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29 Dicembre Dic 2018 1627 29 dicembre 2018

"Run Hide Tell" di Francesco Cotti: la strategia di difesa militare al servizio della narrazione

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Un attacco terroristico può essere paragonato a una specie di infezione trasmessa ad un organismo da una scheggia di corpo estraneo che per una qualche ragione, o impazzita, trapassa l'epidermide e trasferisce al corpo colpito tutta una vasta schiera di agenti patogeni potenzialmente letali. «Le cellule più vicine al punto d'ingresso della scheggia soccombono immediatamente [...] Nel giro di qualche minuto il corpo umano ha una risposta difensiva molto aggressiva. La pelle intorno alla scheggia s'infiamma, gonfiandosi e diventando più calda, e richiama più sangue possibile, perché lì sono contenuti i granulociti […] Il loro compito è aggredire i batteri sconosciuti, circondarli e fagocitarli fino ad ucciderli. Tutto questo in attesa che il sistema immunitario metta a disposizione i leucociti, ovvero i globuli bianchi che si sono specializzati a neutralizzare infezioni specifiche che hanno già incontrato precedentemente».

Raramente descrizione fu così calzante per lasciare intendere con esattezza e minuziosa fornitura di dettagli la consistenza e le immediate conseguenze di un evento inatteso, improvviso e tragicamente potente come un attacco terroristico al cuore di una quotidianità. È quanto accade in Run Hide Tell, la nuova fatica letteraria di Francesco Cotti (che trae il titolo proprio da procedure d'emergenza fondate su fuga, mimetizzazione e lancio di allarme), opera strettamente legata a quella precedente (Strategie alternative) che ne prepara il terreno con cura e attenzione tale da costruire un corposo techno-thriller incentrato su scenari mai irrilevanti, anzi (ahinoi) plausibili e attualmente oggetto di approfonditi studi da parte dei Reparti Antiterrorismo italiani.

D'altra parte non c'era che da aspettarsi un'opera così spigolosa e tagliente, vista la provenienza altamente specializzata dell'autore, praticamente da sempre intento a respirare tecnologie avanzate legate al complesso mondo della strategia militare. Francesco Cotti (parmense, classe 1971) è, infatti, un esperto i tecnologie militari con un curriculum ricco di esperienze tra le quali, ad esempio, quella di consulente tecnico per un'azienda che eroga beni e servizi per Enti Governativi (Reparti di Forze Speciali per Esercito, Marina e Arma dei Carabinieri).

Fin dagli esordi letterari, Cotti intinge la sua scrittura in calamai fatti di aneddoti e riferimenti professionali talmente precisi da valergli la fama di Tom Clancy italiano. Si legge, si vede, si percepisce, si sente a chiara voce, tra le pagine di Run Hide Tell, tutto un enorme bagaglio tecnico-scientifico applicato alla strategia militare, certo,ma non si soccombe praticamente mai al mero dispiegamento esplicativo di metodologie, tattiche e mezzi utilizzati grazie al talento attraverso il quale Cotti riesce ad infarcirli di azione e suspense degne di un thriller coi fiocchi. E poi c'è quel fondamentale elemento di assoluta verosimiglianza che contribuisce – e non poco – ad innalzare notevolmente il livello di un racconto ulteriormente amplificato da una voce narrante in piena assunzione di un ruolo cronistico in tempo reale.

Il fulcro del racconto risiede nel cuore di un villaggio turistico italiano qualunque che, da un momento all'altro, si trova ad essere vittima di un attentato terroristico di enormi dimensioni posto in essere da un gruppo di fanatici integralisti. L'inquietante scenario che viene a crearsi, dunque, prende la scia di un sentimento emotivo che nessuno di noi può dire di non aver mai nutrito nel proprio animo, ma viene abilmente fiancheggiato da una minuziosa cura per dettagli tecnici e analisi approfondita di fasi operative a tal punto da trasformarsi quasi in vero e proprio oggetto di studio per Reparti Speciali di Polizia e Carabinieri.

A tratti ingannevolmente rapito da una iniziale scena famigliare dal nobile tasso emotivo, il lettore viene letteralmente scaraventato nel mezzo di una vera e propria apocalisse di sangue e disperazione, dove lo stile narrativo – saggiamente non suddiviso in capitoli per meglio operare sul fronte del conferimento emozionale – assume un ritmo frenetico perfettamente in grado di spezzare il fiato anche al più consapevole degli avventori.

Tra procedure e protocolli di Forze Armate e reparti specializzati per le grandi emergenze del 118, però, c'è anche spazio per serie e concrete riflessioni sul fanatismo religioso che affligge intere generazioni traviate da un concetto di fede che, nella realtà dei fatti, coincide soltanto con morte e distruzione, così come potente è anche la capacità di penetrare sotto la pelle martoriata di chi di una simile situazione è costretto a rimanerne vittima.

Run Hide Tell di Francesco Cotti
Edizioni Amazon EU
Pagine: 278

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