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15 Luglio Lug 2018 1546 15 luglio 2018

Una storia di resistenza per tutte le età: "Gli Arconti Ombra" di Isabel Harper

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Raccontare storie di amizicia, coraggio, forza interiore, verità e giustizia sulle tracce di H.G.Wells e Jules Verne cesellando una narrazione fantastica intrisa di verità profonde e sincere lezioni di vita. È lo scopo fondamentale ricercato Isabel Harper per Gli Arconti Ombra, il primo tassello della tetralogia Il fuoco segreto di Altea in corso di produzione – edita da Edicart (per l'edizione cartacea) e Storybox Creative Lab (per l'edizione digitale).

Pseudonimo scelto dalla coppia formata dai coniugi milanesi Isabella Salmoirago e Marco Rosso (da anni inseriti nel mondo della narrativa per ragazzi e reduci da premi importanti, uno su tutti il prestigioso Premio Andersen Baia delle Favole), Isabel Harper è un sostanziale marchio di fabbrica per la creazione di mondi inesistenti eppure mai del tutto lontani dalla realtà di cose che ci circonda nel quotidiano più vicino a fatti ed eventi che – lo si voglia o no – contribuiscono alla formazione della nostra identità più intima e difficile da ricercare.

Ne è una efficacissima dimostrazione proprio questo nuovo affascinante progetto narrativo – Il fuoco segreto di Altea – che già a partire dal suo primo capitolo, Gli Arconti Ombra, sembra avere tutte le carte in regola per navigare nelle non facili acque del fantasy al sapor di romanzo di formazione.

L'isola di Altea, un tempo, era un luogo stracolmo di pace e serenità. Al cospetto della grande e mitica Fiamma ricca di energia, chiunque era in grado di vivere la propria vita all'insegna della prosperità. Dopo aver subito, però, un crudele colpo di stato ad opera del tiranno Vimperion – uomo subdolo, spietato e assetato esclusivamente di potere – Altea vede scomparire la sua Fiamma e, di conseguenza, i suoi abitanti cominciano ad esaurire tutte le loro forze vitali. I veri eredi del potere usurpato, gli Arconti Ombra Dedalus e Amandine, da anni sono in cerca di una soluzione che permetta loro di ristabilire l'armonia originaria. Traendo spunto da questo necessario spirito di volontà, i giovani Ailan e Marill, seppur confusi, fragili e smarriti nella loro innocente giovinezza, accettano la sfida e abbracciano la loro missione: ritrovare la Fiamma di Altea, contrastare il viscido Vimperion e riportare la pace e la giustizia tanto loro paese quanto nella loro vita. Come ovvio, l'impresa sarà estremamente ardua e pericolosa, ma permetterà ad Ailan e Marill di assumersi responsabilità talmente grandi da costringerli a maturare, dentro di sé, la consapevolezza del vero senso relativo alla propria esistenza.

Crescere, maturare, distinguere il bene dal male e far tesoro di tali conoscenze acquisite per cesellare la propria già genuina identità personale e collettiva sono solo alcune delle tematiche affrontate da Isabel Harper in Gli Arconti Ombra e nell'intera saga Il fuoco segreto di Altea. Nello specifico di questo primo corposo e avvincente capitolo, è la fascinazione steampunk (filone narrativo fantascientifico che introduce "in media res" soluzioni e tecnologie anacronistiche rispetto all'evoluzione umana legata all'ambientazione storica) a farla da padrona con tinte ottocentesche perfettamente in grado di allontanare il lettore dalla realtà tangibile per ricostruire, di conseguenza, un intero mondo fatto di reale e invenzione mai lontana da un altro tipo di realtà esistente, vale a dire quella interiore, tutt'altro che trascurabile in un contesto in cui è proprio la metafora fantastica il modello innalzato a traduttore di verità e ideologie esistenziali.

A coronare il tutto, infatti, è proprio una retrodatazione perfettamente in grado di riportare ogni pensiero, emozione o percezione a quella condizione di innocenza fondamentale per avviare ogni spunto di espressione per azioni di giustizia. Ed è proprio in questo mondo di ampio respiro e, soprattutto, totalmente privo di asetticità e freddezza narrativa che Salmoirago e Rosso desiderano far immergere il loro pubblico di adolescenti (ma non solo), in maniera tale da rendere effettivamente sperimentabile ogni brandello di intenzione positiva di cui si sente, per forza di cose, sempre più il bisogno col trascorrere del tempo (e dei tempi).

Creare cartografie impossibili, far nascere singolari ma saggi animali in grado di comunicare telepaticamente coi protagonisti o altri esemplari che, non a caso, non faticano affatto a prendere la forma di tutto ciò che vedono (leggasi trasformismo, da adulti, e imitazione identitaria, da bambini: un bene o un male? Chi lo sa) sono espedienti narrativi necessari a rendere il vero senso metaforico del genere fantastico, senza comunque privare mai la narrazione, tuttavia, di sano stupore e divertimento. Al centro di tutto, per l'appunto, c'è proprio l'inventiva che si trasforma consapevolmente in storia di resistenza, coraggio e lotta di classe.

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