Romano Fenati Misano Carriera
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10 Settembre Set 2018 0950 10 settembre 2018

Romano Fenati, una vita tra follie in pista e talento bruciato

Da baby promessa a reietto: ascesa e caduta del pilota ascolano. Pupillo di Rossi prima della lite costatagli la cacciata. Un passato di scontri e intemperanze. Fino al licenziamento per il colpo proibito.

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A 16 anni si parlava di lui come di un baby fenomeno, l'erede più accreditato di Valentino Rossi, tra i primi a a congratularsi per un inizio di carriera scintillante. Sei anni più tardi Romano Fenati ha conquistato di nuovo le prime pagine, ma ha scelto di farlo nel peggiore dei modi. «Un loco», ha titolato a caratteri cubitali l'apertura dello spagnolo Marca, a sottolineare l'eco internazionale della follia commessa dal pilota ascolano, che sul rettilineo di Misano ha arpionato la leva del freno di Stefano Manzi, mettendo seriamente a repentaglio l'incolumità del connazionale. Nemmeno 24 ore dopo il Marinelli Snipers team ha comunicato il licenziamento per «comportamento antisportivo, inqualificabile, pericoloso e dannoso per l'immagine di tutti».

NESSUN PERDONO DA MANZI: «HA PROVATO AD AMMAZZARMI»

Per Cal Crutchlow, tuttavia, Fenati «non dovrebbe più metter piede su una moto», mentre Manzi ha fatto intendere di non avere alcuna intenzione di metterci una pietra sopra, malgrado lo scampato pericolo. «Si fatica a perdonare una sportellata», ha detto al sito GpOne.com, «figuriamoci un gesto del genere, nel quale un avversario prova ad ammazzare un rivale ad oltre 200 all’ora». «Chiedo scusa a tutto il mondo sportivo», ha provato lui a difendersi. «avrei voluto che fosse stato solo un brutto sogno. Penso e ripenso a quei momenti, ho fatto un gesto inqualificabile, non sono stato un uomo! Io non sono cosí, chi mi conosce bene lo sa».

La squalifica per due Gran Premi, poi seguita dalla cacciata del suo team, potrà forse non essere la pietra tombale sulla carriera di Fenati che, tuttavia, ad appena 22 anni sembra aver già cestinato quel talento dal quale sembrava essere stato baciato sin da bambino. Vittima, troppo spesso, di un carattere complicato e di un'irruenza che nel paddock lo aveva già portato a farsi pochi amici.

L'ESORDIO FOLGORANTE E LE STIMMATE DEL PREDESTINATO

Secondo in Qatar all'esordio in Moto3 dietro il solo Maverick Viñales e vincitore a Jerez alla seconda gara in carriera, l'ascolano ha disatteso le promesse iniziali raccogliendo dal 2012 a oggi appena nove successi e facendo parlare di sé più per le intemperanze che per staccate e giri veloci. Commentando il fattaccio di Misano, Rossi ha parlato di una sconfitta per l'Academy. Già, perché proprio Fenati era stato uno dei primi campioncini sul quale il Dottore aveva deciso di investire con la sua VR46, facendolo correre tra il 2014 e l'agosto 2016.

LA LITE CON UCCIO E IL LICENZIAMENTO DAL TEAM DI VALENTINO ROSSI

Un rapporto interrotto bruscamente da un licenziamento in tronco, si dice, causato da un'accesa discussione (pare con urla e spintoni) tra il pilota marchigiano e Uccio, braccio destro di Valentino. Allora la madre e manager di Fenati tentò di minimizzare l'accaduto, dichiarando che il figlio avrebbe soltanto «poggiato il pass sul tavolo in maniera energica, senza lanciarlo a nessuno». Fu lo stesso nove volte campione del mondo a fare chiarezza sulla vicenda: «Succede ogni tre o quattro gare, con lui si torna sempre al punto di partenza. Volevamo fare di Fenati un professionista, tirare fuori tutto il talento enorme che ha, ma abbiamo fallito, non ci siamo riusciti». Ironia della sorte, a sostituire Fenati fu scelto Lorenzo Dalla Porta, che proprio nel week-end di Misano ha conquistato la sua prima vittoria in Moto3.

Un black out non inedito, quello di Fenati a Misano, visto che già nel warm up di Termas de Rio Hondo, dell’aprile 2015 pernsò bene di scalciare - con una sorta di mossa da taekwondo – il finlandese Niklas Ajo al termine di una serie di scaramucce in pista: in quel caso se la cavò con la partenza dall’ultima casella della griglia e tre punti di penalità sulla patente. Nel 2017, invece, fu protagonista di una violenta quanto insolita discussione sulla griglia con Fabio Di Giannantonio, accusato dall'ascolano di averlo ostacolato in qualifica.

Nella prossima stagione Fenati avrebbe dovuto condividere il box proprio con Manzi, nel team Forward col quale la MV Agusta era pronta a tornare alle corse. Ma la casa di Varese ha già annunciato la volontà di rescindere. Col patron Giovanni Castiglioni che in un post su Instagram ha scritto: «È stata la cosa peggiore che abbia mai visto. Farò di tutto per non farlo correre sulla MV Agusta in Moto2 perché non rappresenta i veri valori della nostra azienda. La Dorna dovrebbe squalificarlo a vita».

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