Novita Var Regolamento
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17 Settembre Set 2018 1950 17 settembre 2018

Perché la Var in Serie A sembra essere (quasi) sparita

Il presidente della Lega di Serie A Miccichè ha detto che «è sbagliato non farne pieno uso». Per il n.1 degli arbitri Nicchi «il protocollo non è cambiato». Ma una dicitura diversa del regolamento c'è.

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Da eccitante e discussa novità del campionato 2017-2018 all'ingombrante fantasma del 2018-2019. Cos'è successo alla Var? L'acronimo che sta per Video assistant referee e che ha portato la moviola in campo - sogno di Aldo Biscardi - nel calcio italiano, è tornata a far discutere. Non per gli eccessi di utilizzo, i problemi dovuti al gioco fermo o le interpretazioni degli arbitri posizionati ai video, ma per la sensazione - confermata da alcuni episodi eclatanti - che venga chiamata in causa nettamente meno, anche in situazioni in cui giocatori, tifosi e addetti ai lavori si erano abituati a farci affidamento.

«LA VAR PORTA DECISIONI ACCETTATE DA TUTTI»

Gli episodi contestati da Inter e Torino nella quarta giornata di campionato hanno riacceso il dibattito sulla funzione della videoassistenza. E il presidente della Lega di Serie A Gaetano Miccichè si è schierato a favore di un più massiccio ricorso al Var: «Sono iperfavorevole alla tecnologia, trovo sbagliato che non se ne faccia pieno uso. Ne parlerò anche con Marcello Nicchi (il presidente dell'Aia, ndr). Confido che come tutte le novità si formi un'attitudine a utilizzarla al meglio, nove volte su 10». Miccichè, parlando a Rai-Gr parlamento, ha aggiunto: «La Var è uno strumento straordinario, vantaggioso per la trasparenza dei risultati e per gli spalti. Porta decisioni accettate da tutti».

Il presidente della Lega di Serie A Gaetano Miccichè.
Ansa

L'Ifab ha modificato la dicitura delle occasioni in cui la Var dovrebbe intervenire: da "chiari errori" a "chiari ed evidenti errori"

E il numero uno degli arbitri, Marcello Nicchi, sembra avergli dato ragione, sottolineando che sull'utilizzo della Var «c'è un protocollo chiaro e non è cambiato nulla dallo scorso anno: se gli arbitri lo seguono, è ok, se sbagliano non seguendolo è un errore. La Var ha indicazioni chiare su come essere utilizzata, e purtroppo non cancella tutti gli errori...». In realtà l'Ifab, l'organo internazione deputato all'innovazione delle regole calcistiche, ha modificato la dicitura delle occasioni in cui la Var dovrebbe intervenire: da «chiari errori» a «chiari ed evidenti errori» («clear and obvious error»). In sostanza solo le sviste più clamorose.

DOPPIO ERRORE DURANTE INTER PARMA: DIMARCO E GAGLIARDINI

Nicchi ha sottolineato che i casi di Inter e Torino sono stati diversi: «In Inter-Parma Manganiello e la videoassistenza hanno commesso due errori non andando a rivedere come da protocollo. Avrebbero dovuto far uso del supporto video: sul tocco di mano di Dimarco in area e su un fallo di Gagliardini che purtroppo però l'arbitro non aveva visto. Poteva essere sanzionato col giallo o col rosso, ma la Var doveva chiamarlo».

Il numero uno degli arbitri Marcello Nicchi.
Ansa

A Udine, invece, Valeri ha contravvenuto le disposizioni del designatore Rizzoli: «In casi del genere», ha chiarito Nicchi, «la Var non c'entra: la disposizione del designatore dice di far finire l'azione, per poter poi valutare se c'è fuorigioco con l'uso del video. Se invece la fermi prima, la Var non può più intervenire. E qui non è neanche più questione di protocollo. Ha sbagliato per precipitazione».

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