A colpo d’occhio
7 Agosto Ago 2018 1208 07 agosto 2018

Troppi sei giorni per creare l'universo. Ma non sono Dio

  • ...

Ce l’aspettavamo. E adesso non finisce più. È una cascata, uno scroscio continuo. Quella frase “troppi dieci vaccini, ma non sono un medico” del ministro Fontana ha innescato una reazione a catena di risposte ironiche su Twitter. Di seguito le migliori. Paolo Attivissimo, informatico con una lunga carriera di cacciatore di bufale, assicura: “Troppi 32 denti, ma non sono un medico”. E via di questo passo. Davide Valenti va sui ricordi: “Troppe le favole delle Mille e una notte, ma non sono Sheherazade”. Oppure: “Troppi 50 Stati negli Usa, ma non sono Donald Trump”. Davide Orsi insiste sulle favole: “Troppi sette nani, ma non sono Biancaneve”. Fernando Carfagna, invece, è musicale: “Troppi 88 tasti del pianoforte, ma non sono un pianista”. Salvatore Capolupi la mette sul religioso: “Troppi dieci comandamenti, ma non sono Dio”. Paolo Coraggio cita un parallelo felino: “Troppe sette vite, ma non sono un gatto”. Cristian Bolognesi è romantico: “Troppi tre metri sopra il cielo, ma non sono Moccia”. Massimo Andretta è elettorale: “Troppo il 30%, ma non ho votato Cinque Stelle”.

"Troppi 44 gatti in fila per sei col resto di due, ma non sono Mago Zurlì". Nell'immagine, Cino Tortorella con la piccola cantante di allora, Barbara Ferigo, triestina

Stefano Bastia la mette giù dura: “Fontana ha dei problemi, ma non sono un neurologo”. E sempre diretto al ministro: “Due sessi sono troppi, ma non sono un omofobo come Fontana”. D’Art Agnan vorrebbe dire qualcosa alla Lega sui rimborsi elettorali: “Troppi 49 milioni, ma non… ah, no, niente”. Chiara Pasquini canta sulla cassa da morto: “Troppi quindici uomini, ma non sono un pirata”. E Gianluca Figliolia le fa da coro ricordando l'Antoniano: “Troppi 44 gatti in fila per sei col resto di due ma non sono il mago Zurlì”. Guglielmo Pellarin contesta l’intelligenza artificiale: “Troppi quattro colori per una qualunque cartina, ma non sono un pc”. Elisa Danese è nostalgica: “Troppi 16 giga di ram. Da giovane ci bastavano 16 kappa. Ma non sono un informatico”. Massimo Cattai si sente un esploratore come Indiana Jones: “Troppe 20 leghe sotto i mari, ma non sono Jules Verne”. Dal canto suo BigFab è sicuro: “Troppe due ruote per la Moto Gp, ma non sono Valentino Rossi”.

Infinite le parodie su Twitter della dichiarazione del ministro sui vaccini. "Troppi tre re magi, facciamone rimpatriare uno"

Non vi basta? Alessandro Bruni cita un vecchio film: “Assolutamente troppi e amorali quattro bassotti per un danese, ma non sono un cinofilo né un cinefilo”. Shlomo: “Dagli stessi creatori di ‘Sono troppi due testicoli’ ma non sono un coglione”. Christian Franzone gioca a zona: “Troppi 35 centimetri, ma non sono Rocco Siffredi e ce l’ho piccolo”. A proposito di film, un'altra citazione: “Troppe sette spose per sette fratelli, ma non sono un regista”. Simone Grandieri non le manda a dire su immigrazione e sicurezza: “Troppi quaranta ladroni, ma non sono Alì Babà”. E sul tema immigrati "Arsenale k" ha una soluzione drastica: “Anche tre re magi sono troppi. Facciamone rimpatriare uno”. Nazzareno mette in discussione perfino il Big Bang: “Troppi sette giorni per fare l’universo, ma non sono Dio”. A Nicola non vanno giù i romanzi gialli: “Dieci piccoli indiani sono troppi, ma non sono Agatha Christie”. Roberto Bàrbera fa i conti alle sinapsi: “86 miliardi di neuroni nel cervello sono troppi, Fontana ne ha solo tre”. Fabrizio ha caldo e ne ha tutte le ragioni: “Per me 35 gradi sono troppi, opterei per 25; anzi, diciamo che quattro stagioni sono troppe, eliminerei l'estate". E ce l'ha anche con le colonne musicali estive: "Anche i tormentoni latinoamericani sono troppi, direi che uno ogni 25 anni potrebbe bastare”. Gloria Togni mette addirittura in discussione il mito Battisti-Mogol: “Troppe dieci ragazze per me, ma non sono gay e non posso saperlo”. Santa Carbone ne fa una questione di cognome: “Per me sono troppi due Fontana in politica, uno ministro e l’altro presidente della Lombardia. Ma non sono leghista”. E concludiamo con la sentenza di Giovanni Politi: “Se ci fosse la patente a punti per le stronzate, ad alcuni ministri di questo governo servirebbe la ricarica perpetua”.

Correlati