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13 Novembre Nov 2018 1828 13 novembre 2018

Ventura contrattacca: «Ho rinunciato a due anni di stipendio»

L'ex allenatore del Chievo respinge le accuse dopo le dimissioni dal club gialloblù: «Basta menzogne su di me, avevo già deciso di mollare».

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Nel primo anniversario della débâcle azzurra contro la Svezia, costata alla Nazionale italiana la mancata partecipazione al Mondiale di Russia, Gian Piero Ventura rompe il silenzio sul fallimento della sua avventura al Chievo, durata appena quattro partite. «Stavolta non tollero menzogne», ha dichiarato l'ex ct rispondendo indirettamente alle dure critiche rivolte nei suo confronti dalla bandiera gialloblù Sergio Pellissier. «Mi sono dimesso dal Chievo non per i risultati (sarei andato via anche in caso di vittoria col Bologna), ma perché io e la società volevamo raggiungere la salvezza attraverso due strade diverse. Ho rinunciato a due anni di contratto senza chiedere nè pretendere alcunché».

«MI HANNO RICONOSCIUTO SOLTANTO IL MESE DI LAVORO»

«Premetto», ha aggiunto Ventura, «che sono arrivato al Chievo per amicizia, perché il presidente Campedelli è un amico e perché il momento di difficoltà della squadra coincideva con la mia grande voglia di riprendere ad allenare. Ho poi deciso di interrompere il rapporto quando ho avuto la certezza che io e la società avevamo due visioni differenti. A quel punto, né io potevo pretendere che loro sposassero le mie idee, né loro potevano pensare che io condividessi il loro percorso. Mi hanno riconosciuto soltanto il mese di lavoro. Questi sono i fatti. Faccio un in bocca al lupo alla società anche se ora le nostre strade si dividono».

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