per il Cesena.

Il presidente del Chievo Luca Campedelli.

Il 25 luglio il tribunale federale ha decretato l’improcedibilità nei confronti del Chievo per un vizio di forma. In pratica la procura ha disatteso una richiesta di audizione del presidente Campedelli, datata 15 giugno, e per questo il tribunale ha ritenuto di restituire i fascicoli alla procura salvando di fatto il Chievo. Al Cesena, invece, sono stati inflitti 15 punti di penalizzazione da scontare nella stagione successiva, cosa poi non avvenuta perché la società romagnola nel frattempo non si è iscritta al campionato.

Il Crotone ha richiesto al tribunale federale di congelare le prime due gare di campionato del Chievo. La sua istanza, però, è stata respinta

Preso atto del processo, la procura ha dovuto istruire un nuovo procedimento e il 3 agosto ha emanato un nuovo deferimento all’indirizzo di Campadelli, di alcuni suoi dirigenti e del Chievo stesso. E ora il tribunale federale deve emettere una nuova sentenza. Il Crotone, prima delle retrocesse dalla serie A e interessata a un eventuale ripescaggio, ha richiesto al tribunale federale di congelare le prime due gare di campionato del Chievo in attesa della nuova sentenza prevista per il 12 settembre. La sua istanza, però, è stata respinta. L’ipotesi più probabile, a questo punto, è che le conseguenze di un’eventuale condanna vadano a ripercuotersi sulla stagione 2018-2019.

2. IL CASO PARMA: LE ACCUSE DI ILLECITO SPORTIVO

Più definita la situazione del Parma calcio, che era stato deferito per tentato illecito sportivo in merito ai fatti che hanno preceduto la partita Spezia-Parma, ultima giornata del campionato di Serie B che ha sancito la promozione diretta in Serie A degli emiliani. Sotto accusa alcuni messaggi inviati col cellulare da Emanuele Calaiò, calciatore del Parma, a Filippo Del Col e Claudio Terzi, giocatori dello Spezia, ai quali avrebbe in sostanza chiesto di non metterci troppo impegno nell’imminente sfida di campionato. I liguri hanno poi denunciato il fatto ed è così partita l’indagine della procura che ha portato al deferimento.

La schermata dei messaggi inviati da Calaiò.

Il tribunale federale, il 23 luglio, ha condannato il Parma a scontare 5 punti di penalizzazione nella stagione successiva e inflitto 2 anni di squalifica a Calaiò. La società ha presentato ricorso alla Corte federale d’appello che il 9 agosto ha tolto la penalizzazione in classifica al Parma, il quale dovrà pagare 20 mila euro di ammenda. Calaiò resta squalificato, ma solo fino al 31 dicembre 2018.

Emanuele Calaiò del Parma.

3. SERIE B: ORGANICO RIDOTTO A 19 SQUADRE

La Serie B ha varato ufficialmente i calendari per la stagione 2018/2019. Un campionato a 19 squadre, quindi con una riduzione dell’organico originario a 22 squadre. Decisione, quest’ultima, che ha scatenato la polemica delle sei società che avevano chiesto il ripescaggio: Catania, Entella, Novara, Pro Vercelli, Siena e Novara. Per meglio comprendere come si è arrivati a questo punto, però, bisogna tornare indietro di alcuni passi. Cioè a quando le richieste di iscrizione al campionato di Bari, Cesena e Avellino sono state respinte per motivi economici. L’esclusione di queste tre squadre dalla B ha portato a una carenza di organico di tre posti che, in base a quanto previsto dalle norme organizzative interne alla Federazione, sarebbero dovuti essere colmati da tre ripescaggi.

Hanno fatto richiesta di ripescaggio le quattro retrocesse dalla B - Entella, Novara, Pro Vercelli e Ternana - e due di Serie C: il Siena e il Catania

Hanno fatto richiesta le quattro retrocesse dalla B - Entella, Novara, Pro Vercelli e Ternana - e due squadre di Serie C: il Siena, perdente della finale playoff, e il Catania, sconfitta in una delle due semifinali playoff. Tutto sembrava procedere verso il ripristino dell’organico a 22 squadre, fino a quando la Lega Serie B, il consorzio delle squadre appartenenti al campionato guidato da Mauro Balata, ha richiesto formalmente al commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini, il blocco dei ripescaggi. Il motivo è sostanzialmente una questione di soldi: con meno squadre, ci sarebbero più risorse economiche da ridistribuire ai club. Fabbricini, inizialmente contrario, su pressione del Coni ha infine deciso di dare l’ok.

