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21 Febbraio Feb 2019 1230 21 febbraio 2019

Polonia, i cittadini salvano il museo Solidarnosc di Danzica

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I cittadini di Danzica salvano l'attività del Centro europeo di Solidarnosc (Europejskie Centrum Solidarnosci), il museo che racconta con immagini, testi e documenti di archivio la storia del sindacato che svolse un ruolo decisivo nella fine del regime comunista polacco. Dopo che il governo nazional-conservatore del Pis aveva annunciato una riduzione di 800 mila euro (3 milioni di zloty) del contributo annuale per divergenze ideologiche con la gestione attuale, gli abitanti della città baltica hanno messo mano ai portafogli e raccolto donazioni private per un totale di 1,5 milioni di euro (6,5 milioni di zloty). Una cifra pari a oltre il doppio del fondo statale tagliato.

Secondo la regista Agnieszka Holland un segnale d'allarme per il partito di governo perché dimostra che "le persone rifiutano il modo con cui il potere si rapporta con la cultura e i suoi tentativi di influenzarla". Il vice ministro della Cultura Jaroslaw Sellin ha invece difeso il taglio del finanziamento, accusando i gestori del museo di fornire un'interpretazione unilaterale della storia di Solidarnosc e di offrire anche valutazioni ideologiche sui temi dell'attualità politica. Una polemica che riflette la rottura nata fra le due anime principali politicamente eredi del movimento sindacale.

Il direttore del Centro Basil Kerski ribalta le critiche e accusa il ministero della Cultura di voler trasformare un'istituzione indipendente quale l'Europejskie Centrum Solidarnosci in un centro sottomesso alle direttive dello Stato. Che è quello che accadeva sotto il comunismo, ha aggiunto Kerski, mentre i cittadini hanno dimostrato di non avere alcuna voglia di tornare indietro.

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