A colpo d’occhio
15 Febbraio Feb 2019 2154 15 febbraio 2019

I piloni imbottiti per i pedoni distratti e i "parabordi della mente"

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Nella foto del Corriere i piloni di Bolzano imbottiti di gommapiuma per tutelare i pedoni distratti che guardano il cellulare

Per fortuna viviamo in un mondo protetto. Sempre di più. Trent’anni fa diventarono obbligatorie le cinture di sicurezza. Poi i seggiolini portabimbi in auto. Inventarono gli airbag salvavita. Diventò obbligatorio il casco per chi va in moto. Adesso hanno approvato i dispositivi per non far abbandonare i piccoli nell’auto sotto il sole. Tutto giusto, ci mancherebbe. Mancava qualcuno che si preoccupasse anche dei pedoni. A Bolzano, come riferisce il Corriere, ci hanno pensato. Hanno installato i paratesta sui piloni della luce per chi si ostina a camminare guardando il cellulare e non l’orizzonte. Se i passanti distratti dal display andranno a sbattere, un bernoccolo gentile ricorderà loro quanto pericoloso sia lo smartphone.

Una volta si camminava con la testa nelle nuvole e le mamme avvertivano: “Guarda dove metti i piedi”. Adesso non più. Però voi dovete recitare il mea culpa. Così finisce chi inizia male: un ragazzino sta dalle cinque alle nove ore al giorno con il cellulare in mano o uno schermo davanti, racconta la vulgata genitoriale. Magari anche mamme e papà farebbero bene a misurare il loro, di tempo, al telefonino anche se sono giustificati dal lavoro, dalle chat di whatsapp con gli amici del calcetto, dalle barzellette in video, dalle foto da postare su Facebook per sentirsi belle con le amiche…

La verità è che siamo talmente ripiegati su noi stessi da aver bisogno di qualcuno che si preoccupi della nostra incolumità. Fa piacere che l’amministrazione provinciale di Bolzano abbia così poche grane più urgenti e pressanti e così tanti soldi da pensare a tutelare l’incolumità dei cittadini e imbottire di gommapiuma i piloni. Non è da tutti. A Crotone, provincia in cui una famiglia su tre deve chiedere il reddito di cittadinanza, hanno evidentemente altro cui pensare. Si vede che vivono su un altro pianeta rispetto a Bolzano. Del resto, la loro sigla è “K”.

Già, perché l’Italia è un sistema solare formato da tanti astri, lontanissimi fra loro. Mentre a Bolzano, infatti, si preoccupano dei piedi che vanno da una parte mentre la mente va per conto suo, lo sconcerto sale per altri avvenimenti. A Carrara un clochard è preso a calci tra i passanti senza che nessuno muovesse un dito. “Sono indignato e preoccupato”, ha spiegato il sindaco. Come si fa a dargli torto? Intanto a Boara, paese vicino a Rovigo, un uomo vuole suicidarsi da un ponte gettandosi nell’Adige. Mentre i soccorritori cercano di convincerlo a desistere, qualcuno esasperato lo incita: “Buttati giù”. Voleva andarsene a casa ed era irritato per la fila di auto e per il ritardo accumulato.

Cari amministratori che per scelta (nostra) e impegno (vostro) vi scervellate e non dormite alla notte per pensare a noi, ascoltate un suggerimento: se proprio dovete mettere delle protezioni – e quando la tecnologia vi aiuterà – pensate non al cuscino sui piloni della strada, bensì ai parabordi della mente. Eviteranno di farci sbattere contro l’ottusità, l’egocentrismo e il disinteresse. Perché da questi bernoccoli dell’animo non si guarisce.

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