Americanos43
2 Ottobre Ott 2018 0027 02 ottobre 2018

Leggende e favole del sertão brasiliano – 11

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Presentiamo a seguire una nuova entitá folclorica di origine indigena: un elfo molto popolare in tutto il Nordeste del Brasile, ma in particolare nel sertão. Si tratta del Curupira (o currupira) – nella lingua Tupi Guarani significa «corpo di bambino» – un folletto che in molti villaggi della Regione continuano a definire il dio delle selve, protettore delle foreste e degli animali.

Possiede anche una giornata dedicata a lui, che si celebra il 17 luglio. E’ evidente la somiglianza con la leggenda della Caipora – un altro gnomo dei boschi di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi – tanto che in certe aree del sertão i due miti arrivano addirittura a confondersi.

Curupira

Il curupira é un nanetto energico e agile dai capelli lunghi e rossi, che vive nella foresta. Secondo alcune versioni del mito, avrebbe orecchie a punta e molto grandi, per altri sarebbe invece calvo e impugnerebbe sempre un’ascia. Per altri ancora, il fantasma vivrebbe al galoppo del suo pecari (una sorta di cinghiale), rigorosamente munito di lancia, arco e frecce. Il suo obiettivo é difendere il proprio ecosistema, soprattutto ricorrendo a fischi, dispetti, trappole, grida stridule e prolungate, e falsi segnali. Puó far risuscitare – é questo il suo potere principale – gli animali che siano morti senza il suo consenso: al fine, si servirá della lancia, dell’arco, del muso del pecari, o di un semplice ordine verbale.

La caratteristica piú evidente é data dai piedi rivolti all’indietro – ha i talloni nella parte anteriore – cosa che gli permette d’ingannare chi voglia raggiungerlo, osservando le orme. Questi andrá sempre in direzione contraria. La prima testimonianza scritta che lo riguarda si ritrova in un testo del 1560, attribuito al sacerdote gesuita spagnolo José de Anchieta. Questi lo definisce un «demonio che attacca gli indigeni», e in ogni caso – tanto per le popolazioni native quanto per i conquistatori di origine portoghese – si trattava di una creatura temuta: un «diavolo della foresta» pericoloso, demoniaco e ingannatore.

I racconti dell’epoca lo associano spesso a casi di violenza, abusi sessuali e rapimenti di bambini; in generale gli attribuirono i piú vari episodi di terrore psicologico. E sopra tutto, a terrorizzare, era la seguente macabra leggenda: questo spirito maligno poteva ipnotizzare ed incantare i bambini, li rapiva, e li restituiva ai genitori solo dopo sette anni. Lo si accusava di misteri altrimenti inesplicabili, come la scomparsa di cacciatori, oppure l’incredibile dimenticanza del giusto cammino del ritorno. Sí, perché si diletterebbe nell’ingannare i viandanti, che cosí perdono la via di casa, rimanendo intrappolati nella foresta.

Non mancano tuttavia le antiche narrazioni che tendono a difendere – almeno in parte – l’entitá: i suoi inganni e le sue imboscate erano indirizzate solo a chi danneggiava il suo habitat, ossia i cacciatori, i boscaioli e i raccoglitori di legna. Altre caratteristiche del Curupira: amante del fumo e degli alcolici piú forti, cerca di mantenersi il piú lontano possibile dai centri abitati, che detesta; possiede peró un grave punto debole, la curiositá. Cosí per cercar di confonderlo, gli umani possono creare un grande gomitolo, fatto di liane intrecciate. Se si nasconde bene la punta, lo gnomo sará attratto dallo strano oggetto, e ci sará il tempo di fuggire.

Comunque il modo migliore per ingraziarselo – e essere lasciati in pace – é quello di lasciargli alcol e tabacco, quando ci si addentra nei boschi piú fitti.

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