Americanos43
15 Maggio Mag 2018 2146 15 maggio 2018

Esce il documentario “Brasile, il sertão dopo la siccitá”

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Dopo l’uscita del documentario “Sguardo sul sertão brasiliano” ( https://www.youtube.com/watch?v=zjwIBKyYueI ) esce oggi un nuovo filmato dedicato alla regione forse piú leggiadra del Nordeste del Brasile. Che invero, per amor di precisione, si estende anche al di lá degli Stati nordestini propriamente detti; e raggiunge buona parte del Minas Gerais e (secondo alcuni esperti) anche dell’Espírito santo.

Un’area martoriata dal cosiddetto clima semiárido, e occupata dal quel bioma simile alla savana, chiamato caatinga. Il video – reperibile al seguente link, https://www.youtube.com/watch?v=RmFhvN_jeJU – é intitolato “Brasile, il sertão dopo la siccitá”; ed oltre alla direzione del sottoscritto, puó contare sul montaggio di Rhanny Oliveira.

L’argomento che tratteremo é quello della siccitá, o meglio delle conseguenze del periodo di secca piú lungo nella storia del Brasile. O almeno, da quando, nel 1845, si cominció a calcolare il livello delle precipitazioni, (i dati sono dell’Inmet – Instituto nacional de meteorologia). Sí perché – nel sertão nordestino – da almeno 173 anni, mai aveva piovuto cosí poco, come negli anni compresi tra il 2011 e il 2017; e neppure altrove, va aggiunto, si era registrata una fase di siccitá, protrattasi tanto a lungo. L’intensitá del fenomeno, a dire il vero, non é stata elevatissima; ad esempio, per qualche tempo, si é parlato della cosiddetta seca verde.

Cioé vi erano sí delle precipitazioni capaci di rendere verde il panorama e rinverdire i prati; tuttavia si trattava di piogge insufficienti, per dare l’impulso necessario alle vitali attivitá agricole. Non va dimenticato che la siccitá é – a queste latitudini – un fenomeno ciclico, e al contempo crudele. E’ solo a partire dagli Anni settanta che la secca non ha portato con sé un’enorme scia di morti per fame e sete. Di certo la letteratura e le arti figurative sono state generose nel descrivere le tragiche migrazioni dal Nordeste verso il Sudeste, in quell’arido quinquennio, compreso tra il 1929 e il 1933.

Si riferisce ad esempio a quell’epoca – e a qualche anno dopo – il drammatico romanzo di Jorge Amado, “Messe di sangue”. Di cui consigliamo la lettura. Chi invece preferisce le arti plastiche, puó apprezzare quel capolavoro espressionista di Candido Portinari – noto come “Os retirantes” – che mostriamo nell’immagine in alto. Cosí le ricorrenti secche fanno parte integrante non solo della cultura locale, ma anche del costume, delle leggende popolari, dell’universo aneddotico anche recente. Per esempio, negli Anni ottanta, il dittatore militare João Figueredo ottenne fama imperitura per dichiarare che – di fronte all’assenza di pioggia – non restava che pregare.

Ancor prima era stato l’ultimo imperatore Pedro II, a dire che, per risolvere il problema, avrebbe venduto i gioielli della sua corona. Cosa che ovviamente non é avvenuta. E tuttavia anche nel 2001 furono registrati disordini e saccheggi – sia in Rio grande do norte che in Pernambuco – per la fame conseguenza della seca o estiagem. Naturalmente non manca chi accusa le Autoritá politiche e le classi dominanti di beneficiarsi del fenomeno naturale – e della miseria successiva – attraverso la cosiddetta «indústria da seca». Praticamente politici e potentati locali – anziché creare le infrastrutture idonee ad attenuare le conseguenza della siccitá – si approprierebbero indebitamente dei fondi provenienti dal Governo statale o federale.

Insomma ci si arricchisce, derubando il popolo. Buona visione.

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