Bologna Giro D'italia 2019 Tappe

Prima tappa del Giro d'Italia allo sloveno Roglic

Lo sloveno ha guadagnato la prima vittoria dell'edizione, percorrendo la tappa cronometro di otto chilometri dal centro di Bologna al santuario di San Luca in 12'54". Yates secondo, Nibali terzo. 

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Primoz Roglic ha vinto in 12'54" (alla media di 36,200 km/h) la prima tappa del 102esimo Giro d'Italia di ciclismo, una cronometro individuale disputata dal centro di Bologna al santuario di San Luca, su un percorso lungo 8 chilometri. Alla luce di questa vittoria, il corridore sloveno ha indossato la prima maglia rosa. Quella di Roglic è la prima maglia rosa per la Slovenia nella storia del Giro d'Italia. Il vincitore ha preceduto di 19" il britannico Simon Yates, secondo, e di 23" Vincenzo Nibali, terzo. Quarto il colombiano Miguel Angel Lopez a 28", solo quinto l'olandese Tom Dumoulin, sempre a 28", ma con qualche centesimo in più.

«Tre anni fa sono andato vicino alla maglia rosa, l'ho aspettata tanto e l'ho aspettata anche oggi, qui, sul traguardo, visto che ero partito fra i primi. Sono felice, non pensavo cinque anni fa di poterla conquistare, evidentemente abbiamo fatto un grande lavoro», ha dichiarato il corridore subito avere appreso ufficialmente di essere il vincitore della tappa. Roglic, che ha fatto registrare anche un intertempo di 6'48" dopo 5,9 km, ha domato una salita con pendenze fino al 16 per cento, precedendo di 19" un Yates letteralmente scatenato, che ha imposto un'andatura straordinaria malgrado il vento in faccia che soffiava a 45 km/h. Il britannico ha scavalcato in extremis Nibali (13'17" al traguardo e terzo intertempo con 6'52", dietro Jos Van Emden), terzo, ma apparso già in buona forma. Ècaduto in piedi anche il corridore che non t'aspetti, Miguel Angel Lopez. Fortissimo in salita, in una prova non adatta alle sue caratteristiche, il colombiano ha limitato a 28" il ritardo da Roglic, piazzandosi al quarto posto, davanti a un altro big per una questione di centesimi. Chi esce sconfitto, sebbene i tempi siano tutt'altro che maturi per i verdetti, è Tom Dumoulin, quinto a 28" sul terreno a lui più congeniale: la prova contro il tempo. Resta da capire se quella odierna sia stata una débacle momentanea, oppure se la forma dell'olandese - vincitore nel 2017 a Milano - non gli consente di rimanere al riparo dalle trappole della prima settimana di corsa. Questione di certezze. E' sprofondato a -46" il lussemburghese Bob Jungels, mentre Davide Formolo si è posizionato a 50" dal vincitore. Il vertice della generale è già lontano. Ottima la prova di Giulio Ciccone che, con il tempo di 6'02", è stato il più veloce nella salita finale. Un vero exploit che fa ben sperare l'abruzzese nella corsa per la maglia azzurra di miglior scalatore. Oggi l'ha indossata e già domani sull'Appennino, da Bologna e Fucecchio, dovrà difenderla in un paio di Gran premi della montagna. La prima tappa in linea darà altre indicazioni. Ciccone, per la cronaca, ha stabilito il nuovo record di salita - lunga 2,1 km - verso il santuario di San Luca.

11 Maggio Mag 2019 2007 11 maggio 2019
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