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Viaggi
2 Settembre Set 2018 0900 02 settembre 2018

Allarme turismo di massa: le mete più assaltate

Sulla scia di mode, voli low cost e piattaforme come Airbnb i visitatori scelgono sempre le stesse località. Le proteste dei residenti in Spagna, Portogallo, Francia. E Italia.

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Viaggiare sta diventando un diritto? Se lo sono iniziati a chiedere con fastidio, nelle ultime calde estati, diversi residenti tartassati dal turismo di massa. Alcune località sono invase da orde di visitatori almeno dal boom consumistico occidentale degli Anni 60 e 70: il ceto medio – emergente poi anche nei Paesi in via di sviluppo – ha trasformato località balneari aristocratiche o alto-borghesi in destinazioni popolari e si riversa a ogni stagione in città d'arte come Firenze e Venezia. Con Internet e i biglietti low cost le mode diventano ancora più irrinunciabili: un tam tam rapidissimo, che non conosce crisi e crea flussi globali. Pensiamo al Portogallo o alla Puglia: è cool, le star vanno lì e milioni di persone comuni le inseguono. Tutto carburante per l'economia, peccato che spiagge e attrazioni siano intasati da bolge di forestieri e che la gente del posto sia stufa del frastuono e gridi allarmata al turismo di massa che inquina paesaggi e centri storici.

Residenti contro turisti a Barcellona.
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AIRBNB E VOLI LOW COST RIEMPIONO LA SPAGNA

È successo, l'anno scorso, nel quartiere delle ramblas e nelle spiagge di Barcellona. I residenti si sono scagliati contro le migliaia di affittuari mordi e fuggi del portale internazionale Airbnb, che vanno nei locali e bevono fino a notte fonda. A loro gli autoctoni danno la colpa dell'aumento di ubriachi e risse per strada e la protesta, tuttora in corso, ha spinto l'amministrazione comunale a porre limiti alla piattaforma, per non svuotare la metropoli di case abitate stabilmente. I voli delle compagnie low cost contribuiscono al pienone di visitatori (che poi prenotano camere su Airbnb) in certe zone più che in altre. Così, sempre in Spagna, nell'area naturalistica delle Asturie, sui muri di Oviedo sono comparsi inviti ai turisti ad «andare a casa». Sempre meno benvenuti, anzi un corpo sempre più estraneo anche nella Provenza francese, e lì per un flusso ancora diverso, giacché le direttrici della globalizzazione mutano rapidamente e sono in larga parte imprevedibili.

I turisti della lavanda cinesi.
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RICHIAMATI DALLE SERIE TIVÙ E DA HARRY POTTER

Succede, in Cina, che una popolare serie tivù trasmetta immagini amene dei campi di lavanda di Plateau de Valensole. E in men che non si dica, la regione d'Oltralpe si è riempita di visitatori cinesi intenti a immortalarsi tra le distese di fiori viola. Per alcuni abitanti è un'opportunità per far cassa, altri invece stavano bene anche prima e temono che così il turismo diventi insostenibile. Dubbi che, in Portogallo, si iniziano ad avere anche nel caratteristico, e ristretto, centro storico di Porto: nel 2017 la storica Livraria Lello & Irmao ha registrato un milione e 200 mila ingressi, a suon di 5 euro l'uno, per oltre 7 milioni di euro di introiti. I 4 mila visitatori al giorno hanno salvato dalla bancarotta una delle librerie più belle al mondo che ha ispirato la saga di Harry Potter (J.K. Rowling la frequentava). Portano ricchezza al Paese ma l'enorme giro spinto dal marketing stravolge la calma portoghese, che nei secoli ha preservato ambienti come la Livraria Lello e altri gioielli.

La storica Livraria Lello & Irmao di Porto.
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L'ASSALTO A VENEZIA E IL VANDALISMO A ROMA

Il turismo predatorio importuna anche città italiane che al sovraffollamento dovrebbero aver fatto il callo. E invece no: dall'aprile 2017 a Venezia esiste l'accesso a numero chiuso al centro storico per le frotte che assaltano piazza San Marco in settimane di punta come per il carnevale. Mentre è ancora sul tavolo l'annoso problema del passaggio delle gigantesche navi da crociera davanti al palazzo dei Dogi e nel canale della Giudecca. Nella più aperta – e molto più congestionata – Roma il ticket è stato ritenuto una misura troppo drastica. Ma dai vigili urbani fioccano multe a centinaia di euro ai turisti che, in spregio ai divieti, fanno il bagno nella Fontana di Trevi o bivaccano sui gradini di piazza di Spagna appeni restaurati, vandalizzando i monumenti della Capitale.

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