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19 Giugno Giu 2018 1130 19 giugno 2018

"Blake – Il divenire degli Dei". Il fantasy reale secondo Simone Alessi

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Anno Domini 2919. Il nostro mondo ha vissuto catastrofiche guerre che hanno letteralmente polverizzato ogni barlume di speranza, bellezza e serenità. Come assoluto ed unico Dio, la tecnologia. Un vero e proprio culto 2.0 vienne innalzato a interesse preponderante dell'intera umanità anche in qualità di produttore di valori a buon mercato.

Nella cattedrale di un paesino che porta il nome di Vrbi Road, il giovane Blake trascorre la sua esistenza al cospetto degli sguardi sprezzanti degli abitanti del posto. A suscitare clamore e repulsione in quel poco che resta dell'animo dei suoi concittadini, è il particolare amore che Blake nutre per la solitudine e per l'Arte. Ad incrementare la dose di distacco è anche una macchia che il ragazzo presenta dietro un orecchio, piccolo neo somatico che, però, muta a seconda del ciclo lunare. Si tratta di una sorta di richiamo per forze ancestrali dimenticate nei secoli, energie che perseguitano Blake in sogno ma che lo stimolano a tradurre sulla tela tutte le impressioni e le sensazioni ricevute, attività che riempie le sue giornate nel cuore di un'architettura perduta nel tempo e al fianco di pochi e fidati amici. Blake, in quella per gli altri è solo ed esclusivamente emarginazione, percorrerà la scia di avventure spirituali che lo porteranno al cospetto di mitologia, religione, simbolismo e antiche forze egemoniche che lo costringeranno a lottare con le proprie energie puramente interiori per la ricerca definitiva di un nuovo inizio.

Operando nell'ampio raggio d'azione conferito dalla potenza espressiva e dal respiro contenutistico e metaforico insito nel genere fantasy, Simone Alessi (classe 1985) struttura saggiamente il suo romanzo Blake. Il divenire degli Dei allo scopo di esplorare, da cima a fondo, i territori più nascosti e oscuri della mente umana e della coscienza individuale. Prendendo dettagliatamente spunto da antiche leggende, dogmi religiosi ed essenze di divinità profane, Alessi trapianta una spiritualità profondamente universale in un'epoca di puro appiattimento sociale, morale e ideologico che ha fatto cartastraccia di qualsiasi sostanza esistenzialista sia mitologica che – di riflesso ma non solo – culturale per rifondare l'intera esistenza umanoide su basi puramente materiali.

Contrapponendo ad un simile contesto una figura psicologica e contenutistica come quella del giovane Blake, Alessi trova campo fertile nello sprigionare elementi narrativamente fantastici e sovrannaturali allo scopo di mettere in tavola un discorso estremamente ampio che pone le radici in argomentazioni che toccano concetti delicatissimi e – per certi versi – quasi insondabili come la diversità, l'emarginazione, la discriminazione sia razziale che ideologica, il consumismo sfrenato e la mercificazione di opinioni e sentimenti.

Il coraggio con cui Alessi porta avanti con fermezza il suo obiettivo metaforicamente incisivo in qualità di bagaglio per una narrazione fantasy, rende Blake. Il divenire degli Dei un'opera importante anche per una sorta di svezzamento sensoriale adolescenziale di cui si dovrebbe far tesoro per avere una giusta e più che necessaria commistione di intuizione letteraria e Arte, Storia e Cultura intesa come universalmente fruibile, allo scopo di ampliare le proprie personali capacità cognitive dinanzi ad una realtà odierna sempre più distante e incomprensibile senza il più elemetare bagaglio di sensibilità e conoscenza.

La caparbietà con cui Alessi affida al (non a caso) giovane Blake la particolare descrizione dei turbamenti adolescenziali e la ricerca di una propria specifica identità nel mondo, viaggia sulla rotta del fantasy più ancestrale solo per sviluppare ulteriori possibilità di simbolismo mai ermetico o fine a se stesso, bensì funzionale alla ricerca di un'identità più o meno precisa, più o meno definita e coscienziosa in tempi di assoluta assenza di punti di riferimento generazionali e padri spirituali in grado di incentivare un corretto sviluppo ideologico nell'individuo in formazione. Chiudersi nella propria specifica interiorità – sembra voler suggerire Alessi – non vuol dire, per forza di cose, ritirarsi dal mondo guadagnandosi il disprezzo di chi, invece, questo pianeta sostiene di conoscerlo fino in fondo, ma rappresenta una consapevole scelta metodologica per esplorare se stessi attraverso la conoscenza di ogni porzione di personalità.

Solo fuoriuscendo dalla gabbia squallidamente moralista e bacchettona, in sostanza, è possibile conformare una qualche idea di rapporto con l'esterno, polverizzando, cioè, le barriere innalzate dal proprio tempo e superando le vacue e futili imposizioni sradicandole con la devastante potenza dell'attribuzione definitiva di insignificanza. Il percorso verso l'accettazione del proprio sé e la conseguente sua utilizzazione nei confronti di una mancanza generale di senso di appartenenza, dunque, passa attraverso paure, perdite, mutamenti, oscurità e brutalità ma, alla culmine di tutto, all'arrivo nei pressi di un'uscita definitiva alla vera luce del sole, paga il suo madornale debito di pace e autenticità.

Blake. Il divenire degli Dei
di Simone Alessi
Genere: Fantasy
Editore: Vertigo Edizioni
Collana: Approdi
Pagine: 360

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