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25 Ottobre Ott 2018 2035 25 ottobre 2018

Le cose da sapere sul caos campionato in Serie B

Dopo la decisione del Tar di portare la competizione a 22 squadre la lega di B è sul piede di guerra. «Ricorreremo al Consiglio di Stato» e si apre una crepa con la nuova Figc di Gravina.

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La decisione del Tar del Lazio sul format del campionato di Serie B del 24 ottobre ha aperto un grave fronte di crisi in una federcalcio appena ricompattata dietro al nome di Gabriele Gravina. La Lega B non ha alcuna intenzione di sospendere il campionato, ha tuonato contro la decisione della Figc di non impugnare il provvedimento del giudice amministrativo e annunciato il ricorso al Consiglio di Stato. Il neopresidente federale ha risposto respingendo le accuse di responsabilità nella vicenda e convocato per martedì 30 ottobre un Consiglio federale d'urgenza per affrontare la situazione.

LE TENSIONI NELLE FIGC E CON LA LEGA

Si prevedono altri giorni di passione, quindi, prima di arrivare ad una soluzione ci vorrà tempo. I campionati di B e C restano così sospesi in un limbo, mentre il Collegio di garanzia dello sport, respingendo un'istanza della Pro Vercelli, si è dichiarato incompetente sui ripescaggi, affidando il tutto al Tar. Oltre a tutto ciò, tra le mura di via Allegri si profila poi un aspro braccio di ferro tra la nuova dirigenza federale e il dg, Michele Uva, di fatto sospeso il 25 ottobre dalla funzione ma deciso a resistere per vie legali.

LEGA DI B RICORRE AL CONSIGLIO DI STATO

È partita dall'assemblea di Milano la 'rivolta' dei 19 club di Serie B. Il presidente, Mauro Balata, ha annunciato con toni accesi la decisione, presa all'unanimità, di ricorrere al Consiglio di Stato contro l'ordinanza del Tar, «la stessa che censura i provvedimenti del 13 agosto della Figc». Un'arringa feroce per una notizia considerata «gravissima». «Chiediamo alla Figc», è stato il j'accuse di Balata, «se nel sistema ci sono figli o figliastri. Chiediamo al Consiglio di Stato di tutelare il nostro campionato».

IL BRACCIO DI FERRO TRA LE SQUADRE E LA FEDERAZIONE

Del fronte delle società si fa portavoce il patron del Brescia, Massimo Cellino, che conferma la decisione di scendere in campo nel weekend. È la 'nuova' Figc a finire nel mirino della Lega B. «Noi», ha evidenziato Cellino, «lo abbiamo votato con lealtà, ci aveva promesso la riforma dei campionati. Ora sta tutelando qualche soggetto di Lega Pro, di cui era n.1, ai danni della B». L'atmosfera è elettrica. Il presidente del Perugia, Alessandro Santopadre, ha minacciato azioni legali contro la Figc e le squadre «cercano di vincere in tribunale e non sul campo»: «La federazione ha paura dei risarcimenti da dare a 5 club? Ne dovrà risarcire 19 di B».

LA RESA DEI CONTI IN UN CONSIGLIO STRAORDINARIO

Gravina non ci sta a finire sulla graticola: «Chi pensa di riportare su questa governance la responsabilità dell'attuale situazione sul format del campionato di Serie B, la cui gravità è sotto gli occhi di tutti, ha sbagliato indirizzo», ha dichiarato, annunciando la convocazione del Consiglio. Vi parteciperanno, oltre a Claudio Lotito, anche Marcello Nicchi, Damiano Tommasi e Umberto Calcagno, che secondo la Corte federale d'appello hanno i requisiti di eleggibilità. Il dg Uva non ci sarà, avendo ricevuto una lettera che lo sospende dalla funzione. «Dobbiamo fare valutazioni sulle posizioni di vertice», è la posizione che trapela dalla Figc. Il dirigente, che ha denuunciato «la strategia denigratoria intrapresa a mio danno», ha annunciato di aver «diffidato Gravina dal perpetrare tale condotta e dato incarico a un legale per la tutela dei miei interessi».

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