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14 Dicembre Dic 2012 1600 14 dicembre 2012

Incontro con le scimmie di Gibilterra

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Gibilterra, Regno Unito. Un macaco si gode il panorama (Getty Images).

L’immensa rocca che si staglia contro il cielo appare come un gigante nel sud della Spagna. Ma non siamo nello Stato spagnolo, questo è il Regno Unito, è Gibilterra. La dipendenza d’oltremare britannica è un territorio di confine che mescola storia, lingue e miti. Oggi questo fazzoletto di terra è abitato da una popolazione mista, incroco tra spagnoli, britannici, genovesi e marocchini. A questi si aggiunge una “tribù” particolare: quella delle ormai famose scimmie di Gibilterra, unico luogo in Europa in cui si posso ammirare allo stato brado. QUELLE CURIOSE OSSERVATRICI. La grande rocca, la Upper Rock Natural Reserve, è una posizione privilegiata sulla grande baia macchiata dalle grandi navi britanniche e dalla vicina costa dell’Africa. Per arrivare in cima è consigliabile utilizzare la funicolare. Si possono comprare i biglietti su internet (per informazioni link in basso) o direttamente sul posto. Appena arrivati, ad accogliervi ci sarà almeno una scimmia che incuriosita camminerà sulla ringhiera incurante dello strapiombo. Le bertucce sono abituate alla presenza umana e spesso sembrano mettersi in posa per le foto dei turisti. A rischio di estinzione, sono ormai una specie altamente protetta. Per questo, da qualche anno è espressamente vietato dar loro cibo, pena una multa di circa 500 sterline. Non è consigliabile accarezzarle o avvicinarsi troppo, perché come ampiamente mostrano i cartelli affissi per tutta la città, potrebbero diventare aggressive. Non è raro vedere una scimmia che si avvicina incuriosita dal rumore di una busta di plastica di un turista. RAPACI E CICOGNE. Un motivo in più per proteggere le bertucce risiede nella tradizione popolare: si dice che quando le scimmie scompariranno da Gibilterra, se ne andranno anche gli inglesi. Difatti questa specie è fra quelle in pericolo a livello mondiale a causa della degradazione dell’habitat, della cattiva alimentazione (alimenti dolci dati dai turisti e dagli autoctoni) e il commercio internazionale di animali. La “mona de Gibraltar”, come viene chiamata dagli spagnoli è onnivora, ma mangia soprattutto vegetali, infatti capita spesso di vedere uno di questi esemplari sgranocchiare una foglia di lattuga su una roccia. Nonostante le bertucce di Gibilterra siano una delle maggiori attrazioni per piccoli e grandi, ci sono altre specie che rendono magici questi 7 km² di terra. Quando il vento soffia da ovest, è possibile osservare le migrazioni di uccelli tra l'Africa e l'Europa, in particolar modo rapaci e cicogne bianche che attraversano lo stretto. Dal cielo al mare: nella Bahía de Algeciras vive una colonia di delfini. Fra le compagnie che organizzano escursioni, la Dolphin Safari offre visite guidate a 22.50£ per adulti e 13.50£ per i bambini (per informazioni link in basso).

Gibilterra, Regno Unito. Passeggio per le vie del centro (Getty Images).

EURO O POUNDS? Oltre a visitare la rocca, i turisti affollano la città e riempiono i negozi della via principale, Main Street. Nonostante la differente architettura, il centro urbano assomiglia a molti che si trovano nella stessa particolare situazione, come San Marino. Ci si accorge di essere arrivati a Gibilterra non solo per la grande rocca, ma anche per la lunga fila che si snoda verso le porte della dogana. La presenza della aduana è dovuta al rifiuto di aderire al trattato di Schengen. I cittadini dell'Unione Europea possono passare i controlli con la carta d'identità o il passaporto. Dopo aver fatto anche più di un’ora di coda per passare la dogana (soprattutto nei giorni festivi), si accede per una strada, la avenida de Winston Churchill, che è unica al mondo perchè passa nel bel mezzo della pista di atterraggio dell’aeroporto. Per questo, quando arriva o parte un aereo si abbassano le barriere e il traffico s'interrompe per qualche minuto. Ufficialmente si parla in inglese, anche se quasi tutti parlano anche in spagnolo. Di qui nasce una sorta di dialetto chiamato “llanito”, che mescola lo spagnolo andaluso ad alcune parole d’inglese. Inoltre ci sono molte influenze del dialetto ligure, perchè a partire del XVI secolo una comunità genovese popolava questa terra, arrivando in alcuni momenti a raggiungere quasi la metà della popolazione. La sterlina è la moneta ufficiale, anche se la maggior parte dei negozi accetta anche gli euro, ma non alcuni uffici come quelli postali. Questa non è l’unica differenza con il Regno Unito: guidare sulla corsia di sinistra o quella di destra? Per un attimo ci si ritrova spiazzati, ma è questione di secondi e ci si accorge che si circola sulla destra come nel resto di Spagna. Anche gli antichi greci e romani erano incuriositi da questa terra. A Gibilterra, infatti, si trovava una delle due mitiche colonne d’Ercole, mentre l’altra era sulle coste del Marocco. Il leggendario eroe avrebbe così voluto segnare i confini del mondo conosciuto.

