A colpo d’occhio
23 Marzo Mar 2019 1836 23 marzo 2019

Le donne che vogliono produrre il vino dall'uva Mattarella

  • ...
Le donne del vino che rappresentano quindici cantine dei Colli Berici ed Euganei

LUOGHI COMUNI DA ABBATTERE. È vero che le donne producono vini migliori degli uomini? Forse no, però magari sì. È comunque sempre meglio provarli i loro vini,: hai visto mai? E' vero che non ha molto senso distinguere le capacità e i prodotti unicamente in base al sesso per trarre regole generali. Comunque, nel settore, molti sono i luoghi comuni da abbattere: non è vero, per esempio, che gli uomini comprano più vino (gli acquisti sono di gran lunga maggiori da parte delle donne, negli Usa arrivano all’80 per cento); non è nemmeno vero che le donne preferiscono sempre il bianco, ed è una favola che produttori, sommelier e appassionati sono soprattutto gli uomini. Le donne nelle aziende svolgono lavori legati al vino alla pari dei colleghi maschi, con numeri che oscillano fra il 30 e il 40 per cento in Italia. Queste sono cifre e considerazioni dell’enologo Julien Miquel, di facile riscontro quotidiano. Insomma, il pianeta vino è parecchio donna, e questa consapevolezza non può che fare bene a tutti: merito di chi ha iniziato tempo fa e ha visto lontano, come l’associazione Le donne del vino che ha appena compiuto trent’anni di vita.

Un'immagine della manifestazione del 2018 delle giovani donne del vino padovane e vicentine

QUINDICI CANTINE DI DONNE, INCONTRO AD ARQUA’. Nel Veneto c’è un gruppo di giovani produttrici, fra i trenta e quarant’anni, che vivono tra i Colli Berici e gli Euganei e hanno creato una manifestazione intitolata Il vino è donna. Sono quindici, come i pirati dell’Isola del Tesoro di Stevenson, e organizzano domenica 24 nella Cantina Loreggian ad Arquà Petrarca una giornata per far conoscere i loro vini. Loro non pirateggiano, cioè non sono intruse che si fanno largo a gomitate nel mondo enologico, ma serie professioniste che gestiscono terreni, imprese e cantine. È un universo multicolore di esperienze e di vita: tanto per citarne qualcuna, c’è l’architetto Catia Bolzonella che ha deciso di dare una svolta alla propria vita, dedicandosi al vino oltre che ai progetti; ci sono due contesse vicentine, Alessandra e Chiara Piovene Porto Godi che appartengono a una famiglia celebre già al tempo dei dogi; il cugino del nonno era lo scrittore Guido Piovene e oggi onorano il cognome con vini d’alto livello (tra cui il Tocai, che però adesso si chiama Tai, il Merlot e il Thovara di livello francese); c’è Elena Cardin che le sue Terre felici le ha trovate attorno a Baone e Arquà Petrarca, nei dieci ettari che sono battezzati così e che coltiva con risultati interessanti soprattutto nel Pinot nero. C’è Elisa Dilavanzo, che dopo una finale a Miss Italia invece di cercare un lavoro nel cinema o in tv s’è messa a vendere vino. Adesso è socia di una cantina e assieme a Benedetta Marchetti, con Maeli Wine è scesa in campo per difendere il Moscato giallo: ci riesce con merito.

Anna Dal Maso e una collega produttrice al banco d'assaggio dei vini

PROTAGONISTE IN AZIENDA. Nell’elenco emergono diversi altri nomi. Quello di Francesca Salvan, per esempio, quarta generazione di viticoltori delle Vigne del Pigozzo: oggi producono un rosso Oltre il limite, cuveé di Merlot e Cabernet Franc, che già dal nome incuriosisce. E incuriosisce ancora di più l’idea di Francesca di regalare al Presidente Sergio Mattarella un vino da produrre con l’uva che si chiama come lui, Mattarella, ed è coltivata in provincia di Rovigo.

Alle spalle di Carolina de’ Besi, c’è una famiglia che conta anche un martire della guerra di Liberazione nel Padovano: oggi nel Vicentino producono vini di livello, in particolare un Tai. Cecilia Caporali e Marcella Biasin a Cà Rovere a Lonigo affinano un metodo classico che è tanto pregevole quanto poco conosciuto.

Infine, Elisa Meneghini presenta i vini della tenuta del suocero, Nevio Scala, celebre calciatore con il Milan di Nereo Rocco, Gianni Rivera e Giovanni Trapattoni prima di approdare al Parma da allenatore e adesso nelle vigne di Lozzo Atestino.

La giornata punta a un obiettivo di solidarietà: l’incasso del biglietto d’ingresso sarà devoluto alla Fondazione Celeghin di Pernumia, per finanziare le ricerche per sconfiggere i tumori al cervello.

Ecco le quindici Cantine e le donne che le rappresentano: Catia Bolzonella di Ca’ della Vigna, Selvazzano Dentro; Elena Cardin di Cantina Terra Felice, Arquà Petrarca; Elisa Dilavanzo e Benedetta Marchetti di Maeli Wine, Torreglia; Elisa Meneghini di Azienda Agricola Nevio Scala, Lozzo Atestino; Frncesca Callegaro di Azienda Agricola I Reassi, Rovolon; Francesca Salvan di Salvan - Vigne del Pigozzo, Due Carrare; Linda Zanovello di Ca’ Lustra - Zanovello, Cinto Euganeo; Lisa Loreggian di Vini Loreggian, Arquà Petrarca; Mariagrazia Ambrosin e Marzia Miotto de Il Pianzio, Galzignano Terme; Maria Gioia Rosellini di Ca’ Orologio di Baone; Silvia Gardina di Quota 101, Torreglia. Alessandra Piovene di Soc. Agr. Piovene Porto Godi Alessandro di Toara di Villaga; Anna e Silvia Dal Maso di Dal Maso Azienda Agricola, Montebello Vicentino; Carolina de’Besi di PuntoZero, Lonigo; Cecilia Caporali e Marcella Biasin di Cà Rovere, Alonte.

Correlati