Inter Napoli Koulibaly
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26 Dicembre Dic 2018 1712 26 dicembre 2018

Le pagelle della 18a giornata di Serie A

Cristiano Ronaldo entra dalla panchina ed evita la prima sconfitta della Juventus. Quagliarella e Zapata attaccanti del giorno. Il Milan non riesce più a uscire dal suo tunnel.

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Il primo vero boxing day della storia del calcio italiano regala perle rare, anzi, rarissime, e un momento di pura vergogna. Il peggior record di partite senza segnare del Milan negli ultimi 34 anni, gol annullati che sembravano convalidati, gli scandalosi cori razzisti contro Koulibaly in Inter-Napoli, Cristiano Ronaldo seduto in panchina. Che poi Ronaldo dalla panchina si alzi e decida che no, non è ancora tempo perché la Juve perda la sua prima partita in questo campionato, nemmeno se gioca in 10, è tutto un altro paio di maniche.

Il Napoli perde con l'Inter, sciupa l'occasione di portarsi a -6 e scivola addirittura a -9. La lotta per il primo posto non esiste più, ammesso che ci sia mai stata, forse può riaccendersi quella per il secondo, mentre la corsa al quarto è tornata viva, con la Lazio che sembra essersi ritrovata, la Samp che continua a dare spettacolo, l'Atalanta che va vicinissima a battere la Juventus. Il Milan invece no, ancora non lo si vede. Ecco le pagelle della 18a giornata del campionato di Serie A.

FROSINONE-MILAN 0-0

VOTO 0 all'efficacia offensiva del Milan. Quattro partite senza gol, come non accadeva dal 1984, un digiuno lungo 379 minuti, il peggior record personale di Higuain (9 match senza segnare) aggiornato con un orrendo destro alle stelle in una delle ultime occasioni buone dell'incontro. Nemmeno la visita alla peggiore difesa della Serie A (36 subiti, due a partita) rivitalizza i rossoneri. Il Milan è tutto in un paio di fiammate di Castillejo, il vice Suso che funziona finché fa il clone di Suso e sparisce quando Gattuso gli chiede di accentrarsi in posizione di trequartista, poi ci deve pensare Donnarumma a salvare il pareggio. La situazione è così grave che in molti invocano Montolivo come fosse salvatore della patria. Sì, Montolivo, maltrattato per anni e ora (nemmeno troppo a torto) ritenuto l'unico in grado di rendere un po' meno prevedibile una manovra lenta e macchinosa.

VOTO 4 alla capacità di Guida di farsi capire coi gesti. Quando Camillo Ciano segna, al minuto 27, lo speaker dello Stirpe urla il suo nome, tutti esultano ma c'è la chiamata del Var. Guida va a vedere immagini che mostrano un chiaro fallo su Calhanoglu alle origini della ripartenza del Frosinone. Torna in campo e punta il dito verso il centro del campo. Tutti esultano, gol, lo speaker ripete ancora “Camillo Ciano”, mentre in campo si intuisce che qualcosa non va. Quel dito che sembrava puntare il centrocampo, in realtà, indicava il punto in cui si era consumato il fallo. Diciamo che si poteva essere più chiari.

ATALANTA-JUVENTUS 2-2 (DJIMSITI AUT., ZAPATA, ZAPATA, CRISTIANO RONALDO)

VOTO 10 a Cristiano Ronaldo, che per 63 minuti è impegnato nella giocata che gli costa più fatica, stare seduto in panchina, e quando si alza ha il piglio e la voglia di mangiarsi campo, pallone, avversari e compagni. Se la Juve mantiene l'imbattibilità e non perde nemmeno in 10 contro 11, è perché ha lo stesso spirito del portoghese.

VOTO 9 a Zapata che segna ancora, due volte, prima col sinistro e poi di testa, sale a 9 in campionato, 8 nelle ultime 5 partite dopo aver passato le prime 10 senza mai vedere la porta. Momento magico per un giocatore che finalmente sembra dare all'Atalanta di Gasperini un centravanti vero.

FIORENTINA-PARMA 0-1 (INGLESE)

VOTO 4 al calcio ostruzionistico del Parma. Perché va bene giocare all'italiana ma a tutto c'è un limite, e vincere una partita in cui tiri cinque volte contro le 29 del tuo avversario è davvero troppo. Fosse un caso ci potrebbe pure stare, ma è una costante.

