Antonio Conte Real Madrid Lopetegui
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18 Ottobre Ott 2018 1143 18 ottobre 2018

Perché Conte al Real Madrid potrebbe essere un azzardo

L'ex ct azzurro nel mirino del club campione d'Europa se Lopetegui dovesse saltare. Ma le incognite sono dietro l'angolo: da una squadra in flessione al profilo non allineato alla storia dei blancos. Tutti i dubbi.

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Il tam tam dalla Spagna si fa sempre più insistente. Sarebbe Antonio Conte l'uomo scelto dal Real Madrid per avvicendare Julen Lopetegui nel caso l'attuale allenatore dei blancos non riuscisse a invertire la rotta di una stagione partita col piede sbagliato. Ci sarebbe in tal senso già stato un contatto telefonico tra gli emissari del club spagnolo e l'entourage dell'ex commissario tecnico azzurro, ancora in cerca di una panchina dopo la burrascosa separazione col Chelsea. Per l'ex ct delle Furie rosse Barcellona-Real Madrid del 28 ottobre potrebbe già essere un appuntamento cruciale, una gara da dentro o fuori.

SULLA SCIA DI CAPELLO E ANCELOTTI

Per Conte quella del Real sarebbe di certo un'opportunità da cogliere al volo, senza tuttavia trascurare i rischi nascosti dietro l'approdo al club campione d'Europa. Già, perché se la tradizione vuole gli allenatori italiani solitamente vincenti al Santiago Bernabeu, da Capello ad Ancelotti, per il tecnico leccese le pressioni sarebbero enormi e il rischio di un nuovo flop, dopo la seconda tormentata stagione londinese, assai elevato. Il Real, perso Cristiano Ronaldo, fatica a ritrovare lo smalto che lo ha portato a conquistare tre Champions League consecutive e sarebbe tutta da verificare l'accoglienza riservata dallo spogliatoio delle merengues all'allenatore italiano.

UN ALLENATORE POCO INCLINE ALLA TRADIZIONE DEI BLANCOS

Malgrado una Premier Legue e una Fa Cup messe in cassaforte nei due anni alla guida dei Blues, Conte non sembra poi godere ancora di quel riconoscimento internazionale necessario per sedersi su una panchina tanto ingombrante. Lacuna che di certo ha mostrato nelle sue prime apparizioni al Bernabeu proprio Lopetegui. Non solo. Il temperamento fumantino del leccese faticherebbe a coesistere con la rigidità e il rispetto dei ruoli di un club nel quale gli allenatori dalla personalità debordante sono tradizionalmente mal visti. E quasi sempre poco fortunati in termini di risultati. Un esempio su tutti, José Mourinho, decisamente meno vincente dei più "aziendalisti" Vicente Del Bosque o Zinedine Zidane. Le perplessità, insomma, non sono poche per un allenatore comunque stimato e osservato con attenzione ancha da diverse big italiane. Ma se davvero il Real chiamasse...

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