Cristiano Ronaldo Ichazo Derby
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16 Dicembre Dic 2018 1550 16 dicembre 2018

La pagella della 16a giornata della Serie A

Cristiano Ronaldo nervoso al primo derby della Mole, Spalletti torna consapevole dei suoi limiti. Ma il protagonista della domenica è Dennis Praet coi suoi cross.

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E così, a dicembre, già troviamo qui, a sforzarci di trovare un senso a questo campionato, anche se questo campionato un senso non ce l'ha. Dopo 16 giornate e nella settimana in cui ha dovuto dire definitivamente addio alle speranze di recuperare lo scudetto del 2006, la Juventus ha già ampiamente ammazzato la Serie A, ammesso che la Serie A fosse ancora viva. La Juve ha «il difensore e l'attaccante più forti del mondo» (la frase, riferita a Giorgio Chiellini e Cristiano Ronaldo, ha il copyright di Massimiliano Allegri, ma francamente facciamo fatica a dargli torto), un'identità chiarissima a differenza di chi la insegue, valori tecnici superiori e una ferocia impressionante. Vince pure quando gioca male, come nel derby della Mole, e lo fa senza nemmeno soffrire, dando sempre l'impressione che comunque, a un certo punto e in qualche modo, la risolverà.

Il Napoli si affanna alle sue spalle, rincorre ma sembra già avere un po' di fiatone, si lecca le ferite per l'uscita dalla Champions League e si sforza di convincersi che il campionato sia ancora aperto, vincendo nei minuti di recupero a Cagliari e restando a -8. L'Inter sta facendo un campionato più che decorso eppure c'è chi chiede la testa di Spalletti, che paga un'uscita rocambolesca da un girone di Champions League che al sorteggio sembrava impossibile. Le altre fanno un campionato a parte, giocano al ciapa no col quarto posto in Champions League, poi ci sono quelle che lottano per restare in A. Non ci resta che aggrapparci a loro da qui a maggio.

INTER-UDINESE 1-0 (ICARDI SU RIGORE)

VOTO 7 a Spalletti che salva la panchina e si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «Non posso diventare Mourinho in un anno e mezzo, dovete darmi più tempo per provare a costruire qualcosa». Per una volta una presa di coscienza e un discreto bagno di umiltà. Il tecnico dell'Inter si rivolge a chi in settimana, dopo l'eliminazione dalla Champions League, lo voleva già esonerato e sostituito da Conte, Simeone o magari proprio Mourinho. Il punto è che ad alimentare aspettative superiori al reale potenziale dell'Inter ha contribuito anche lui. Come? Dicendo che sarebbero andati a Barcellona a fare la partita e a tenere il possesso palla. Ora, per fortuna, sembra essersi reso conto dei limiti suoi e della sua squadra.

TORINO-JUVENTUS 0-1 (CRISTIANO RONALDO SU RIGORE)

VOTO 5 per il primo derby della Mole di Cristiano Ronaldo. Che non sia la sua serata migliore lo si intuisce quando manda in fallo laterale un punizione calciata d'esterno. Mai del tutto dentro la partita, la decide con un calcio di rigore più fortunato che ben tirato, poi va a esultare con un colpo di petto sul povero Ichazo, che per poco non glielo parava. Impegna Sirigu in un'occasione, poi mastica il pallone del 2-0 nel finale. Nervoso, in clima da derby. Pure troppo.

SPAL-CHIEVO 0-0

VOTO 1 al Chievo che non vince mai. Cinque pareggi di fila, per i clivensi che restano l'unica squadra di Serie A a non aver mai ottenuto una vittoria in questo campionato. Ultimi in classifica, vanno avanti a piccoli passi, nel finale contro la Spal difendono coi denti lo 0-0, ma la salvezza ora dista 9 punti. E dopo due cambi di panchina lo spettro della retrocessione comincia a essere maledettamente concreto.

FIORENTINA-EMPOLI 3-1 (KRUNIC, MIRALLAS, SIMEONE, DABO)

VOTO 8 al ritorno di Giovanni Simeone. Secondo gol consecutivo per il Cholito, che incorna di testa la palla del momentaneo 2-1 contro l'Empoli, rete decisiva per la vittoria Viola, e poi sbotta contro i critici e forse persino contro Pioli, che una settimana, col Sassuolo, lo fece partire riserva. Panchina che sembra aver risvegliato lo spirito indomito di questo centravanti argentino che dopo il fulminante esordio in A col Genoa, a Firenze rischiava di perdersi.

