Rai, tornano Olimpiadi invernali
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30 Ottobre Ott 2018 2129 30 ottobre 2018

Nessuno vuole le olimpiadi invernali tranne Milano-Cortina

Calgary a un passo dalla rinuncia: il Comune non vuole gravare sui cittadini mentre il nuovo governo cittadino di Stoccolma ha forti dubbi. Così la candidatura italiana rischia di rimanere l'unica in piedi.

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I conti non tornano e la corsa tra Calgary, Stoccolma e Milano-Cortina per l'assegnazione dei giochi olimpici invernali 2026 rischia di perdere "pezzi" importanti con Calgary (che ha già ospitato l'edizione dei Giochi invernali 1988) ad un passo dal ritiro. Al termine di una lunghissima riunione, il comitato olimpico locale ha approvato all'unanimità la mozione con la quale il 31 ottobre, nella riunione del consiglio comunale, si vota la rinuncia della candidatura. Alla base di tutto il mancato accordo per la copertura dei costi fra governo centrale, provincia e consiglio municipale.

PROBLEMI DI COSTI: RIMPALLO TRA COMUNE E GOVERNO

La coalizione che amministra la città - un'alleanza tra centro-destra e ambientalisti - ha annunciato che ai contribuenti non dovrà essere imposta nessuna tassa in più per finanziare i Giochi, e il sindaco di Calgary, Naheed Nenshi, con una lettera al premier Justin Trudeau, ha chiesto che vengano aumentati i fondi pubblici in caso di assegnazione, da 1,75 a 1,9 miliardi di dollari. Di qui la decisione del comitato olimpico canadese di preparare la mozione per il ritiro della candidatura (e il conseguente annullamento del referendum del 13 novembre prossimo) da presentare al consiglio municipale. Una riunione fiume, durata quasi cinque ore e a porte chiuse, quella con la mozione all'ordine del giorno dopo che le trattative erano andate avanti per tutta la giornata e la notte di lunedì, lasciando aperto anche qualche spiraglio, come aveva sottolineato lo stesso ministro per lo sport, Kirsty Duncan, parlando da Ottawa.

ANCHE STOCCOLMA POTREBBE SFILARSI

Dopo i ritiri dell'austriaca Graz, di Sapporo e della svizzera Sion e la bocciatura da parte del Cio della turca Euzurum, le tre candidature erano state ufficializzate dal Comitato olimpico internazionale il 9 ottobre scorso a Buenos Aires, ma già alcuni giorni dopo, il neonato governo cittadino di Stoccolma aveva messo in forte dubbio la volontà di investire sulla corsa olimpica. Ora che anche Calgary ha deciso lo stop e vista anche la piega politica presa dalla candidata svedese lo scenario di Milano-Cortina in solitario non è così paradossale. Da parte sua, la candidatura italiana è stata varata con l'appoggio del governo ma senza fondi pubblici.

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