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3 Ottobre Ott 2018 1206 03 ottobre 2018

Pro e contro di un ritorno di Ibrahimovic al Milan

Leonardo può riportare in rossonero lo svedese. Che colmerebbe il vuoto dietro Higuain. E costerebbe poco. Ma a 37 anni non ha lo strapotere fisico di una volta. E la coesistenza col Pipita potrebbe creare frizioni. 

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La suggestione è una di quelle che hanno il sapore della nostalgia, ma anche quel fascino esagerato da far sognare i tifosi. Dopo la brillante campagna acquisti estiva, consumata in fretta e furia ma capace di regalare la ciliegina (ma sarebbe meglio dire ciliegiona) Gonzalo Higuaìn, Paolo Maldini e Leonardo starebbero accarezzando l'idea di un clamoroso ritorno: Zlatan Ibrahimovic al Milan già nella sessione di mercato di gennaio. La bomba è stata sganciata dal Corriere della Sera e in men che non si dica l'indiscrezione ha mandato in tilt i social, subito intasati dalle prurigginose fantasie dei sostenitori rossoneri ma anche dalla censura dei critici da tastiera, pronti a calcare il perimetro di un annunciato fallimento. Ibra al Milan è davvero una buona idea? L'operazione è sostenibile per le casse rossonere?

PERCHÈ SÌ: UN'ALTERNATIVA DI LUSSO (E A BUON MERCATO) PER GATTUSO

Sul piano economico l'operazione non sarebbe poi così scellerata. Sono lontani i tempi in cui il gigante di Malmoe, tra un mal di pancia e un solletico di Mino Raiola, spuntava ingaggi faraonici ai top club europei con la frequenza dei cambi d'abito di Emily Ratajkowski. Migrato in Mls, dove è sotto contratto coi Los Angeles Galaxy fino al 30 dicembre 2019, il suo stipendione si è lentamente sgonfiato fino agli attuali 1,2 milioni a stagione. Il club rossonero poi, secondo quanto trapelato, starebbe pensando di fare un’operazione "alla Beckham", con Ibra che giocherebbe nella squadra di Gattuso da gennaio a giugno, per poi probabilmente ad andare a chiudere la carriera al Malmoe. Insomma, un part-time mica poi così di lusso, pesato il personaggio. L'altro incentivo per i luogotenenti di Elliott è squisitamente tecnico. Quando al Pipita viene un raffreddore il Milan si ritrova col solo (acerbo) Patrick Cutrone con galloni della prima punta. Senza contare che Zlatan, tecnicamente, andrebbe a nozze nel dialogo palla a terra con Higuain e amplierebbe a dismisura le varianti tattiche nel mazzo di Gattuso. Nota a margine: non più tardi della scorsa estate, in concomitanza con la tournée negli Usa del Milan, il ragazzone svedese aveva spedito un tweet d'affetto ai suoi ex tifosi: «Ciao a tutti i tifosi del Milan. Spero che state tutti bene, mi mancate tanto. Siete rimasti nel mio cuore. In bocca al lupo». Insomma, fare i bagagli per Milanello non parrebbe un'idea che gli dispiaccia.

PERCHÈ NO: LE INCOGNITE DI UNA STELLA INGOMBRANTE

I problemi di scarsa autostima sono sono mai esistiti per l'uomo che parla in terza pesona e che in carriera se ne è uscito con frasi tipo «Dio? Ce l'hai davanti» o «una Coppa del Mondo senza Zlatan non merita di essere seguita». Lui si è detto convinto di poter giocare almeno ancora due stagioni ad alti livelli ma la realtà è un pizzico diversa. Proprio il 3 ottobre Ibra compie 37 anni e lo strapotere fisico e tecnico di uno dei calciatori più forti degli ultimi 15 anni non è più quello di una volta, specie dopo la rottura del crociato subita nel 2017. Se sotto il profilo realizzativo (ma c'è da fare la tara sul livello competitivo del campionato americano) la vena sembra quella di sempre, in campo si sono pure acuite le bizze di un carattere che non è mai stato facile. In agosto si è rifiutato di scendere in campo in trasferta sul sintetico di Seattle per non sollecitare il ginocchio operato e facendo perdere i suoi per 5-0. A maggio è stato espulso perché pizzicato dal Var dopo aver sfogato la sua rabbia a gioco fermo rifilando uno schiaffone a Petrasso del Montreal Impact. Segni di nervosismo di un astro in calo? Non ditelo a Zlatan, che dopo aver firmato la vittoria in luglio contro Philadelphia ai microfoni ha dichiarato: «Fossi arrivato 10 anni fa, sarei già presidente Usa». Sicuri che lui e Gonzalo non diventerebbero due galli in un pollaio troppo stretto?

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