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4 Gennaio Gen 2019 1125 04 gennaio 2019

L'orrore del quotidiano. “Bentornati a Villa Paradiso” di Roberto Vallerignani

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Un omicidio nel cuore di una struttura di ricovero per malati in fase di riabilitazione. Un atto spietato le cui vittime sono due giovani individui, nello specifico un dipendente della struttura e l'avvenente Annarita Cardone, donna avvenente dalla complessa esistenza legata strettamente a tutta una vasta serie di elementi contraddittori, perennemente in bilico tra frivolezze amorose con personaggi di rilievo e una corposa predisposizione alla beneficenza e alla solidarietà sociale. Al centro di tutto, però, c'è la provincia italiana col suo strabordante bagaglio di meschinità e maschere di cera che ricoprono il volto anche interiore di ogni singolo sospettato. Prendono anima e corpo, così, storie individuali in parallelo a vicende investigative costrette a fare i conti con le inossidabili pressioni di stampa e politica locale (ma non solo), mentre oltre i vetri delle finestre domina l'atmosfera un ferragosto stranamente uggioso. Un campo d'azione che l'ispettore Antonelli conosce molto bene e all'interno del quale condurrà indagini che intrecceranno vicende personali a operazioni di polizia, colpevoli, innocenti e, soprattutto, pazienti della struttura di ricovero, oscuri detentori di un segreto inconfessabile.

Di questo – e davvero di molto altro – parla Bentornati a Villa Paradiso (Edizioni Dalietta), il nuovo notevole giallo-noir di Roberto Vallerignani, che vede nuovamente protagonista, dopo il precedente Angelo ingordo, la figura dell'ispettore Antonelli, costretto ancora una volta a destreggiarsi tra le viscere di una trama di segreti, relazioni e sconcertanti rivelazioni talmente corposa da rendere la narrazione, di fatto, un esimio racconto corale. La figura pubblica e privata delle forze dell'ordine, l'influenza capillare della politica, l'invadenza disturbante della stampa, vite, abitudini, sentimenti, ideologie, prese di posizione e intuizioni emotive di esseri umani appartenenti alla nostra contemporaneità sono parte di quel nucleo fondamentale che consente di fronteggiare il lato più oscuro dell'animo umano e, di conseguenza, di un intero corpo sociale.

In perfetto stile noir tendente al post-noir, dunque, Vallerignani estrapola da ogni vicenda e da ogni individualità fittizia un bagaglio di reale costituito tanto da azioni concrete quanto – più di ogni altra cosa – da ombre e fantasmi di un passato impossibile da cancellare e che, anzi, era in attesa di tornare alla ribalta per presentare il suo salatissimo conto.

Pur ponendo in essere una situazione narrativa particolarmente ostica e dura nelle sue più concrete convinzioni, Vallerignani riesce abilmente a mantenere uno sguardo capace di offrire una ammirevole discrezione nel suo indagare a fondo elementi di portata universalmente complicata quali l'utilizzo smodato dei mezzi di comunicazione, le potenziali incongruenze appartenenti al mondo giudiziario e le irritanti contraddizioni insite nell'ambito burocratico. Su tutto e su tutti, però, aleggia il demone spietato del pensiero individuale che si fa unione di forza d'animo e, quindi, potenza collettiva incontrastabile anche dinanzi al più sconcertante e violento dei delitti immaginabili.

Tra le pagine di Bentornati a Villa Paradiso, Vallerignani, attraverso l'occhio interiore dell'ispettore Antonelli – suo potenziale alter ego – riesce nel difficile intento di smaterializzare l'univocità del racconto per offrire a qualsiasi tipologia di lettore una focalizzazione a più punti di vista perfettamente in grado – proprio in merito a una simile scelta – di osservare da vicino alcune branche della realtà quotidiana provenendo da differenti angolazioni ideologiche che, nel quadro d'insieme oggettivamente fornito, risultano fondamentalmente parte di un tutto inaccessibile se non con un vastissimo bagaglio di immaterialità, forza e conoscenza interiore.

Pur dovendo contrastare una flemmatica condizione non solo mentale (cavilli burocratici che ne rinviano il meritato congedo), l'ispettore Antonelli tenta di riordinare i tasselli di un omicidio irrisolvibile senza il necessario ausilio di una indispensabile e precisissima predisposizione animistica. Si tratta di una condizione esistenziale doverosamente in grado di immedesimare il trascendente tra le piaghe dell'esistenza materiale, al fine di raggruppare quel costante senso di solitudine, smarrimento e dispersione concettuale che arriva a fare della vita stessa un coacervo di opposizioni in eterno rincorrersi. Ma si tratta di un'apparenza di nichilismo votata soltanto a conferire il controsenso di un'esistenza dedita alla perenne ricerca di una superficie, di un'immagine che cancelli dalla memoria (individuale e storica) qualsiasi accenno di verità e di effettiva sostanza.

Bentornati a Villa Paradiso di Roberto Vallerignani
Edizioni Dalietta
Pagine: 284
Genere: giallo-noir

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