Salvini Violenza Stadi Razzismo
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7 Gennaio Gen 2019 2126 07 gennaio 2019

La ricetta di Salvini contro la violenza negli stadi

Il ministro dell'Interno dopo il tifoso morto a Milano e i "buuh" a Koulibaly: «I teppisti sono 6 mila, il 99% è sano e va tutelato. Niente stop alle partite per i cori razzisti».

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Prima la morte di Daniele Belardinelli nella notte di Santo Stefano fuori dal Meazza. Poi i «buuh» al giocatore del Napoli Koulibaly, ennesimo deplorevole episodio di razzismo nelle curve. Eppure il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, nel suo intervento alla riunione convocata alla Scuola di polizia con i vertici del mondo sportivo ha confermato la linea dialogante con i tifosi. Tifosi che secondo l'ex premier «vanno responsabilizzati». Si tratta, secondo il leader leghista, di sradicare «seimila delinquenti», perché «il 99% dei 12 milioni di tifosi» che ogni settimana vanno a sostenere la propria squadra «è sano e va tutelato». «Sì» al ritorno delle trasferte collettive dei tifosi, ha detto Salvini, e «no» alla chiusura degli stadi ed alla sospensione delle partite in caso di cori offensivi.

NUMERO DI FERITI NEGLI STATI IN CALO

Presente anche il sottosegretario con delega allo Sporti, Gianluca Giorgetti, che ha chiesto «certezza delle pene ed aggravanti» per i violenti. Salvini ha premesso che «non si può morire di calcio nel 2018», ma ha sottolineato i dati positivi sul fronte ultras registrati nella prima parte della stagione (luglio-novembre 2018): i feriti sono il 60% in meno dello stesso periodo dell'anno precedente, quelli tra gli agenti sono calati del 50% mentre si sono azzerati tra gli steward.

NO ALLA SOSPENSIONE DELLE GARE PER CORI RAZZISTI

Nel corso della riunione, c'è chi ha proposto una stretta sui cori razzisti ed uno stop agli striscioni offensivi. Ma il ministro ha frenato: «lo stadio deve essere colorato e colorito». E quanto all'ipotesi di sospensione della partita in caso di cori razzisti, ha sottolineato, «è un tema molto scivoloso: rischiamo di mettere in mano a pochi il destino di tanti. Io preferisco prevenire e non lasciare potere di ricatto ad una frangia minoritaria. E poi è difficile trovare criteri oggettivi per la decisione».

SÌ ALLE TRASFERTE COLLETTIVE: TIFOSI PIÙ CONTROLLABILI

Il titolare del Viminale ha anche auspicato il ritorno delle trasferte collettive dei tifosi, «perché sono più controllabili», mentre si è detto «assolutamente contrario alla chiusura degli stadi ed al divieto di trasferte perché è la resa dello Stato: bisogna garantire che chi sbaglia da tifoso paghi e chi sbaglia da tesserato paghi il doppio perché ha responsabilità in più, ma no a sanzioni collettive, non è giusto che paghi un club, un'intera tifoseria o una città».

CONTRIBUTO DAI CLUB PER LE SPESE DI SICUREZZA

Ha quindi invocato le camere di sicurezza negli stadi e ribadito la volontà che i club contribuiscano alle spese per la sicurezza: nel 2018 sono stati impiegati ben 75mila agenti per gli eventi sportivi. Giorgetti, da parte sua, ha chiesto a società e leghe di «impegnarsi sulle date e gli orari delle partite, che vanno regolati secondo precise esigenze» ed ha invitato tesserati e media a «non stimolare la retorica ultras che alimenta il proselitismo. Soprattutto i presidenti e i giocatori non devono gettare sempre benzina sul fuoco. Gli arbitri sappiamo che sbagliano ma bisogna cambiare culturalmente». Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, infine, ha messo sul tavolo la necessità di «semplificare la procedura per la sospensione di una partita in caso di cori discriminatori, pene più severe per chi commette illeciti, più controllo sui sottoposti a Daspo, maggior ruolo per gli steward».

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