Americanos43
27 Febbraio Feb 2018 2245 27 febbraio 2018

La strategia Fiat in Brasile (secondo i brasiliani)

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Mentre il Brasile é sconvolto dalla recrudescenza delle violenza dei narcotrafficanti – con l'avocazione dell'ordine pubblico di Rio de Janeiro da parte del Governo federale, e con i vertici del Primeiro comando da capital (Pcc) decapitati quotidianamente – preferiamo analizzare quest'oggi la nuova strategia di Fabbrica italiana automobili Torino – Fiat Chrysler automobiles (Fca) in Brasile.

O meglio: la percezione che hanno i brasiliani sugli obiettivi industriali del gruppo Fiat nel Paese sudamericano. Sí perché, in queste settimane, il tema – causa il pensionamento dello storico modello della Palio – ha occupato le pagine economiche delle principali testate nazionali.

Andiamo con ordine. Si sapeva da vari mesi, ma la scomparsa della Palio dal catalogo di vendita del portale Fiat Brasil ha convinto tutti che non ci sarebbero stati ripensamenti. Anche se – a dire il vero – né l'azienda ha comunicato nulla, né risulta che l'auto sia effettivamente uscita di produzione dallo stabilimento presso Betim, nello Stato del Minas Gerais. (Pare anzi che – almeno per qualche altra settimana – detta produzione continui). La vicenda insomma ha dato il la a tutta una serie di reportage sulla storia di successo del modello (che per 22 anni ha segnato il panorama delle strade verdeoro), sulla decennale sfida con la Volkswagen Gol (che in genere ha prevalso), sui nuovi piani della multinazionale italiana nel Subcontinente, e sul suo affermarsi, nel 2014, come l'auto piú venduta in Brasile.

Ponendo fine al regno di 27 anni – detto per inciso – dell'eterna nemica Gol (tanto che alcuni addetti ai lavori definivano la Palio – in onore sí, proprio al Palio di Siena – come l'anti-Gol). Insomma la stampa locale ha analizzato il perché della mossa, identificando due ragioni: in primis, la montadora del manager Sergio Marchionne «si é stancata» di essere identificata come l'industria automotive delle auto dal prezzo basso. In secundis, la Palio effettivamente non aveva piú senso in una gamma che giá proponeva (e propone) la sfiziosa Mobi, la storica Uno, e la piú solida Argo. Tutti modelli che nel 2017 hanno venduto molte piú unitá. Insomma la Palio – per decenni locomotiva del brand torinese in Brasile – ha fatto il suo tempo, trasformandosi, piuttosto, in un peso per i produttori.

Per essere competitiva, la Palio avrebbe avuto bisogno di una terza (moderna e costosa) generazione: i cinque restyling non erano ormai sufficienti per battere la concorrenza. Si é cosí puntato su un nuovo modello – la Argo – che avrebbe potuto sostiuire in un colpo solo la Bravo, la Punto, e come detto, la Palio (in campo dal lontano 1996). La Argo sta in effetti ottenendo un discreto successo. E non solo in quanto a numero di consegne: il suo porsi in un segmento superiore rispetto alla Palio, assicura un margine di profitto maggiore, per i produttori. Del resto continuano a vigilare sul segmento piú popolare sia l'arcinota Uno verde-oro, sia la Mobi. Un modello, quest'ultimo, che non ha richiesto enormi investimenti, e viene venduta a costi piuttosto abbordabili (almeno per gli standard locali, che debbono tener conto del famigerato «custo Brasil»).

Beninteso, la Fiat Mobi non riscuote la standing ovation di chicchessia. Le si preferirebbe la Volkswagen Up!. Non fosse per il prezzo. Né le vendite sono eccezionali. Si tratta tuttavia del piú esplicito manifesto del nuovo corso Fiat, che punta su auto smart, e soprattutto destinate a una clientela giovane e multitasking.

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