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9 Giugno Giu 2018 1656 09 giugno 2018

Recensione del film : '' Tito e gli alieni ''

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'' Tito e gli alieni'' è un film simpatico e geniale, un abbinamento di qualità non frequente nella filmografia nazionale . Perchè ? Merito di tre idee che insieme danno allo spettatore una sensazione piacevolissima e rara . Quali sono ? Il dialetto napoletano felicemente accostato allo slang americano, l'antica leggenda metropolitana dell'area 51 e degli alieni e la voglia di ciascuno di noi di comunicare con i nostri cari estinti.

Con questo fantastico mix di suggestioni il film diretto da Paola Randi procede come una commedia fantascientifica che talvolta prende anche i connotati di una bella favola moderna dove persino il deserto del Nevada, le strutture ipermoderne di impianti scientifici e le maschere aliene sono funzionali per mettere in luce i sentimenti più profondi dei personaggi messi in crisi dalla morte dei propri cari.
Un Professore napoletano (Valerio Mastandrea), ricercatore di possibili suoni alieni provenienti dallo spazio più lontano, vive isolato dal mondo in una casa mobile nel deserto del Nevada, accanto all'Area 51. Ufficialmente dovrebbe lavorare a un progetto segreto per il governo degli Stati Uniti, ma nella realtà passa le sue giornate sul divano ad ascoltare il suono dello spazio, convinto di risentire un giorno la voce della moglie da tempo defunta.
Il suo unico contatto con la realtà è Stella (Clémence Poésy), una giovane che organizza matrimoni per i turisti a caccia di alieni, finchè con un video messaggio arrivato da Napoli il fratello Fidel (Gianfelice Imparato) comunica di avergli affidato , prima di morire , la cura dei suoi due figli : Anita (Chiara Stella Riccio) di 16 anni e Tito (Luca Esposito) di 7 anni.
Come se fosse un ' vezzo di famiglia' anche il fratello del professore sembra non avere correttamente elaborato la morte della propria moglie e simula di interloquire con la defunta anche per alleviare il grande dolore del figlio più piccolo Tito per la perdita della madre.
Con l'arrivo dei due nipoti la vita del povero professore ultra depresso subisce una rapida svolta fatta di massicce sollecitazioni fisiche e psichiche, che mettono a confronto le necessità affettive di Luca e Chiara con le proprie. Linda, un eccezionale robot progettato dal professore per effettuare le decriptazioni di eventuali comunicazioni aliene provenienti dallo spazio, avrà un importante ruolo per sostenere i comuni desideri di comunicare con i propri cari estinti.

Uscendo dalla sala cinematografica e guardando il cielo stellato lo spettatore di '' Tito e gli alieni'' avrà la gradevole sensazione di essere sovrastato da un universo amico pieno di sentimenti di miliardi di persone che ci hanno preceduto, fra i quali i nostri cari più recentemente deceduti sembrano essere più vicini semplicemente perchè sono ancora presenti fisicamente nella nostra memoria.
Valerio Mastandrea trasuda sentimenti ed è l'immagine della umana depressione, Luca Esposito impone i suoi sentimenti sullo schermo con la sublime sfrontatezza dell'infanzia e Clémence Poésy è l'anello di congiunzione artistico fra l'umano e l'alieno.
Imponenti e suggestive le riprese nel deserto del Nevada. Ottime le musiche.

REGIA: Paola Randi ; SCENEGGIATURA: Paola Randi, Massimo Gaudioso; FOTOGRAFIA: Roberto Forza ; MUSICHE: Giordano Corapi, Fausto Mesolella ; ATTORI: Valerio Mastandrea, Clémence Poésy, Luca Esposito, Chiara Stella Riccio, Miguel Herrera, John Keogh, Gianfelice Imparato ; PRODUZIONE: BiBi Film; DISTRIBUZIONE: Lucky Red ; GENERE: Commedia, Fantascienza ; PAESE: Italia ; DATA USCITA: 07 giugno 2018; DURATA: 92'

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