Andy Murray Ritiro

Andy Murray si ritira: la sua carriera dal Grande Slam all'infortunio

In una conferenza stampa choc, il campione scozzese ha annunciato il suo addio: «Vorrei arrivare fino a Wimbledon, ma non so se ci riuscirò».

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Andy Murray è prossimo al ritiro dal tennis. Il campione scozzese, ex numero uno del mondo, vorrebbe resistere fino a luglio per giocare il torneo di Wimbledon, ma rischia seriamente di chiudere la sua carriera con l'Australian Open. Troppo forte il dolore all'anca destra che, come ha detto in una sofferta conferenza stampa, non gli permette di allenarsi: «Vorrei smettere a Wimbledon, ma non sono sicuro di essere in grado di farlo. C'è la possibilità che gli Australian Open siano il mio ultimo torneo». In lacrime, Murray ha poi aggiunto: «Smetto perché voglio tornare a fare cose normali, come mettermi una scarpa o un calzino, senza avere dolore. Ho l'anca davvero molto danneggiata, il chirurgo che mi ha operato lo scorso anno me lo ha confermato. L'intervento non è servito a ridurre il dolore. Continuare solo in doppio? No, non rischio la mia salute».

UNA CARRIERA DA CAMPIONE

La carriera vincente di Murray è iniziata nel 2005, ad appena 18 anni. Le prime tre stagioni lo portano nella top 20 mondiale, poi nel 2008 lo scozzese conquista Doha. Da quel momento in poi l’ascesa è inarrestabile: nel 2012 riporta la Gran Bretagna prima in finale a Wimbledon (in campo maschile mancava dal 1936), e poi con il successo agli US Open interrompe il digiuno britannico nei tornei dello Slam. L’ultima vittoria risaliva a Virginia Wade, nel 1977. Nello stesso anno Murray rappresenta la sua nazionale alle Olimpiadi Londra, conquistando l’oro nel singolare e l’argento nel doppio misto insieme a Laura Robson. Quattro anni dopo, a Rio, Murray conquista il secondo titolo olimpico consecutivo, diventando il primo tennista nella storia a ripetersi in due edizioni dei Giochi consecutive. L’ascesa culmina con il primo posto nel Ranking Atp, raggiunto proprio alla fine del 2016. Murray non ha mai completato un Grande Slam, ma ha vinto due volte a Wimbledon (2013 e 2016) e una volta a New York, conquistando come detto sopra gli US Open nel 2012.

NEL 2017 L'INFORTUNIO ALL'ANCA

Nel 2017, tuttavia, Murray si infortuna all'anca destra. Un problema che lo condiziona e che con il passare dei mesi aumenta, tanto che dopo Wimbledon il tennista è costretto a fermarsi, per tentare di recuperare in vista della stagione successiva. Ma l'infortunio si rivela più grave del previsto, tanto che lo scozzese all'inizio del 2018 si opera per cercare di risolverlo alla radice.

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Geplaatst door Andy Murray op Maandag 8 januari 2018

L'OPERAZIONE NON HA DATO GLI EFFETTI SPERATI

Ma l'operazione non ha dato gli effetti sperati. Il dolore all’anca è rimasto e così Murray ha deciso di alzare bandiera bianca. La patologia di cui soffre il tennista è nota come conflitto femoro-acetabolare. Consiste in una morfologia anomala dell’anca destra, che crea un conflitto tra la parte prossimale del femore e l’incavo osseo dell'acetabolo ai gradi estremi del movimento. Questa situazione produce lesioni della cartilagine, che a loro volta possono estendersi fino a causare un'artrosi precoce dell'anca. La tecnica di gioco di Murray, inoltre, lo predispone a questa patologia, perché il tennista effettua il diritto mantenendo l’intero piede destro in appoggio e ruota il tronco con l'arto inferiore destro completamente bloccato.

VERSO L'ULTIMO MATCH

Murray, 31 anni, giocherà al primo turno degli Australian Open, al via lunedì 14 gennaio, contro lo spagnolo Roberto Bautista Agut, in quello che potrebbe essere il suo ultimo match. «Giocherò perché posso ancora competere a certi livelli», ha detto lo scozzese, attualmente sceso al numero 230 del ranking mondiale, «ma non a quelli che vorrei io. Il dolore è davvero forte e non voglio continuare in questo modo. Penso e spero di poter continuare fino a Wimbledon, perché è lì che vorrei chiudere la carriera. Spero di farcela».

11 Gennaio Gen 2019 0934 11 gennaio 2019
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