Ambiente: il futuro dentro e fuori di noi
5 Dicembre Dic 2018 1722 05 dicembre 2018

Riduzione rifiuti con carbon tax e plastiche biodegradabili e compostabili

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Oggi ho avuto il piacere di intervenire come relatore alla tavola rotonda che si è svolta al Ministero dell’Ambiente per la celebrazione dei “Dieci anni della settimana europea per la riduzione dei rifiuti (SERR)”.

Nel mio intervento ho voluto innanzitutto complimentarmi con il Ministro Sergio Costa per il Ministero “Plastic Free”.
Plastic free è un obiettivo molto ambizioso, considerando che in Italia la domanda annuale di plastiche è di circa 9 milioni di tonnellate, il 14% del totale europeo, che ammonta a circa 60 milioni di tonnellate. E la quantità procapite di rifiuti da imballaggi di plastica in Italia è superiore alla media europea, 35 kg contro 31.

Successivamente, ho posto l’attenzione su un dato molto importante: se la raccolta differenziata della plastica in Italia è a livelli superiori alla media europea, la quantità riutilizzata per la produzione di nuovi manufatti di plastica è, in Italia come in Europa, attorno al 15%, mentre quella destinata al recupero energetico è attorno al 30%.
Questo vuol dire concretamente che, in Italia e in Europa, soprattutto dopo la giusta decisione della Cina di vietare l’importazione di rifiuti di plastica, si stanno accumulando quantità sempre più rilevanti di plastiche selezionate con la raccolta differenziata ma non impiegate come materia prima.

La scarsa quantità di plastica riutilizzata dipende da due fattori :
-Il basso costo della virgin nafta, il combustibile fossile impiegato per la produzione delle plastiche, competitivo con il costo della plastica riciclata;
-Le difficoltà tecnologiche del recupero di frazioni delle plastiche derivanti dalla raccolta differenziata (le poliolefine, che rappresentano il 60% del totale) non vengono riciclate.

Sarebbe necessario intervenire su questi fattori critici con misure fiscali: una carbon tax per aumentare il costo della virgin nafta o una tassa sulle plastiche vergini, e nello stesso tempo incentivi per lo sviluppo delle tecnologie per il riciclaggio delle plastiche “difficili”. Da notare che queste misure avrebbero un impatto positivo anche sulla riduzione delle emissioni di CO2.

Ma la misura più efficace per la riduzione dei rifiuti della plastica passa soprattutto attraverso lo sviluppo delle produzioni e la diffusione delle plastiche biodegradabili e compostabili.
Oltre ai ben noti sacchetti, sono oggi impiegate plastiche biodegradabili in molti settori e vengono immessi sul mercato nuovi prodotti di largo consumo: ad esempio, alla fine del 2017 è stato introdotto un bicchiere “take away” compostabile e biodegradabile in grado di sostituire senza problemi i 2,5 miliardi di bicchieri che ogni anno vengono usati e gettati.

Senza dimenticare che l’impiego delle plastiche biodegradabili ha un effetto imponente sulla riduzione delle emissioni di CO2: secondo Plastics Europe, la sostituzione del polietilene con PE biodegradabile consentirebbe una riduzione delle emissioni europee di CO2 pari a 42 milioni di tonnellate all’anno.

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