Salvini Higuain Milan
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13 Novembre Nov 2018 1300 13 novembre 2018

Da Donnarumma a Higuain: Salvini mette il Milan nel mirino

Il ministro dell'Interno, tifoso rossonero: «Il Pipita? Mi ha fatto vergognare, lo squalifichino a lungo». Già dopo il derby aveva criticato il portiere («Dovrebbe fare panchina in Primavera») e Gattuso.

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Il Milan perde e Matteo Salvini entra a gamba tesa. Ormai è una costante. Era già successo dopo il derby perso con l'Inter, quando il ministro dell'Interno, noto tifoso rossonero, aveva duramente criticato il portiere Gianluigi Donnarumma, reo di non essere stato impeccabile sul gol di Mauro Icardi. Questa volta, in seguito alla sconfitta rimediata l'11 novembre contro la Juventus, a finire nel mirino di Salvini è stato Gonzalo Higuain, l'attaccante argentino che nei 90 minuti al cospetto della sua ex squadra ha prima sbagliato un rigore e poi rimediato una espulsione. «Domenica ero a San Siro con mio figlio e mi sono vergognato per il comportamento del nostro centravanti, che è stato indegno», ha detto Salvini. «Sei pagato milioni di euro per controllarti e spero, lo dico contro il mio interesse di tifoso, che gli diano una squalifica lunga». Poco dopo, la sentenza del giudice sportivo, che - come da attese - ha deciso di fermare Higuain per due turni.

L'INVETTIVA POST DERBY CONTRO DONNARUMMA E GATTUSO

Prima del Pipita, Salvini aveva attaccato Donnarumma, a fine ottobre: «Perchè non abbiamo venduto? Donnarumma lo vedrei nella panchina della Primavera. Perdere un derby al 92esimo per una farfallata del genere... tu non giochi le prossime 10 partite per quel che mi riguarda». Anche in quel caso, nell'invettiva di Salvini non era mancato un riferimento al figlio: «Mi spiace per lui, ma lo avevo avvisato: ‘Sereno tanto io ho cominciato a vedere il Milan in Serie B, quindi tu sei già un gradino avanti’. Poteva finire 0-0 e sarebbe stato triste lo stesso, perdere al 92esimo è peggio ma quando giochi pensando a non perdere senza provare a vincere hai già perso». Nel mirino, non solo Donnarumma ma anche l'allenatore Gennaro Gattuso: «Quando fai questi cambi, Abate, Bakayoko… Cosa ha fatto, ha estratto al Lotto? Ma che cambi erano? A me Gattuso piace ma se nel post partita fa quelle dichiarazioni mi viene il ‘vaffanculo’ facile. La squadra gli è piaciuta, mah».

Matteo Salvini allo stadio con Silvio Berlusconi.

Oggi è Gattuso, ieri era Vincenzo Montella. A far scattare Salvini, ancora una volta, un derby. Il copione? Sempre lo stesso. «Ieri sera ero allo stadio con mio figlio di 14 anni», disse il 16 ottobre 2017 dopo un Inter-Milan 3-2. «Nonostante il risultato, oggi lui è andato a scuola con la sciarpa del Milan, e io sono stato orgoglioso! Montella? Nel primo tempo ha sbagliato completamente formazione, non ha ancora capito con che modulo giocare e schiera persone evidentemente fuori forma, come Bonucci, Rodriguez o Biglia». Parole che ricordarono, pur con toni da tifoso, le stilettate dell'ex presidente rossonero Silvio Berlusconi all'allenatore di turno, se questi non giocava con due punte. E proprio il Cav fu uno dei bersagli di Salvini: «Berlusconi ha fatto un errore clamoroso a non prendere Sarri, perché non era elegante ed era di sinistra. Non so chi dovrebbe allenare la squadra, ma so che Montella non sta capendo cosa sta succedendo».

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