Americanos43

26 Giugno Giu 2018 1820 26 giugno 2018

Brasile illegale, lotta tra galli

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La serie di reportage sui lati oscuri del Brasile prosegue con uno sguardo rivolto alle lotte tra galli. Nel Paese, la pratica é proibita dal 1998: é reato ambientale, che configura maltrattamento di animali. E tuttavia, pur in clandestinitá, continua ad essere popolare nell’intera Nazione.

Aggiungiamo, per precisione, che non ci soffermeremo sulla diffusione dei combattimenti tra pennuti, questa volta legali, in gran parte dell’America latina. Invero deputati federali e Governi federati hanno tentato – sinora invano – di aprire un varco: le leggi statali si sono peró scontrate col divieto federale.

La stessa storia delle proibizioni é turbolenta: la prima, di tipo amministrativo, risale al 1934, ai tempi dell’Esecutivo Vargas. Sinché nel 1941 si sancí l’illiceitá penale dei combattimenti. E se la proibizione fu riconfermata nel 1961 (sotto l’Amministrazione del presidente Jânio Quadros), pochi mesi dopo il Governo Neves dispose una nuova liberalizzazione, proseguita appunto sino a un ventennio fa. Veniamo a descrivere gli aspetti principali della pratica, iniziando dall’alimentazione: il galista – termine che indica chi alleva, o allena, ma anche chi gestisce il gallo durante la lotta, previo pagamento dell’iscrizione – deve somministrare mangimi proteici, cereali – in primis granturco ed orzo – ma soprattutto integratori di vitamine e minerali.

Al fine di migliorare le performance dell’uccello durante l’allenamento, e la competizione. E’ l’allenamento, il momento centrale di questa pratica. Si comincia presto – a un solo anno di etá – affinché l’animale impari ad affrontare senza paura l’avversario. Mentre la preparazione di base puó variare tra trenta e novanta giorni, a seconda della risposta dell’animale. Alla base vi sono tre esercizi: il battito delle ali, per rafforzare pettorali e capacitá respiratoria; quindi la corsa – per la muscolatura delle cosce – e infine i salti, sia per le zampe che per le ali. Un altro aspetto importante é la tosatura: passaggio obbligato nelle regioni piú calde, riguarda basso ventre, l’esterno della coscia e la parte interna delle ali.

Si facilitano cosí i massaggi e il controllo dei parassiti. Le scommesse sulle lotte si dividono in due tipi: le centrali – quelle dei proprietari, antecedenti alla lotta – e le periferiche, proposte dagli spettatori, sia prima che durante l’evento. A sancire gli accordi sono gesti e grida, mai documenti scritti e, come abbiamo osservato, domina un clima di lealtá. L’autoritá assoluta del match é il giudice: é costui che applica il regolamento, e dichiara il vincitore. Il combattimento, che puó dividersi in due o tre round, dura dai 40 ai 55 minuti. Gli animali, sul ring del match, presentano due accessori: un becco di metallo con fini protettivi, e speroni di plastica (di due centimetri e mezzo), quali armi: sono posti sopra i naturali, ed offerti dall’organizzatore.

Il ring o rinha (termine che indica anche la cruenta pratica tout court) puó avere qualsiasi forma: di poligono, quadrata o circolare. Altri termini usati per il campo di gara sono i seguenti: renhideiro, rinhadeiro e rinhedeiro. L’incontro, che in genere si svolge tra bestie di peso simile, ha esiti simili al pugilato. Cosí il gallo puó vincere per knock-out dopo dieci secondi (durante il conteggio il galista puó intervenire per rianimare), per knock-out tecnico se l’avversario non é in condizioni di continuare, per desistenza se l’altro cessa di combattere. Se non intervengono questi eventi c’é paritá.

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