Il commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini.
ANSA

Per rendere possibile la cosa si sono dovute cambiare in tutta fretta le precedenti normative federali che prevedevano 22 squadre per la Serie B e che qualsiasi cambiamento alla conformazione dei campionati sarebbe entrato in vigore dalla stagione successiva. Le escluse la ritengono una forzatura. E infatti sono già partiti i primi ricorsi: Ternana e Pro Vercelli si sono rivolte al collegio di garanzia dello sport presieduto dall’ex ministro degli Esteri Franco Frattini, che dovrebbe pronunciarsi il 7 settembre a campionati già iniziati. In caso di esito avverso, le società potrebbero anche decidere di rivolgersi al Tar. Il 24 agosto, le quattro componenti della Figc che chiedono l'assemblea elettiva hanno chiesto l'intervento del sottosegretario della presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti.

4. SERIE C: INCERTEZZA E MANCANZA DEL CALENDARIO

La compilazione dei calendari di Serie C ha subito una lunga gestazione, inizialmente prevista per il 6 nuovamente rinviata prima al 22 agosto poi al 8 settembre. E di conseguenza è stata spostata anche la prima giornata di campionato: prima il 26 agosto, poi il 2 settembre dunque il 16. La qurelle è maturata in seguito alla grande incertezza provocata dai tanti ricorsi in essere. La volontà è quella di attendere l'esito della discussione dei ricorsi dei club che ambiscono al ripescaggio in Serie B al Collegio di garanzia dello sport, del 7 settembre. Il collegio stesso il 10 agosto ha invece rigettato i ricorsi di Como, Santarcangelo e Prato che chiedevano il ripescaggio in Serie C.

Nel 2018 non si sono iscritte le fallite Reggiana e Fidelis Andria, invece il Mestre ha rinunciato alla serie C. Il Vicenza si è salvato grazie a Renzo Rosso

Il campionato di Serie C è da sempre il più problematico in termini di sostenibilità finanziaria. Le squadre che vi partecipano, in quanto professionistiche, devono sostenere spese come contributi, tasse e stipendi dei calciatori a fronte, il più delle volte, di entrate insufficienti da sponsor, diritti televisivi e incassi da botteghino e abbonamenti. Ecco allora che ogni estate diverse squadre o falliscono divorate dai debiti o addirittura rinunciano a partecipare. Nel 2017 fece scalpore il caso del Modena, radiato a stagione in corso per inadempienze finanziarie. Nel 2018 non si sono iscritte le fallite Reggiana e Fidelis Andria, invece il Mestre ha rinunciato alla serie C. Anche il Vicenza, che è fallito già a gennaio ma ha comunque finito il campionato, per sopravvivere si è fuso con il Bassano, squadra di C che si è sacrificata per volere del suo presidente Renzo Rosso, patron della Diesel, che è così diventato numero uno della nuova società.

Renzo Rosso, nuovo patron del Vicenza.

5. CALCIO FEMMINILE: LO SCONTRO TRA FIGC E LND

Nell’estate rovente delle polemiche e dei ricorsi, ci si aggiunge una controversia istituzionale legata al passaggio dei campionati di Serie A e Serie B femminile sotto la Figc, che sovrintende l’organizzazione dei tornei professionistici. Questa riforma, varata il 3 maggio dal commissario Fabbricini, era volta al potenziamento del movimento femminile che sta ottenendo risultati importanti come la qualificazione al Mondiale per nazionali. La Lega dilettanti guidata da Cosimo Sibilia, che si è sempre occupata dell’organizzazione dei massimi campionati femminili, ha impugnato la decisione della Figc di fronte alla Corte federale di appello e ottenuto l’annullamento della delibera di Fabbricini. Una battaglia di giustizia sportiva che verrà risolta di fronte al collegio di garanzia del Coni, al quale la Figc ha già fatto ricorso.

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