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7 Ottobre Ott 2018 1200 07 ottobre 2018

Cosa c'è dietro l'acquisto del Monza da parte di Berlusconi

Il Cav ha rilevato la società brianzola assieme a Galliani. E col Lanerossi Vicenza in mano a Rosso, tifoso milanista e sponsor del club tramite Diesel, ha creato un'orbita rossonera in Serie C. L'intreccio.

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La storia è ricominciata da Ravenna in una domenica di fine settembre del 2018. Con una sconfitta 1-0 al termine di una gara chiusa in 10 uomini. Ma per il Monza 1912, e per il duo Berlusconi-Galliani, contava ripartire. Si trattava del primo appuntamento agonistico dopo l’ufficializzazione del passaggio di proprietà del club. In tribuna era presente soltanto l’ex amministratore delegato rossonero, in compagnia di Arrigo Sacchi e dell’onnipresente Pier Ferdinando Casini. Quanto al Cavaliere, almeno stavolta ha preferito passare la domenica a casa. Per la coppia che ha segnato l’ultimo trentennio milanista si tratta di un ritorno in campo dopo una sola stagione agonistica di pausa. Il tutto è avvenuto a circa due mesi dall’inabissamento di mister Li (a proposito, se ne hanno notizie?). Ma forse è soltanto una coincidenza.

UN'AVVENTURA CHE PER BERLUSCONI-GALLIANI NON È CERTO UN HOBBY

L'arena del ritorno è la Serie C. Non certo una dimensione cui i due sono stati abituati. Soprattutto il capo, che per 30 anni ha dominato come nessun altro la scena pubblica italiana, prima attraverso il calcio e poi in politica. Quasi banale dire che ripartire dalla Serie C sia un segno di un tempo cambiato. E quanto sia cambiato questo tempo lo testimoniano le percentuali da brivido che gli ultimi sondaggi assegnano a Forza Italia. Un declino, quello del partito personale, andato quasi di pari passo con l'ultimo quinquennio di presidenza rossonera. Ne è derivato il risalto piuttosto relativo che la stampa nazionale ha dato prima alla trattativa per l'acquisizione del club brianzolo, e poi all'annuncio del definitivo passaggio di mano. La copertura mediatica è stata condotta con piglio burocratico, quasi per dovere d'ufficio. Eppure gli spunti narrativi non mancavano. Né mancherà di che raccontare da qui in avanti, dato che il duo Berlusconi-Galliani pare intenzionato a prendere molto sul serio quest'avventura, e non certo come un hobby da quarta età.

Silvio Berlusconi e Adriano Galliani.
Ansa

ADRIANO, I LITIGI CON BARBARA E IL PARACADUTE IN SENATO

A essere motivato è soprattutto Galliani, che proprio da Monza e dal Monza calcio vide partire la propria scalata dallo status di “antennista del Cavaliere” a uomo fra i più potenti del calcio europeo. Anche per lui il tempo è passato bruscamente, e nel mezzo di questo percorso c'è stato anche un conflitto con famiglia del Cav. Nello specifico, con Barbara Berlusconi. Che, nell'effimero periodo in cui venne mandata dal babbo a occuparsi del Milan, entrò in rotta di collisione proprio con Galliani. In quei lunghi mesi fu naturale pensare che la figlia fosse armata dal padre per far fuori un plenipotenziario ormai incontrollabile. Ma la manovra non riuscì. Barbara Berlusconi rientrò progressivamente nell'ombra, fino a sparire. E la coppia Silvio & Adriano ha finito per vivere un'ulteriore stagione post-milanista, col seggio senatoriale regalato all'ex braccio destro dal leader privato di “agibilità politica”, e adesso con questo ritorno nel calcio della provincia italiana.

Adriano Galliani e Barbara Berlusconi.

IN 106 ANNI DI GLORIA DUE FALLIMENTI PER IL MONZA

Non solo per la coppia Berlusconi & Galliani questa nuova avventura sarà una ripartenza. Lo è anche per il Monza, club glorioso del nostro calcio che nel periodo a cavallo fra gli Anni 70 e 80 è stato una forza importante del campionato di B, sovente in procinto di spiccare il salto verso la Serie A. Di quegli anni rimangono la gloria della vittoria nel Torneo Anglo-Italiano e alcune promozioni sfiorate. Ma poi, con la seconda metà degli Anni 80, è partita una fase meno felice per la storia del club brianzolo. Fatta dapprima di oscillazioni fra la B e la C, e poi di vicende societarie da cui sono scaturiti due fallimenti. Nel 2018 la società ha tagliato il traguardo dei 106 anni di storia, e purtroppo anch'essa ha dovuto fare i conti con una galleria di personaggi che, come racconta la storia recente del calcio italiano, nei campionati dalla Serie C in giù sono dietro ogni angolo.

Il nuovo Monza fa il primo acquisto

Ingaggiato Iocolano: era svincolato dal Bari. E' la prima operazione portata a termine della nuova proprietà Berlusconi.