Gibilterra, Regno Unito. La Upper Rock Natural Reserve a strapiombo sul mare.

UNA STORIA DI CONFINE. Gibilterra fu un punto strategico dalla notte dei tempi. Nel 711 a.C. Tariq ibn Ziyad, il governatore islamico di Tangeri, ne fece il punto di partenza per l'invasione della penisola Iberica. Da allora è sempre stata punto strategico e quindi terra di controversie. Dopo gli arabi, arrivarono i castigliani nel 1462 e nel 1704 arrivò la conquista da parte di una flotta anglo-olandese. Il passaggio di nazionalità terminò nel 1713 quando la Spagna cedette il territorio al Regno Unito con il trattato di Utrecht. Tuttavia non cessarono le controversie. Numerosi furono i tentativi per ricondurla alla sovranità spagnola verso la fine del Settecento. Non meno importante fu la chiusura del confine durante il periodo franchista. Nel 1969 e nel 2002, quasi la totalità della popolazione ha votato a favore della sovranità britannica, rifiutando la proposta spagnola di diventare regione autonoma. Negli ultimi anni, la situazione è molto più distesa e nel 2007 sono entrati in funzione voli fra Gibilterra e la Spagna. MANGIARE. Gibilterra mescola spesso vari tipi di cucina, ma solitamente i menù offrono piatti della cucina inglese, come il tipico fish and chips, o della cucina andalusa. Fra i ristoranti consigliamo il The Theatre Royal, un piccolo ristorante specializzato in cucina sudafricana ma anche in specialità inglesi e mediterranee. I prezzi oscillano tra i 5 ed i 20 euro a persona. Un’alternativa è il ristorante Gatsby’s con specialità di carne e “raciones” spagnole come il chorizo al vino. Il prezzo si aggira intorno ai 20 euro a persona. DORMIRE. Per quanto riguarda gli alberghi si può scegliere di pernottare nei confini di Gibilterra, oppure un albergo nella vicinissima La Línea. Nel primo caso vi consigliamo The Caleta Hotel. Prenotando dal sito una stanza per due con balcone, si può scegliere l’offerta di 135 euro a notte, prezzo che include anche l’utilizzo della palestra, trattamenti di bellezza e colazione. A 500 metri dal confine con la terra britannica si trova l’hotel Asur Campo de Gibraltar, con piscina, solarium e parcheggio sotterraneo. Il prezzo è di circa 60 euro a notte per due persone. ARRIVARE. Ci sono voli da Roma Fiumicino o da Milano Linate che raggiungono il piccolo aeroporto di Gibilterra, ma a prezzi molto elevati. Con British Airways un volo andata e ritorno costa circa 400 euro (per informazioni link in basso). È più economico raggiungere la rocca direttamente dalla Spagna. Gli aereoporti più vicini sono quelli di Malaga o di Jerez de la Frontera. Gibilterra non ha una stazione ferroviaria, la più vicina è quella di Algeciras, da dove poi si può raggiungere il confine in taxi o autobus che però si fermano alla stazione de La Línea a pochi passi dal confine. Se si arriva in auto, è consigliabile parcheggiare l'auto poco prima della dogana per evitare code. PER INFORMAZIONIBiglietti funicolare e riserva naturale - Dolphin Safari - The Theatre Royal - Gatsby’s - The Caleta Hotel - Asur Campo de Gibraltar - British Airways
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