CAGLIARI-GENOA 1-0 (FARIAS)

VOTO 8 alla maglia natalizia del Cagliari, perché giocare sotto le feste significa portare tanta gente allo stadio (e la Sardegna Arena piena ne è la dimostrazione) e magari approfittarne anche per un po' di merchandising. Basta mettere un cappellino di Babbo Natale sullo scudetto e il gioco è fatto. Considerando come matura l'1-0 sul Genoa, con un gol che viene da un tiro ciabattato da Farias e 90 minuti di purissima sofferenza, sembra pure portare bene.

BOLOGNA-LAZIO 0-2 (LUIZ FELIPE, LULIC)

VOTO 8 al fascino dello scontro fratricida che da Caino e Abele a Filippo e Simone Inzaghi non tramonta mai. Anche stavolta il cielo sembra preferire l'offerta (calcistica) del più giovane. Il più anziano si adatta, fa buon viso a cattivo gioco e perde la sfida, ma fortunatamente il finale è decisamente meno tragico di quello del precedente biblico.

SAMPDORIA-CHIEVO 2-0 (QUAGLIARELLA, RAMIREZ)

VOTO 10 al tacco di Quagliarella, il gol più bello della giornata e molto probabilmente di tutta la stagione. Un gol alla Quagliarella d'un tempo, quello che segnava di meno e faceva sempre e solo gol difficili e spettacolari. Questo, che compirà 36 anni il 31 gennaio, è un Quagliarella diverso, più maturo ed essenziale, ma sa ancora fare cose così.

ROMA-SASSUOLO 3-1 (PEROTTI SU RIGORE, SCHICK, ZANIOLO, BABACAR)

VOTO 10 al primo gol in Serie A di Nicolò Zaniolo, che è il 16esimo giocatore giallorosso ad andare a segno in questo inizio di stagione (record nei 5 maggiori campionati europei) e trova una gemma destinata a essere ricordata tra 10 anni, quando lui sarà un campione affermato nel panorama calcistico internazionale. Non che per capire quanto è forte questo ragazzo del '99 avessimo bisogno di quel dribbling che ha mandato per terra Ferrari e Consigli, o di quel delicatissimo lob a scavalcare l'estremo tentativo del portiere emiliano.

VOTO 9 al primo vero Schick in maglia giallorossa. Nel primo tempo l'attaccante ceco manda in scena un autentico one-man-show: si guadagna il rigore dell'1-0, sfiora l'autogol dell'1-1 prendendo la traversa sbagliata e pizzicando l'ultimo millimetro di linea di porta, si mette in proprio e segna il 2-0 volando in contropiede e dribblando Consigli. Era ora!

TORINO-EMPOLI 3-0 (NKOULOU, DE SILVESTRI, FALQUE)

VOTO 8 ai sinistri di Lorenzo De Silvestri e Iago Falque, che tornano titolari e segnano un gol a testa. E se quello dello spagnolo è quasi normale per lui, quello dell'ex terzino di Lazio e Sampdoria è una rarità.

VOTO 6 alla sfortuna di Andrea Belotti, che gioca una partita maiuscola, in ogni zona del campo, fa un assist ma non segna, frenato da un palo nel primo tempo sullo 0-0.

SPAL-UDINESE 0-0

VOTO 5 alla mediocrità del campionato quando si scende nella seconda metà del lato destro della classifica. Un'altra partita brutta e noiosa, con contenuti tecnici trascurabili esclusa una traversa su punizione di Petagna che faceva prevedere un match migliore.

INTER-NAPOLI 1-0 (MARTINEZ)

VOTO 10 alla letalità di Lautaro Martinez, che dopo le polemiche di papà perché gioca troppo poco ci mette 8 minuti e un pallone buono per risolvere una partita di capitale importanza. Questo è forte, molto forte.

VOTO 8 alla traversa di Icardi, che pronti via calcia direttamente da centrocampo e per poco non beffa Meret. Ci vuole coraggio e personalità per provarci.

VOTO 5 ai nervi di Koulibaly, che rovina una partita perfetta con un applauso a Mazzoleni dopo un'ammonizione francamente sacrosanta. Secondo giallo e via, sotto la doccia. Ha l'attenuante di aver subito insulti razzisti per tutta la partita, per questo non è un 4.

VOTO 0 ai cretini che si impegnano nei soliti cori razzisti indirizzati a Koulibaly, un vizio che sembra impossibile estirpare dagli stadi italiani. Anche perché se il massimo che si fa e un annuncio dello speaker che chiede di smetterla, non si capisce perché i cretini dovrebbero effettivamente smetterla.

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