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10 Aprile Apr 2019 1628 10 aprile 2019

"Il respiro della Natura (The breathe of Nature)". Luca Bracali e l'imprescindibile importanza di un pianeta da salvare

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Molto spesso, e in diversi luoghi deputati, non si fa altro che parlare di ambiente, clima, riscaldamento globale, sostenibilità, rispetto per la natura, inquinamento, salvaguardia dell'ecosistema, eccetera eccetera eccetera. Ma in quanti si adoperano davvero per preservare concretamente il mondo in cui viviamo? In Italia si è in tanti, questo è fuori discussione. Ma il senso della riflessione riguarda più quella mitologica figura odierna di leone da tastiera che "si costerna, s'indigna, s'impegna, poi getta la spugna con gran dignità", evitando apertamente di dare seguito attivo e pratico ad eventuali affermazioni poste in essere – in fin dei conti – solo per quadagnare "engagement" con cui foraggiare il proprio profilo Facebook.

In Italia c'è tanta gente che di un personal computer o di uno smartphone non sa che farsene se non per utilizzarne gli aspetti più immediati in termini di divulgazione essenziale. E c'è anche chi fa della vera e propria Arte e contribuisce a renderla divina in quanto tale, vale a dire in quanto mezzo di comunicazione fondamentale per valori ed esperienze percettive che realmente hanno il potere di smuovere le coscienze verso determinati traguardi intuitivi.

Uno di questi è senza dubbio l'eccellente Luca Bracali, pistoiese classe '65, fotografo e documentarista, esploratore indefesso (i suoi viaggi, ad oggi, contano ben 141 paesi visitati e studiati) ma, nella sostanza, professionista dell'immagine al servizio del senso più puro e genuino del comunicare l'essere al mondo. Dopo diverse produzioni audiovisive e pubblicazioni (il suo curriculum vanta molti lavori per la Rai, così come svariati libri fotografici, servizi su National Geographic e premi internazionali tra cui il Travel Photographer of the year 2017 e la menzione speciale al 2018 TIFA Photography Awards nella categoria "Earth & Climate"), l'amore indiscusso di Bracali per il pianeta Terra approda alla divulgazione della sua nuova splendida opera documentaristico-fotografico-letteraria Il respiro della Natura (The breathe of Nature), edita da Silvana Editoriale, redatta in quattro lingue (italiano, inglese, francese e tedesco) e interamente dedicata all'imprescindibile importanza del fondamentale rispetto da recuperare, per noi umani, nei confronti del patrimonio naturale del nostro pianeta.

Suddivisa in due bellissimi volumi cartonati (Vol.1 – Un viaggio dall'Alaska allo Zambia e Vol. 2 – Romiti Vivai), Il respiro della Natura (The breathe of Nature), formalmente e stilisticamente, è un'opera di assoluta bellezza, ma detiene ancora più importanza contenutistica considerando la sua proverbiale funzione dinanzi all'ineluttabilità della contemporaneità in merito al decadimento dell'ecosistema e alla necessità di intervenire, con estrema tempestività e determinazione, affinché non vada tutto perduto nel tentativo di salvaguardare il presente terreno e, in particolar modo, il futuro dell'umanità.

Al centro del susseguirsi mozzafiato di circa 250 fotografie, che spaziano da un capo all'altro del mondo intero, viene posto il regno vegetale in quanto esistente da molto prima della comparsa dell'uomo sulla Terra e, proprio per questo, da intendere prevalentemente come fonte di approvvigionamento vitale per il prosieguo della propria proliferazione nei secoli dei secoli.

Troppo spesso ci si dimentica, non senza una considerevole dose si colpa capitale, che proprio le piante sono artefici della nostra esistenza e sopravvivenza, in quanto il loro processo di fotosintesi clorofilliana tende, da sempre, a sottrarre anidride carbonica all'atmosfera, rendendo così l'aria che respiriamo compatibile con la vita stessa. Ma è vero che si può amare e salvare solo ciò che si conosce. E allora cos'è successo? Carenza di istruzione? Scarsa affidabilità di istitutori e divulgatori che non adempiono realmente al proprio ruolo? Inadempienza delle masse internazionali troppo prese da talent show e edonismo da social network? La si metta come si vuole, fatto sta che il problema è reale e quasi irreversibile, a patto che l'essere umano non divenga, finalmente, ciò che deve davvero essere, ovvero inquilino rispettoso di una dimora che gli è stata concessa in dono da tempo immemore.

Il respiro della Natura (The breathe of Nature), allora, è una nuova stupefacente occasione per redimere le colpe di secoli e inginocchiarsi al cospetto della magificenza di alberi e foreste, sontuose faune e tramonti mozzafiato, scintillanti ghiacciai e immense distese desertiche, tutte espressioni inamovibili di una perfezione naturale troppo spesso costretta a subire la crudeltà di un'umanità assetata di profitto economico.

Le parole, però, possono servire fino a un certo punto, magari per direzionare l'attenzione, indicare spunti di lettura e visione o richiamare a raccolta attorno a tematiche di importanza fin troppo evidente per essere ancora oggetto di discussioni e dibattiti: dinanzi a una simile opera di meraviglia e stupore indisturbato, è l'occhio umano (sia esso inteso come organo corporale che, anche e soprattutto, come "occhio interiore") a dover fare la sua parte per trasferire all'animo individuale – e quindi collettivo – tutta la magnificenza, la sconfinata bellezza e l'imprescindibile unicità di una microscopica parte di universo (la nostra) troppo ineguagliabile per essere vittima di scellerate e ignoranti inadempienze materiali.

Il respiro della Natura (The breathe of Nature)
di Luca Bracali
Editore: Silvana Editoriale
Genere: Fotografico
Pagine: 160 (Vol.1) + 192 (Vol.2)

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