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Lo strano caso di Allegri, vincente e mal sopportato

Cinque scudetti in cinque anni. E due Champions sfiorate. Eppure i tifosi della Juventus sono eccitati dal suo addio. Perché vincere non è l'unica cosa che conta. Servono anche gioco ed emozioni.

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Sacrilegio. Quel «vincere non è importante, è l'unica cosa che conta» pronunciato da Giampiero Boniperti e diventato motto della Juventus è stato messo in discussione. Dai tifosi di sicuro. Dalla società forse. Di certo lo strano caso di Massimiliano Allegri non è di immediata comprensione. Gli juventini ridevano per non piangere quando sbarcò a Torino nel 2014, hanno riso per cinque anni guardando gli avversari arrivare sempre dietro, ridono adesso che l'allenatore ha fatto le valigie.

Possibile? Sì, se si considera il modo in cui si è vinto. Grazie alla sagacia tattica, certo, alle intuizioni, alla gestione quasi sempre ottimale di una rosa di giocatori comunque fortissimi. Eppure. Il calcio è anche emozioni, mica solo amministrazione aziendale dove si guardano i meri numeri del bilancio. E a livello sentimentale il lustro vissuto sotto l'Allegrismo è in deficit. Vittorie spietate, a volte prevedibili visti i rapporti di forza, quasi frutto di una marcia col pilota automatico. Come se mischiando bianco e nero fossero stati anni di trionfi grigi.

INCAPACE DI NON VINCERE PER MANIFESTA SUPERIORITÀ

L'allenatore ha messo in bacheca cinque campionati di fila, alcuni noiosamente dominati, più quattro Coppe Italia e due Supercoppe. Eppure. Le sue squadre non hanno mai espresso un gioco distinguibile, un calcio spregiudicato, un'intensità atletica divertente da vedere e tifare. Tutte qualità fondamentali per arrivare ad alzare la Champions-ossessione, e l'incredibile andamento dell'edizione 2019 della competizione lo ha confermato ancora una volta. La Juve di Allegri resterà quella sparagnina, cinica, incapace di non vincere per manifesta superiorità. Uno a zero gol di Mandzukic di testa, e il big match era archiviato senza sudare troppo.

LE PARTITE DA BATTICUORE? SULLE DITA DI UNA MANO

Ma le emozioni vere, quante? Da starci sulle dita di una mano. Una per stagione. Il Real domato nel 2015, coi gol di Morata e Tevez nel 2-1 dell'andata delle semifinali di Champions. Fu l'ultima volta che Ronaldo venne eliminato col Madrid in Europa. La sconfitta in finale contro il Barcellona annacquò però l'impresa. Poi l'incredibile partita degli ottavi l'anno dopo, a Monaco. Juve falcidiata dagli infortuni ma perfetta fino al 91', quando vinceva 2-1: sfumò tutto e il Bayern alla fine ne fece quattro. Nel 2017 il 3-0 scintillante al Barça, nei quarti: Dybala si trasformò nell'accecante illusione di essere arrivato a valere Messi. Quindi l'insperato ribaltone del 2018 in casa del Real, ai quarti: 3-0 bianconero dopo lo 0-3 con rovesciata dell'allora nemico Cr7 a Torino. Ma sul più bello arrivò il fallo di Benatia, il rigore di Ronaldo del 3-1, l'arbitro col bidone dell'immondizia al posto del cuore eccetera eccetera. Infine il 3-0 del 2019 all'Atletico Madrid, ancora fresco: re Cristiano stavolta era dalla parte di Allegri, e la Juventus sembrava aver ritrovato la dimensione europea. Altra sensazione effimera.

POCO PEPE, MA IL SUCCESSORE SAPRÀ FARE MEGLIO?

In mezzo c'è stato tanto cannibalismo in Serie A, compresa quell'inimitabile rincorsa del 2015-2016: finita nella parte destra della classifica a ottobre, dopo la sconfitta col Sassuolo, la Juve ne mise in fila 15 di vittorie, compresa quella dello scontro diretto col Napoli. E tornò prima, tra lo stupore e l'ammirazione di tutti. Ma aveva dovuto partire ad handicap per dare pepe alla competizione e restituire un senso alla lotta scudetto. Ora qualunque tifoso bianconero allegri-scettico dovrebbe riconoscere l'onore delle armi al tecnico, ammesso che dopo questo divorzio possa essere considerato alla stegua di un nemico sconfitto. Grazie di tutto, ma dopo cinque anni era ora di cambiare. Sempre che l'alternativa - Pochettino? Inzaghi junior? - sia all'altezza. E che non suggerisca di andare al circo per divertirsi, finalmente.

17 Maggio Mag 2019 1711 17 maggio 2019
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