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24 Novembre Nov 2018 1709 24 novembre 2018

Italia travolta dagli All Blacks all'Olimpico

È finita 3-66 la sfida in casa con la nazionale neo zelandese. O'Shea: «Da squadre così dobbiamo imparare. Ma sono deluso perché non siamo stati competitivi». 

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È andata peggio di due anni fa. L'Italia del rugby travolta dagli All Blacks. Nell'ultimo dei tre test match casalinghi di novembre, gli azzurri hanno perso per 3-66 (3-31) contro i campioni del mondo della Nuova Zelanda, che hanno segnato dieci mete. Ma la lezione dovrebbe servirci per prepararci ai mondiali in Giappone del 2019, che ci vedrà a condividere con gli All Blacks il girone. La nazionale della Nuova Zelanda mancava da Roma da due anni, nel 2016 vinsero 10- 68, l'italia dunque ha peggiorato il distacco. Eppure la nostra Nazionale di strada ne ha fatta e tanti sono i nuovi talenti azzurri. Ancora troppo poca certo per affrontare con qualche speranza di vittoria i migliori al mondo.

Siamo usciti dal campo a testa bassa e con un solo calcio piazzato all'attivo, segnato da Allan al 13'. Per il resto, l'Italia non è quasi mai esistita, ha subìto dieci mete e il punteggio poteva essere anche più pesante se Beauden Barrett non avesse sprecato due trasformazioni nel primo tempo. Insomma, quello di oggi all'Olimpico per i neozelandesi è stato quasi un allenamento, e per l'Italia si tratta di un brusco passo indietro rispetto alla sconfitta che però aveva offerto spunti incoraggianti, a Padova contro l'Australia. Basti pensare che in un'ora di gioco gli azzurri sono entrato nei 22 metri avversari soltanto due volte: come dire un pomeriggio tutto da dimenticare, anche se gli All Blacks sono di un altro pianeta. Un calvario dal quale si è parzialmente salvato il solo Tebaldi, mediano di mischia sul quale sarà bene puntare anche in futuro. «Quest'anno abbiamo fatto buone prestazioni con Georgia, Fiji e Giappone», ha speicifcato il ct Conor O'Shea. «Oggi è andata così, sappiamo che contro squadre del genere non è mai facile. La nostra prestazione con l'Australia era stata buona, ma dobbiamo imparare sempre dall'altissimo livello di squadre come All Blacks e Irlanda, sono più forti degli altri. Sono molto deluso perché non siamo stati competitivi ma andiamo avanti perché sappiamo cosa dobbiamo fare». Rispetto a due anni fa, il coach azzurro tiene a ricordare che «non avevamo giocato gare sotto pressione come quelle con Georgia e Australia. Sappiamo che è una strada lunga, certo avevamo studiato cose differenti alla vigilia ma abbiamo giocato contro una squadra non di alto livello, ma altissimo. In questo momento è difficile: vogliamo sempre fare meglio in ogni partita, ma dobbiamo essere molto realisti». Leonardo Ghiraldini, oggi capitano, osserva che «la Nuova Zelanda ha dimostrato di essere la squadra più forte del mondo. Sta a noi capire cosa abbiamo sbagliato per crescere. Assicuro che anche questa settimana abbiamo fatto un gran lavoro per prepararla al meglio. Gli errori che abbiamo fatto sono arrivati anche per l'avversario che abbiamo trovato di fronte». Dura l'analisi di Tommaso Castello: «Oggi non c'è stata partita, c'è poco da dire. Abbiamo giocato contro una squadra più forte di noi, hanno giocato una partita pazzesca, oggi per noi è stata davvero dura. Sicuramente ci aspettavamo di più. Abbiamo subito gli All-Blacks per tutto il match. Nelle quattro partite di novembre abbiamo dimostrato, anche con l'Australia, di giocarcela contro squadre di livello, ma contro gli All-Blacks è un'altra partita. Oggi abbiamo preso 60 punti di differenza e ce li meritiamo tutti perché non abbiamo segnato nemmeno una meta. Dobbiamo lavorare più duramente se vogliamo migliorare».

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