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11 Ottobre Ott 2018 1130 11 ottobre 2018

“Incantesimi nelle vie della memoria” di Giuseppe Gallato. Fantasy, sci-fi, noir e horror al servizio della filosofia

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In molti scrivono di metà oscure, misteri dell'inconscio, lotte interiori contro i demoni del proprio passato o del proprio essere al mondo qui ed ora. In pochi lo fanno riuscendo a porre in essere il vero senso di un'operazione del genere: parlare seriamente della realtà, o almeno di alcuni di quegli aspetti così difficili da trattare attraverso un approccio saggistico (si rischia sempre di annoiare i comuni mortali e restringere la cerchia di pubblico attorno a poche unità preparate sulla materia) da richiedere una traslazione semantica che porti con sé un imprescindibile bagaglio di senso e contenuto.

Giuseppe Gallato di senso e contenuto ne è maestro, se il suo ruolo quotidiano è quello di tradurre una vasta e accademica preparazione filosofica in genere letterario concretamente assimilabile da chiunque si ritrovi a vivere determinate situazioni reali difficilmente sviscerabili se non attraverso un corposo bagaglio cognitivo ed esperienziale. E proprio per questo motivo Gallato sa perfettamente come sviluppare una narrazione che sappia coinvolgere proprio i diretti interessati, prenderli per mano e accompagnarli nel tortuoso percorso a ostacoli che corrisponde alla loro fase più delicata e oscura, in qualunque momento essa arrivi a saldare l'inevitabile conto.

Attraverso la sua nuova pubblicazione Incantesimi nelle vie della memoria (Caravaggio Editore), Gallato sceglie la formula del racconto per esternare analiticamente ogni singolo elemento legato alla scoperta del sé al netto dell'influenza del contesto materiale circostante. La modalità con la quale ciò avviene è, saggiamente, quella della narrazione fantasy e fantascientifica, da lui prediletta ma anche tanto avvezza a una così ampia fetta di pubblico internazionale da risultare necessaria al fine di divulgare su più vasta scala (o almeno provarci concretamente) l'importante mole specifica di argomentazioni poste in essere da ogni singolo personaggio in ogni singola turnata narrativa.

Incantesimi nelle vie della memoria è, dunque, un affascinante susseguirsi di storie raccontate attraverso il filo conduttore dell'onirismo, diversamente manifestato a seconda degli sviluppi messi nel mirino da ogni singola unità narrativa ma comunemente inteso, da ognuna di esse, come un elemento inscindibile dalla realtà circostante, anzi in diretto rapporto con la materia quotidiana a influenzarne molti degli aspetti basilari. Il tutto, per l'appunto, soppesato al cospetto di un sostrato filosofico altamente tal punto da necessario a rendere corpose ed estremamente significanti tutte le trame sviluppate dall'autore, assolutamente mai prive di suspense, mistero e azione.

Stendendo il proprio velo intellettuale su di una scrittura non semplicissima ma perfettamente in grado di fornire comprensibilità e tatto ad una complessità altrimenti poco assimilabile, Gallato padroneggia liberamente argomentazioni relative a condizionamenti psicologici, incursioni dal mondo dell'aldilà (esiste o no?) e veri e propri mostri emergenti dall'inconscio individuale dei protagonisti ma forse realmente esistenti nell'intangibile antimateria dell'universo (Lovecraft – e poi, al cinema, Carpenter – docet). In questo senso, la scrittura più complessa muta in prosa scorrevole, rapida e particolarmente attraente anche per i non amanti dei generi prescelti per via della giusta modalità di trattazione delle tematiche.

Avere alle spalle (così giovane, classe 1982) una ventina di pubblicazioni letterarie e riconoscimenti ufficiali è un'ulteriore garanzia a prova della spiccata capacità di Gallato nel tracciare mappature futuribili talmente precise e dettagliate da fare in modo che il lettore non riscontri alcuna difficoltà nel percorrere anche le vie più buie di mondi immaginari lontani nel tempo e nello spazio eppure così vicini in termini di percezione collettiva del mondo circostante.

Ed è proprio in quegli anfratti che occorre addentrarsi se si vuole davvero conoscere la realtà onirica (non un così enorme ossimoro, in fin dei conti; si consideri l'opera omnia di David Lynch, ad esempio) che si manifesta restando appesi ad un filo tra la vita e la morte (come avviene nel racconto Il portatore di anime), o l'eterna lotta tra le diverse immagini che ogni individuo ha del proprio sé e che, talvolta, rischiano di prendere il sopravvento sulla reale personalità finendo per distruggere la coscienza individuale (come accade in Rintocchi di tenebra).

Miscelando abilmente suggestioni noir (vengono in mente, se possibile, alcune trattazioni a metà strada tra Gault e Chandler) e, prevalentemente, trattazioni tipiche dell'horror (di nuovo Lovecraft su tutti), Gallato riesce a donare vita ad una sorta di trattato incentrato sulla potenza della mente e sulla sua concreta capacità di espandersi oltre i confini imposti dalla realtà materiale. Si tratta, naturalmente, di un viaggio estremamente insidioso e ricco di pericolosi ostacoli per i quali morte fisica e morte interiore sono due facce della stessa medaglia. Combatterle vuol dire avvicinarsi ad un sé più prossimo a quello reale e meglio direzionato all'assimilazione di un'idea così lontana dall'essere padroneggiata da esseri viventi eternamente in preda alla paura per l'ignoto.

Incantesimi nelle vie della memoria
di Giuseppe Gallato
Caravaggio Editore
Genere: racconti
Pagine: 152

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