Juventus Allegri Angelli Incontro

L'ora della verità nel vertice tra Allegri e Agnelli alla Juventus

A Torino si decide il futuro dell'allenatore. Che potrebbe lasciare e andare al Psg. Ma chi al suo posto? Con Conte verso l'Inter, ipotesi Deschamps o Simone Inzaghi. Tutte le novità sulla panchina bianconera.

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Secondo Massimiliano Allegri «un allenatore deve capire i momenti, sentirli». Parlava di calcio giocato, ma il discorso si può allargare: vale lo stesso quando è giunta l'ora di fare le valigie. Il futuro del tecnico della Juventus è il tema caldo del giorno, visto l'atteso vertice col presidente Andrea Agnelli in programma per mercoledì 15 maggio, probabilmente in serata, dopo l'allenamento della squadra. Alla vigilia nessun segnale spedito fra i due, con Allegri a Livorno e Agnelli sul Lago Maggiore insieme con il direttore sportivo Fabio Paratici e la madre Allegra, presidente della Fondazione per la ricerca sul cancro di Candiolo (Torino). Anche se Agnelli, a Stresa, una piccola battuta se l'è lasciata scappare: «Allegri rimane, poi dipende da lui».

CICLO FINITO? IPOTESI PSG, MA CONTE È VICINO ALL'INTER

Max ha scritto un libro, presentato lunedì al Salone 2019: È molto semplice. Tutto l'opposto di trovare l'eventuale suo sostituto in bianconero, nel caso in cui lui e la società ritenessero finito un ciclo. L'allenatore ha vinto cinque scudetti e quattro Coppe Italia di fila, cosa mai riuscita a nessuno in Italia, e ha portato la Juve a sfiorare l'ossessione Champions league, sfumata due volte in finale, nel 2015 contro il Barcellona e nel 2017 per colpa del Real Madrid. Eppure non gli è bastato per essere inserito dalla rivista France Football - quella che ha istituito nel 1956 il Pallone d'oro - nella classifica dei 50 top allenatori di sempre. In quella graduatoria c'è Antonio Conte, suo predecessore a Torino e dato dai rumor della settimana anche come possibile successore, prima che la destinazione Inter si facesse più concreta.

Massimiliano Allegri e Antonio Conte.
Ansa

ALLEGRI CERCA UNA NUOVA CASA A TORINO...

In caso di addio, Allegri è dato in rotta verso il Paris Saint-Germain. Però è stato visto a Torino con il suo agente immobiliare di fiducia, probabilmente impegnato a visionare una nuova casa nel capoluogo piemontese. Non proprio l'atteggiamento di uno pronto al trasloco. Del resto il tecnico livornese non ha mai nascosto le sue intenzioni: «Desidero restare», ha detto alla vigilia della trasferta a Roma. Ma il vicepresidente Pavel Nedved l'ha gelato con quella frase dal sapore di divorzio: «Chi vivrà vedrà».

IL SOGNO PER LA SUCCESSIONE: PEP GUARDIOLA

Chi al suo posto, per provare a migliorare una squadra che a livello di risultati può fare poco di più, mente sul piano del gioco ha tanti margini di crescita? Il sogno dei tifosi è Pep Guardiola, fresco vincitore del titolo inglese alla guida del Manchester City. Allegri ci ha scherzato: «Ormai sono abituato e mi diverto. Anche al Milan dovevano mandarmi via e dicevano che al posto mio doveva arrivare Guardiola». Poi lo cacciarono davvero, ma il catalano non si trasferì in Italia.

LE ALTRE PISTE: DESCHAMPS, INZAGHI O... MOURINHO

Più concrete e meno entusiasmanti per la Juventus le piste che portano a un altro cavallo di ritorno, quello di Didier Deschamps. Oppure a Simone Inzaghi che potrebbe sollevare la Coppa Italia negli stessi attimi in cui si decide il futuro di Allegri. Eusebio Di Francesco, Maurizio Sarri, persino gli (ex) interisti Luciano Spalletti e José Mourinho. O il finalista di Champions col Tottenham Mauricio Pochettino. Si è detto e letto di tutto. Adesso è arrivata l'ora della verità. E come piace ripetere ad Allegri, niente tecnica e tattica - «cose che sanno quasi tutti, in Italia ci sono 60 milioni di allenatori» -, ma spazio alle intuizioni. Come quella che ebbe Agnelli nell'affare Cristiano Ronaldo. Ora gli juventini ne attendono un'altra dallo stesso fascino.

15 Maggio Mag 2019 1006 15 maggio 2019
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