DSC 3945
Viaggi
19 Aprile Apr 2018 0907 19 aprile 2018

L’Africa chiama, Fiumicino risponde: la telemedicina spicca il volo

Il Pronto Soccorso dello scalo romano assiste ogni anno 10mila passeggeri.
Ma adesso a viaggiare – e gratuitamente - saranno i consulti clinici.

  • ...

«Sono quasi morto, ma grazie a lei e ai vostri assistenti sono ancora qui a godermi la vita. Grazie mille, merci du fond du coeur». Carl ha voluto ringraziare così, con una lettera, la dottoressa L. e l’équipe del Pronto Soccorso dell’aeroporto di Fiumicino. È servita tutta la bravura e tutta l’ostinazione dei medici dello scalo romano per salvare il 33enne turista francese da un improvviso arresto cardiaco: il suo cuore è ripartito solo dopo un lungo massaggio cardiaco e sette interventi di defibrillazione. In ospedale al giovane è stata diagnosticata una patologia cardiaca grave, ma risolvibile con l’impianto di un defibrillatore automatico. Oggi, Carl vive sereno con la sua famiglia in Francia, ma non ha dimenticato l’aiuto ricevuto in Italia: «Il suo lavoro è difficile», ha scritto, «le auguro il coraggio e la forza necessari a continuarlo».

Non è che uno dei 10 mila interventi effettuati dal Pronto Soccorso di Aeroporti di Roma. La struttura – che si trova nei pressi della zona arrivi del Terminal 3 – è nata negli anni ’70 per garantire assistenza sanitaria ai passeggeri e al personale dello scalo capitolino. A fronte dell’aumento dei viaggiatori (41 milioni nel 2017) e di quello conseguente dei lavoratori (circa 40mila) la squadra si è negli anni ampliata. Oggi conta 116 membri – fra cui 43 medici con diverse specializzazioni, 23 infermieri, 8 infermieri di Sala Operativa (IRSO) e 42 autisti soccorritori – in grado di prestare le prime cure 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Da luglio 2016, poi, il Pronto Soccorso collabora con Adr Assistance per fornire assistenza gratuita ai passeggeri malati oncologici in arrivo o in partenza da Fiumicino.

In aeroporto si ha la sensazione di essere già in viaggio. Il corpo è ancorato a terra, in un Paese, ma la mente è proiettata altrove: in volo i confini nazionali svaniscono e rivelano la loro natura artificiale. Il nuovo progetto di telemedicina per l’Africa, inaugurato dal PS di Adr, riflette appieno questa vocazione globale degli scali. I medici di Fiumicino, infatti, collaboreranno con Global Health Telemedicine (Ght), onlus nata dall’esperienza della comunità di Sant’Egidio nella cura dell’Hiv e attiva in 27 centri dell’Africa sub-sahariana. Ght ha realizzato un servizio di teleconsulto medico, gratuito e multidisciplinare, che coinvolge 120 medici volontari italiani ed europei, specializzati in diverse branche. In pochi anni questo pool sanitario ha offerto oltre cinquemila consulti a distanza a medici o volontari di associazioni umanitarie attive sul territorio africano.

Il sistema è semplice. L’operatore locale carica sulla piattaforma le informazioni anagrafiche e cliniche disponibili sul paziente – allegando, se del caso, altri elementi utili (foto, elettrocardiogramma, analisi…) – e sceglie a quale fra le 18 branche specialistiche disponibili richiedere il teleconsulto, indicando anche il grado di urgenza (il classico codice bianco, verde, giallo o rosso). In caso di connettività scarsa o assente, i dati possono essere salvati offline e inviati appena la rete torna disponibile. Ght tende così un filo diretto fra Africa ed Europa: all’altro capo ci sono i medici volontari che, allertati da un Sms o da un’email, possono visionare la cartella clinica e offrire il loro teleconsulto fornendo al personale locale consigli diagnostici e terapeutici a misura di paziente.

Una tecnologia al servizio dell’uomo che ora potrà contare anche sull’aiuto dell’équipe medico-sanitaria del Pronto Soccorso di Aeroporti di Roma. La casella di posta Telemedicina@adr.it è già attiva e pronta a ricevere richieste di teleconsulto. Quattro infermieri si occuperanno di monitorarla e dello smistamento dei casi fra i medici di Fiumicino in base alla rispettiva specializzazione. Il PS dello scalo romano, del resto, non è nuovo a iniziative umanitarie, avendo da tempo stretto un rapporto di collaborazione con il Chaaria Mission Hospital in Kenya.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso