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Come il calcio entra negli affari tra Cina e Italia

La visita del presidente Xi è l'occasione per intavolare una strategia comune: sul tavolo l'ipotesi di portare un incontro di Serie A nel Paese asiatico. E lo sviluppo di nuove sinergie per la formazione e i diritti tivù.

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C'è anche il calcio sul piatto degli argomenti discussi dal presidente Xi Jinping e dalla delegazione cinese in visita in Italia. L'anticipazione del Financial Times trova conferma nelle indiscrezioni raccolte nel corso della prima mattinata romana del leader di Pechino. Il rafforzamento della collaborazione tra Italia e Cina dovrebbe estendersi anche al mondo del pallone e tra le varie ipotesi sul tavolo c'è quella di disputare un incontro di Serie A sul suolo del Paese asiatico. Nei colloqui sono stati impegnati, secondo quanto riportato dal quotidiano della City, esponenti della Serie A e della Federcalcio.

UN MATCH DELLA PRIMA GIORNATA IN CINA

L'oggetto dell'accordo pluriennale su cui lavorano i vertici del calcio italiano con China media group, principale gruppo media dello Stato cinese, e di cui si discuterà nuovamente il 24 marzo nel corso di un incontro a margine della visita di Xi, riguarda appunto la disputa di un match della prima giornata del massimo campionato italiano in Cina, con modalità ancora tutte da definire.

PROMESSE CINESI NEI CENTRI FEDERALI

Nello spirito dell'accordo il calcio è visto come strumento di dialogo permanente tra Cina e Italia, hanno spiegato fonti qualificate. L'obiettivo del governo cinese è ottenere i Mondiali del 2026 o del 2030 e la partnership con una nazione calcisticamente importante come l'Italia è vista da Pechino come un fattore chiave in quest'ottica. L'intesa prevederebbe anche l'inserimento nei centri territoriali federali della Figc di giovani promesse cinesi che vengono a formarsi in Italia a 360 gradi, non solo a livello calcistico ma anche didattico, con l'inserimento nel professionismo di formazione. Inoltre, è prevista la condivisione dell'esperienza all'avanguardia italiana nello sviluppo del sistema Var a beneficio degli arbitri locali. Al centro dell'incontro anche la comunicazione dei contenuti audiovisivi legati al calcio e altre forme di collaborazione.

MA GRAVINA SI OPPONE ALLE PARTITE FUORI DAL TERRITORIO NAZIONALE

Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, con un'intervista a Rai Sport ha tuttavia chiuso all'idea di giocare partite del campionato in Cina: «La Serie A in Cina? No, il campionato si gioca in Italia, per questo si chiama italiano». Con Pechino si ragiona su «un progetto ampio, noi vogliamo andare in Cina e loro venire da noi, l'accordo riguarda la competizione e la preparazione».

22 Marzo Mar 2019 1115 22 marzo 2019
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