Otto Scudetti Juventus Campione Ditalia 2019

Antidoti semiseri al dominio della Juventus campione d'Italia

Ottavo scudetto consecutivo. Come arginare lo strapotere bianconero? Playoff, salary cap in stile Nba, chiusura dello Stadium, partite giocate all'estero e Messi all'Inter. Cinque idee per riequilibrare la Serie A.

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Quando il 15 luglio 2018, nel bel mezzo della finale del Mondiale, sulla pista di Caselle faceva capolino il jet con a bordo Cristiano Ronaldo era già chiaro a tutti il destino della Serie A che avrebbe preso il via solo un mese più tardi. Il calciatore più forte del pianeta (o uno dei primi due, non ce ne vogliano i fan di Lionel Messi) nella squadra che aveva conquistato gli ultimi sette titoli nazionali.

Nove mesi dopo la Juventus di Massimiliano Allegri ha partorito l'ennesimo capolavoro battendo per 2-1 la Fiorentina e conquistando l'ottavo scudetto consecutivo, impresa mai riuscita a nessuno nei cinque principali campionati europei. Il record di 14 vittorie di fila appartiene a Lincoln e Skonto Riga, nei più modesti tornei di Gibilterra e Lettonia, ma non è detto che, avanti di questo passo, i bianconeri non possano mettere nel mirino anche avversari meno blasonati seppur pluridecorati. Un trionfo, tuttavia, quello maturato aritmeticamente sabato 19 aprile, che solo in parte risolleva il morale della truppa bianconera dopo la rovinosa uscita dalla Champions League per mano dell'Ajax.

Se lo strapotere juventino è cresciuto esponenzialmente, di pari passo sembra essere essere diminuita la pericolosità degli avversari, dal Napoli alla Roma

Eppure, restando in patria, se lo strapotere juventino è cresciuto esponenzialmente grazie all'approdo di Cr7, di pari passo sembra essere essere diminuita la pericolosità degli avversari. Il Napoli di Carlo Ancelotti, rivale designato degli uomini di Allegri, si è fermato a 20 lunghezze dai campioni d'Italia, un distacco decisamente superiore ai quattro punti dell'anno passato (identico il margine con la Roma nella stagione 2016/2017) e che ha permesso ai bianconersi di cucirsi addosso il tricolore quando mancano ancora cinque giornate ai titoli di coda. E, allora, tra il serio e il faceto, proviamo a ipotizzare alcuni "suggerimenti" per restituire interesse e competività a una Serie A sempre più simile alla Ligue 1 francese dominata dal Paris Saint-Germain.

1. INTRODURRE I PLAYOFF PER AUMENTARE LE SORPRESE

Il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina non ne ha mai fatto mistero. «Il mio sogno sono i playoff per lo scudetto. In Serie B e C sono un successo: è dimostrato come l’interesse tra i tifosi cresca in misura esponenziale». Tutta da verificare la fattibilità di una proposta che dilaterebbe a dismisura i tempi del campionato e che, a oggi, non è dato sapere nemmeno se seguirebbe pedissequamente il modello della A di basket, con una griglia composta dalle prime otto classificate. L'introduzione delle eliminatorie, tuttavia, potrebbe essere uno stratagemma per incrinare il dominio della Juventus, che sulle 38 giornate difficilmente si concede più di due passaggi a vuoto. Coi playoff si potrebbe contare sull'effetto sorpresa che è costato, per esmpio, l'eliminazione ai bianconeri in Coppa Italia per mano dell'Atalanta di Gian Piero Gasperini.

L'allenatore della Juventus Massimiliano Allegri.
ANSA

2. ESPORTARE IL MODELLO NBA BASATO SUL SALARY CAP

Mentre in Europa torna ad aleggiare lo spettro di una Superlega continentale che potrebbe ridurre i tornei nazionali a una misera finestra infrasettimanale, i più visionari potranno continuare a sognare un sovvertimento dell'ordine precostituito attraverso l'utopistica scopiazzatura del tanto celebrato modello americano. Niente più corazzate sempre più ricche e club destinati ad arrancare nelle retrovie un anno sì e l'altro pure. Per appiattare i valori, secondo questa scuola di pensiero, si dovrebbe cominciare dall'introduzione del salary cap e del freno al meccanismo per il quale i giganteschi introiti che fluiscono nelle casse juventine possono essere reinvestiti massicciamente sul mercato per mettere a segno altri colpi in stile Ronaldo.

3. CHIUDERE PER SEMPRE I BATTENTI ALLO STADIUM

E se l'effetto Cr7 è stato una mano santa per i conti di una società che punta espressamente ad ampliare il proprio modello di business fuori dall'Europa, non va dimenticato come l'Allianz Stadium sia stato il vero volano della ricostruzione bianconera. Un impianto all'avanguardia e, in Italia, a suo modo rivoluzionario, che, a otto anni dall'inaugurazione, nessun'altra big della nostra Serie A è riuscita a emulare. Una miniera d'oro per i ricavi del club di Andrea Agnelli, specialmente in considerazione degli innumerevoli sold out delle prime stagioni, ma pure una sorta di talismano. Da quando esiste lo Stadium, infatti, tutti gli scudetti sono stati appannaggio dei bianconeri. E se bastasse costringere Chiellini e compagni a giocare al Grande Torino dei cugini granata?

Lo stadio della Juve.

4. COSTRINGERE I BIANCONERI A GIOCARE OLTRE CONFINE

Fino al confine è il tradizionale sberleffo col quale le tifoserie di mezza Italia hanno brindato alle sconfitte in Champions league, magnifica ossessione della Juve di Allegri ancor più che di quella di Antonio Conte. A detta di molti, infatti, basterebbe uscire dai patri confini per far perdere ai campioni d'Italia quell'aura d'invincibilità legata, secondo i maligni, ai soliti "aiutini" di cui godrebbe la Juve. E visto che la delegazione cinese capitanata da Xi jinping ha già preparato il terreno per ospitare alcuni match di Serie A a Pechino e dintorni, converrebbe sperare di indebolire i bianconeri costringendoli a voli intercontinentali e partite fuori dall'Italia.

5. PORTARE MESSI IN ITALIA PER SCONFIGGERE RONALDO

Sarà anche il re della Champions Cristiano Ronaldo, con cinque trofei in bacheca di cui gli ultimi tre consecutivi. Eppure, in nove anni trascorsi con indosso la maglia del Real Madrid, il portoghese ha conquistato appena due Liga, malgrado una squadra da sogno. Merito soprattutto del Barcellona e di Lionel Messi, arcirivale di Cristiano del quale Leo ha ammesso ultimamente di sentire la mancanza. E allora, se sognare non costa nulla, tanto vale chiudere gli occhi e immaginare un volo di sola andata del fuoriclasse argentino con destinazione, chissà, Milano. «Non parlo di sogni perché non si avverano mai», ha detto a ottobre 2018 il presidente dell'Inter Steven Zhang. «Top player come Messi all’Inter? Se c’è una possibilità sul mercato di migliorare la nostra squadra non ci tireremo indietro». Certo, i contorni di un'operazione del genere sono a dir poco fantacalcistici. Ma se qualcuno, il 13 aprile 2018, avesse accostato il nome di Ronaldo alla Juventus, chi non lo avrebbe preso per pazzo? ​

20 Aprile Apr 2019 2000 20 aprile 2019
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