EMERY, BINGHAM, SEEDORF E I FANTASMI DI UNA SOCIETÀ SATELLITE

È ancora fresco il ricordo dell'anglo-brasiliano Anthony Armstrong Emery, dell'inglese Dennis Bingham, e degli italianissimi Piero Montaquila e Paolo Di Stanislao. Soprattutto, è ben viva la memoria dei due fallimenti avvenuti in 11 anni, il primo nel 2004 e il secondo nel 2015. E nel mezzo di questo ventennio oscuro c'è stato spazio anche per due passaggi che hanno visto accostare il club brianzolo al Milan, sia pure con modalità diverse. Il primo passaggio si è registrato tra la fine degli Anni 90 e i primi del nuovo secolo, quando i due club strinsero una partnership che fece del Monza una società satellite del Milan. Nonostante le premesse, la partnership portò a risultati modesti e alle contestazioni da parte della tifoseria locale, che misero nel mirino Adriano Galliani. Il secondo passaggio si è verificato nel 2009, quando fra i soci di una nuova compagine proprietaria entrò anche Clarence Seedorf. In questo caso la società rossonera non è stata coinvolta. Ma il non esaltante andamento della squadra, unito al ricordo dell'infelice partnership di pochi anni prima, finirono per alimentare un mood diffidente nei confronti del mondo rossonero.

Clarence Seedorf con Kakà ai tempo in cui l'olandese è stato allenatore del Milan.

ORA LA PRESENZA DEL "VECCHIO MILAN" È PERCEPITA COME UNA GARANZIA

Si temeva che tali precedenti facessero da tara nelle settimane in cui si trattava per il passaggio di proprietà nelle mani di Berlusconi. Ma così non è stato, né era ragionevole lo fosse. I presupposti dell'operazione odierna sono diversi. Tanto più che nel frattempo c'è stato ancora tanto Milan, nelle sorti dell'A.C. Monza Brianza 1912. E in questo caso l'esperienza è stata più che positiva. A far ripartire il club brianzolo dalla Serie D, dopo il fallimento dell'estate 2015, è stato infatti l'imprenditore Nicola Colombo. Cioè il figlio di Felice Colombo, presidente milanista che firmò lo scudetto della stella, quello vinto al termine della stagione 1978-79. Lo stesso Nicola Colombo ha ceduto a Berlusconi, che ha preferito lasciarlo al vertice della società. E in questo caso il fatto che ci sia così tanto “vecchio Milan” è percepito come una garanzia anziché come un ennesimo segno di sudditanza. Del resto, nel frattempo sono successe molte cose e è anche cambiato il calcio. Il gap fra le società di vertice e il resto del movimento si è fatto abissale, e in queste condizioni muoversi tra la Serie C e la Serie B significa doversi ingegnare quotidianamente nella ricerca della sopravvivenza. Sicché, ritrovarsi sotto la proprietà e la tutela del duo Berlusconi-Galliani è per un club di Serie C la garanzia di poter quantomeno programmare senza preoccuparsi di cercare l'ossigeno. Quasi un lusso.

Renzo Rosso.

UN'ORBITA ROSSONERA COL LANEROSSI VICENZA DI RENZO ROSSO

Eppure, gira e rigira, si torna sempre in orbita Milan. Per diversi motivi. Innanzitutto perché risulta proprio difficile pensare che fra il club rossonero e il suo ex proprietario possa instaurarsi un rapporto di totale indifferenza. Troppo lungo e glorioso il legame per immaginare che non abbia un seguito. Inoltre, la presenza di Scaroni al vertice del club rossonero è garanzia di una continuità di rapporti. L'ex presidente Eni è stato consigliere d'amministrazione rossonero in rappresentanza di Berlusconi, durante la travagliata annata di proprietà cinese. Ma in passato è stato anche presidente del Vicenza, il club della città natale. E su questo punto si pongono le condizioni per un intreccio curioso. L'attuale proprietario del Lanerossi Vicenza (nato dal fallimento del Vicenza e dalla “fusione” con la Virtus Bassano) è lo stilista Renzo Rosso. Che è uno storico tifoso rossonero oltreché sponsor del club col marchio Diesel. Il suo nome era stato fatto a più riprese come possibile acquirente del Milan durante la lunga e travagliata fase che ha portato alla scalata da parte di Elliott. Anche in questo caso, che i rapporti fra Lanerossi Vicenza e Milan abbiano tutte le condizioni per essere ottimi non è certo cosa scandalosa. Lanerossi Vicenza e Monza si ritrovano nello stesso girone (il B) di Serie C. E mirano a raggiungere quanto prima la Serie B, ciò che con due proprietà di questa forza economica è alla portata nel medio periodo. Un gradino sopra continueranno a trovare un Milan che nel frattempo cercherà di recuperare la collocazione dei tempi migliori, nell'élite del calcio italiano e internazionale. È lecito aspettarsi che si crei un sistema di buone relazioni fra Milan, Monza e Lanerossi Vicenza? Ci sarebbe da sorprendersi del contrario. E per il duo Berlusconi-Galliani sarà come se non fosse mai esistito un periodo di lontananza dal calcio.

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