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28 Maggio Mag 2018 2312 28 maggio 2018

Leggende e favole del sertão brasiliano - 2

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La leggenda del sertão del Brasile che narriamo a seguire, prende spunto dal fenomeno - spiegato scientificamente, ma fino a un certo punto - dei cosiddetti fuochi fatui. Si tratta di gas infiammabili che emanano da paludi, sepolture - quindi antichi cimiteri - e carcasse di animali di grandi dimensioni; emanazioni quindi che, se osservate da lontano, creano l'illusione ottica di grandi torce in movimento.
Questi bagliori hanno rappresentato un tema universale del folclore piú antico; cosí presso molte popolazioni sono nate leggende che danno loro un nome, e li trasformano in entitá fantastiche, con connotati di veridicitá.

La narrazione mitologica é raccontata anche in un testo di José de Anchieta, sacerdote gesuita spagnolo del Sedicesimo secolo. Scrivendo di fantasmi, il religioso - tra l'altro canonizzato da papa Francesco nell'aprile del 2014 - riporta i racconti degli indigeni, e dá l'impressione di credere nella veridicitá del mito.

Il Boi tatá

La leggenda narra che il Boi tatá (anche Boi-tatá, Boitatá, Mboitatá, oppure Mbaê-Tata), era una sorta di serpente (gigantesco, secondo alcune versioni): l'unico essere sopravvissuto a un grande diluvio, che si abbatté su tutto il mondo conosciuto. Il nome significa infatti, in lingua indigena Tupi-Guarani, "serpente di fuoco": ove boi sta per "serpente" e tata per "fuoco". L'essere misterioso riuscí a sopravvivere rifugiandosi in una caverna sotterranea e buia, e rimanendo lí per molto tempo. E proprio questa oscuritá, per il principio di adattamento, avrebbe ingigantito i suoi occhi.

Dopo la fine del diluvio, avrebbe scelto come dimora il fondo dei fiumi; e vaga dunque per le campagne, alla ricerca di resti di animali per nutrirsi. Spesso i suoi occhi enormi s'infiammano e si mette all'inseguimento dei viandanti notturni. Puó assumere anche le sembianze di un fascio di fiamme, che saetta veloce da una parte all'altra della foresta. Va quindi specificato che le narrazioni del mito possono variare, a seconda degli obiettivi ultimi di questa fiera fantastica. Secondo uno dei filoni, sarebbe lo spirito di persone malvage - o comunque delle anime in pena - e durante il suo passaggio incendierebbe i boschi.

E invero, specie nel Nordeste, viene anche designato come "Anima dei padrini e delle madrine". Secondo una diversa versione, al contrario, sarebbe lo spirito che protegge gli alberi dagli incendiari; in questo caso, sarebbe anche in grado di assumere le sembianze di un grande pezzo di legno avvolto dal fuoco, detto Méuan. Insomma una torcia, con l'obiettivo di dar fuoco ai piromani. Si diffusero cosí anche consigli, per meglio affrontare l'essere soprannaturale; il viandante che ci si imbatte deve restare immobile, ad occhi chiusi e senza respirare: in questo modo il Boi tatá (noto anche come Batatão e Biatatá, specie in Bahia), scompare velocemente.

Proibito invece fuggire, perché altrimenti, l'entitá insegue il malcapitato, lo acceca, lo fa impazzire, e lo uccide. Inutile anche inseguirlo, perché nel caso il serpente scapperá, senza essere mai raggiunto. Diffuso nell'intero Brasile, il mito presenta grandi varianti, a seconda dell'area interessata; ad esempio in alcune zone si racconta che i suoi occhi sarebbero capaci di assorbire la luce. Divenendo cosí, sempre piú grandi e incandescenti. Secondo la tesi che va per la maggiore, la leggenda avrebbe origine indigena; tuttavia, secondo altri, sarebbe invece giunta in America, con la tratta degli schiavi dall'Africa.

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