Gigi Radice Morto Storia
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7 Dicembre Dic 2018 1619 07 dicembre 2018

Chi era Gigi Radice, leggenda del calcio italiano

Morto all'età di 83 anni, ha portato da allenatore l'ultimo scudetto al Torino, l'unico vinto dopo la tragedia di Superga.

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Nella giornata del 7 dicembre è morto a 83 anni Luigi Radice, detto Gigi. Vera leggenda del calcio italiano, si è spento dopo una lunga battaglia contro l'Alzheimer. Tra gli allenatori più innovativi della sua epoca, ha guidato il Torino che vinse l'ultimo scudetto, quello del 1976, l'unico dopo la tragedia di Superga. Ha allenato anche Inter, Milan, Bologna, Roma e Fiorentina. Come giocatore ha militato 10 anni al Milan col quale conquistò la Coppa campioni nel 1963 e vinse tre scudetti.

Radice in panchina.
ANSA

Con i rossoneri chiuse la carriera da giocatore e passò in panchina, importando in Italia il calcio totale nato in Olanda. Il suo ritiro avvenne a 63 anni, salutò il calcio conquistando col Monza la serie B, vinta dopo la finale ai playoff contro il Carpi. Il figlio Ruggero, in un'intervista di qualche anno fa al Giornale, aveva detto di lui: «Non aveva un carattere facilissimo, era un sergente di ferro. Rifiutava i compromessi, proseguiva di testa sua, anche per questo era stato in panchina per 30 stagioni». Soltanto due settimane fa alcuni campioni d'Italia del Torino si erano riuniti per la presentazione di Gigi Radice. Il calciatore, l'allenatore, l'uomo dagli occhi di ghiaccio, il libro che racconta la sua storia scritto da Francesco Bramardo e Gino Strippoli. «Il mantra era: 'Noi non siamo qui per prendere in giro la gente ma dobbiamo offrire un calcio bello e divertente'», si legge nel testo che ricorda alcune sue affermazioni.

Gigi Radice festeggia lo scudetto del Torino nel 1976.

SALA: «UN INNOVATORE E GRANDISSIMO ALLENATORE»

Il 'poeta del gol', al secolo Claudio Sala, capitano del Toro che vinse il tricolore con Gigi Radice, ha ricordato che il suo miser era «un innovatore, un grandissimo allenatore che ha cambiato il calcio italiano e ha regalato una delle più grandi soddisfazioni al Torino». «Lo conobbi a Monza, giovanissimo», ha raccontato Sala, «lo ritrovai anni dopo a Torino ed era sempre un innovatore, nonostante il passare degli anni». Radice importò in Italia il concetto di 'calcio totale', reso famoso dall'Ajax e dall'Olanda di Cruijff, stravolgendo il calcio italiano ancora legato al concetto di 'catenaccio' e ottenendo grandi risultati con il Torino. «Era un allenatore che puntava molto sugli allenamenti», ha sottolienato l'ex calciatore granata, «in campo pretendeva che tutti noi dessimo il massimo, sempre. Dal punto di vista umano era un uomo leale e onesto con tutti noi, diretto. Purtroppo ha avuto una malattia tremenda, che da tanti anni ormai lo stava logorando nonostante un fisico molto forte».

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