FROSINONE-SASSUOLO 0-2 (ARIAUDO AUT., BERARDI)

VOTO 6 al Sassuolo, sesto col minimo sforzo. Nel gruppone di mezzo che ambisce a un posto in Europa League, il Sassuolo sembra avere qualcosa in più. La squadra di De Zerbi, stavolta, non brilla per qualità del gioco, ma bastano 2 gol per avere la meglio di un Frosinone volenteroso ma davvero troppo mediocre per la Serie A. E allora gli emiliani superano il Toro e si tengono 1 punto sopra la Sampdoria.

SAMPDORIA-PARMA 2-0 (CAPRARI, QUAGLIARELLA)

VOTO 10 ai cross di Praet. La Samp assedia il Parma per 60 minuti, poi ci pensa Dennis Praet a scassinare il fortino ducale. Prima serve Caprari con una palla bassa sul primo palo, poi alza la traiettoria per andare a pescare la testa di Quagliarella sul secondo. Qualche minuto dopo ne fa un terzo, ancora più bello dei primi due, ma l'area è povera di attaccanti blucerchiati.

VOTO 4 al Parma che si è perso. Tre partite senza vittorie e la dimostrazione che, alla fine, difendersi bassissimi e a oltranza lasciando pallone, iniziativa e ritmi all'avversario, non sempre paga, soprattutto se in campo non hai Gervinho. Zero tiri nello specchio, tre complessivi, il 28,9% di possesso palla. L'anomalia non è vederli perdere, era semmai vedere così in alto in classifica la squadra più rinunciataria e passiva d'Italia.

CAGLIARI-NAPOLI 0-1 (MILIK)

VOTO 4 alla superbia di Ancelotti, che forse pensa di poter vincere facilmente a Cagliari e lascia in panchina Hamsik, Insigne, Mertens e Callejon. Il risultato è che il Napoli fa una fatica dannata a essere pericoloso nel primo tempo, nel secondo cresce ma potrebbe pure perderla, poi ci pensa Milik a salvare il campionato.

VOTO 9 al sinistro di Milik. Una punizione magnifica quando sono appena iniziati i 7 minuti di recupero, dopo aver colpito una traversa di testa. L'unico a dimostrare davvero di avere i codici per aprire la cassaforte di Maran. E sono 4 nelle ultime 3 partite. Provate a rimetterlo in panchina ora.

ROMA-GENOA 3-2 (PIATEK, FAZIO, HILJEMARK, KLUIVERT, CRISTANTE)

VOTO 0 alla prestazione horror di Robin Olsen. Aveva fatto una fatica pazzesca per costruirsi una credibilità, lui, arrivato con l'ingrato compito di sostituire Alisson. E oggi ha seriamente rischiato di distruggere tutto quello che aveva costruito finora. Sul tiro di Hiljemark interviene male, poi si addormenta, quasi sotto choc e permette a Piatek di spingere la palla in rete. Sul 2-2 poi ne fa una simile su tiro di Lazovic, ma la sua fortuna è che Piatek era in fuorigioco di un tallone. Malissimo.

VOTO 2 a Di Bello e al Var sul contatto Florenzi-Pandev. All'ultimo respiro e in pieno assedio genoano, Florenzi spinge Pandev. E lo fa bene, con entrambe le mani. Per Di Bello non è rigore e il Var non lo richiama. Difficile valutare l'entità? Nemmeno troppo, la spinta è netta, l'errore piuttosto grave.

ATALANTA-LAZIO 1-0 (ZAPATA)

VOTO 9 a Zapata formato bomber. Finalmente questo attaccante dalle straordinari doti fisiche e atletiche sembra essersi sbloccato anche sotto il profilo realizzativo. Il gol segnato dopo nemmeno 1 minuto di gioco con la Lazio è il sesto in campionato ma anche il quinto nelle ultime 3 partite. Se la squadra di Gasperini comincia a trovare anche i gol della sua punta, chissà dove può arrivare.

BOLOGNA-MILAN 0-0

Voto 2 a Bakayoko e Palacio. Il primo riesce nell'impresa di prendere due gialli in 3 minuti, farsi espellere e lasciare la sua squadra in inferiorità numerica nell'ultimo quarto d'ora di gioco. Il secondo scatta in fuorigioco e ruba a Destro il pallone della possibile vittoria del Bologna.

Voto 0 alla noia di Bologna-Milan, la partita più brutta della giornata, una delle più brutte di tutto il campionato. Non succede nulla, ma proprio nulla, per 90 minuti. Nemmeno l'espulsione di Bakayoko e gli ingressi di Orsolini e Destro riescono ad accendere un finale che scivola via. Il problema non è nemmeno che le due squadre non ci provano, è che proprio non ci riescono. E pensare che il Milan, questo Milan, è quarto in classifica in Serie A.

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