Americanos43

12 Giugno Giu 2018 2208 12 giugno 2018

Esce il documentario "Brasile e consumo di droga"

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Sul consumo di droga, il Brasile va in controtendenza, rispetto a quanto sta avvenendo in varie regioni del pianeta. Italia compresa, se pensiamo alle recenti aperture in fatto di marijuana, e alla conseguente fioritura di negozi che vendono il prodotto in versione legale. Nelle scorse settimane il Conselho nacional de políticas sobre drogas (Conad) ha invitato ad una stretta ulteriore, nei confronti dei consumatori di sostanze psicotrope proibite.
Il documento emesso da quest'organo non é giuridicamente vincolante, ma - c'é da crederlo - sará senz'altro decisivo. Vi si specifica che l'orientamento della politica sulle droghe non puó prescindere dalla posizione contraria - da parte della maggioranza dei brasiliani - circa ogni iniziativa di legalizzazione degli stupefacenti.

Del resto in Brasile il consumo in quanto tale continua ad esser reato, seppure le relative sanzioni non prevedano la privazione della libertá personale. Invero il Paese sudamericano sta giá sperimentando, sin dal 2014, un importante progetto volto - se non alla liberalizzazione - almeno alla riduzione del danno. Il programma De braços abertos, limitato alla cittá di San Paolo, cerca di evitare il ricovero obbligatorio e il trattamento medico immediato del tossicodipendente. L'obiettivo ultimo é appunto limitare i danni biologici e sociali, per produrre trasformazioni virtuose nel lungo termine.

In primis, l'inserimento del soggetto interessato nel mondo del lavoro. L'iniziativa, inaugurata durante la gestione del sindaco petista Fernando Haddad, ha ridotto sensibilmente i furti (secondo i dati della Polizia militare), dopo appena un anno dalla sua implementazione. De braços abertos rischia tuttavia di essere estinto entro l'anno in corso - da parte dell'attuale amministrazione moderata - sostituito da progetti che prevedono invece l'astinenza totale. Conseguenza dell'aria che tira, al pari della denuncia penale - per apologia all'uso di droga - che ha colpito di recente il noto farmacologo 88enne, Elisaldo Carlini: un luminare, il piú illustre scienziato brasiliano nello studio dei narcotici.

Naturalmente detta svolta protezionista é legata alla salita al potere del presidente Michel Temer, e alla sua scelta di porre un argine alla propria impopolaritá con decisioni di stampo autoritario. Agli slogan sulla lotta al crimine e sulla restaurazione dell'ordine, ha fatto seguire la nomina di militari a cariche importanti, e la decisione di avocare all'Esecutivo di Brasilia la Pubblica sicurezza nello Stato di Rio de Janeiro: la cosiddetta Intervenção federal. Insomma, per chi comanda adesso in Brasile, rimangono lettera morta tutti gli studi che legano l'impennata della violenza all'indurimento della repressione del narcotraffico.

Basti pensare che la popolazione carceraria nazionale - secondo il rapporto Levantamento nacional de informações penitenciárias di dicembre scorso - ha superato ormai le 720mila unitá; e che i reati legati alla droga sono responsabili di oltre il 28% degli arresti. Mentre il sovraffollamento ha ormai raggiunto livelli devastanti, considerato che formalmente la capienza dei penitenziari sarebbe pari a quota 368mila. Un fenomeno che é considerato responsabile non soltanto delle recenti stragi carcerarie, ma anche del rafforzamento delle organizzazioni criminali. Per approfondire vi invitiamo ad assitere al documentario "Brasile e consumo di droga", reperibile al seguente indirizzo: https://youtu.be/s9x5Y-if03w .

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