A colpo d’occhio
23 Settembre Set 2018 1252 23 settembre 2018

Così si può dilatare la giovinezza e beffare gli anni

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Eliana Liotta: il suo libro "L'età non è uguale per tutti" svela le regole per dilatare la govinezza

L’età biologica non coincide con l’età indicata dall’anagrafe, lo sappiamo. Ma perché si invecchia più o meno bene? È possibile dilatare la giovinezza, i nostri anni dorati? Non se lo è chiesto solo Eliana, ma anche l’ospedale Humanitas, che a Rozzano (Milano) è un punto di riferimento per lo studio del sistema immunitario e per capire come combattere l’infiammazione: grazie alla loro collaborazione è nato questo libro che raccoglie i consigli – stilati in base alle ricerche scientifiche – per provare a beffare gli anni. Lo firma Eliana Liotta, 50 anni, giornalista, scrittrice, divulgatrice scientifica. Suo è il blog "Il bene che mi voglio" su "Io donna", il femminile del Corriere della Sera.

Due anni Liotta fa ha pubblicato con Rizzoli “La Dieta Smartfood”, la prima dieta europea approvata da un centro clinico e di ricerca, che è l'Istituto europeo di oncologia di Milano. Ed è stato un autentico best-seller, perché è risultato fra i cinquanta libri più venduti. Se si pensa che in Italia si pubblicano 60mila libri all'anno, si capisce qual è stato il valore percepito dal pubblico.

L'anno scorso Liotta ha pubblicato “Il bene delle donne”, una guida scientifica alla salute delle donne, scritta con Paolo Veronesi, presidente della Fondazione che porta il nome del padre.

Di recente è uscito "L'età non è uguale per tutti", pubblicato con "La nave di Teseo". La chiave del libro sta in un nuovo approccio, che si può sintetizzare in questo concetto: si deve spegnere l’infiammazione cronica che ci portiamo dentro. L'infiammazione, per capirci, esplode quando ci attacca un virus e quindi sono attivati (meglio: richiamati, come fossero soldati, perché questo è il loro ruolo) i globuli bianchi che spengono l’infiammazione. Ma - avverte Liotta - c'è anche un’infiammazione silente, come delle braci che ardono, che si propaga da un organo all’altro.

Abbiamo gli strumenti per spegnere i focolai di queste braci. Come?

La copertina del libro pubblicato da "La nave di Teseo"

Spiega Liotta: "Esistono le strategie per poter prolungare la giovinezza e invertire il processo di invecchiamento. Si fondano sui "cibi smart", vale a dire cibi intelligenti. Sono quegli aiuti che forniamo al nostro sistema immunitario per combattere le battaglie che avvengono dentro di noi".

Quali sono questi cibi? Li ha individuati l'università di Harvard e li ha raggruppati in sei categorie: i pomodori (vanno bene anche i pelati in scatola e la salsa), le ciliegie, la frutta rossa, i frutti di bosco, le arance, l’olio. E poi, non meno importanti, le verdure a foglia verde, la frutta a guscio (mandorle, nocciole), i pesci (anche salmone e tonno, ottimo il pesce azzurro). E la lista non finisce qui: anche le normali arance sono antinfiammatorie. Vanno bene anche i succhi di frutta, purché siano al 100% di arance. Insomma, basta aprire il frigorifero e prendere quelle pillole anti-invecchiamento per la nostra salute... che pillole non sono.

Viceversa - spiega Liotta - esistono anche i cibi infiammatori, quelliche aumentano l'incendio che divampa silenzioso dentro di noi: è il cibo spazzatura, cosiddetto junk food. Come le patatine fritte (va bene mangiarle un giorno, ma non tutti i giorni), le farine 00, lo strutto - cioé ilgrasso di maiale che si trova in tante merendine - le bevande zuccherate (aranciate, cola...). Perché si deve stare attenti? Perché che con la nutrizione si possono condizionare i nostri geni: non mutiamo la loro sequenza, che è immutabile, ma la loro espressione. E quindi si può combattere e magari vincere la battaglia contro la vecchiaia.

L’età è una questione di equilibri interiori: si diventa vecchi, spiegava un cantautore, quando il pianforte diventa muto. Dobbiamo continuare a suonare, a cantare la nostra melodia e la nostra musica. “La mente è amareggiata se non è utilizzata”, spiega Eliana Liotta. L'invecchiamento, infatti, è dovuto a fari fattori: c'entra la nutrizione, ma anche lo stile di vita, l'attività fisica, la prevenzione, la vivacità del cervello. "Scegliersi i cibi giusti è importante, ma lo è anche prendersi cura della mente, non farsi vincere dallo stress, quello stress patologico che ci fa mancare il fiato, che ci fa sentire affannati e frustrati. E' lo stress che infiamma e fa invecchiare". Sono da seguire, quindi, altre attività... antinfiammatorie, quelle che portano equilibrio fra la mente e il corpo: come il Tau Chi o lo yoga, ma anche - più semplicemente - la gioia nel mangiare un pasto cucinato dagli altri oppure da noi, le camminate che sono associate al miglioramento dell’umore (fanno circolare le endorfine, che sono le molecole del buonumore). La depressione può essere allontanata anche attraverso la luce del sole, grazie al quale sintetizziamo la vitamina D. Per questo motivo è consigliato prendere il sole senza crema solare nelle prime ore della giornata. Nelle prime ore, però. Mica sempre.

Poi bisogna rompere la routine. Serve? Eccome, perché il cervello ha bisogno di fare il cervello, cioè di costruire nuovi ponti neuronali. Se i ponti sono sempre gli stessi, se le cellule restano inattive, non miglioriamo. Si deve cambiare, sempre, per far risuonare in noi la nostra musica. Senza fermarla.

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