Americanos43
6 Novembre Nov 2018 2230 06 novembre 2018

Leggende e favole del sertão brasiliano – 14

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Il paradiso balneare di Jericoacoara – situato nella costa settentrionale del Ceará, a 315 chilometri da Fortaleza – é una meta turistica di rilievo internazionale, almeno dal 1994. Da quando cioé il quotidiano statunitense “Washington post” inserí la sua spiaggia tra le dieci piú belle al mondo.

Gli abitanti del sertão del Brasile la conoscono peró anche per la leggenda che la riguarda.

Cidade encantadora de Jericoacoara

Molti abitanti di Jericoacoara ne sono tuttora convinti: nei sotterranei della collinetta ove sorge il locale faro marittimo, vi é una cittá incantata. E’ abitata da una meravigliosa principessa, che é sottoposta a un bizarro incantesimo. Vicino alla spiaggia, in epoca di bassa marea, é visibile una grotta, ove si puó entrare solo carponi. Tuttavia, si racconta, la caverna é attraversabile solo per un breve tratto, giacché un enorme cancello impedisce di proseguire. Oltre questo portone metallico sorge appunto la cittá splendida e magica. La principessa che vi dimora, ha di una femmina umana solo la testa, il busto e i piedi; per il resto, ha l’aspetto di un serpente dalle squame d’oro.

Chi ha fede in questo mito assicura peró che la giovane, attraverso il sangue umano, potrá sottrarsi al crudele incantesimo. Se un uomo s’immolerá di fronte al cancello – apparentemente suicidandosi e sacrificandosi – questo si aprirá sul regno stregato. Si dovrá a quel punto raccogliere il sangue del coraggioso visitatore, e con esso disegnare una croce sul dorso della serpe. A quel punto il miracolo: la cittá s’innalzerá coi suoi tesori e le sue meraviglie, e al centro di essa apparirá la principessa, in tutta la sua bellezza. E sorprendendo i presenti, al posto dell’odierno promontorio arido, s’imporranno cupole di palazzi, torri di castelli, e inimmaginabili tesori.

Manco a dirlo, il coraggioso che si era immolato, potrá sposare la principessa, di una bellezza senza pari. Tra i piú convinti della veridicitá della leggenda vi era il vecchio Queiroz: un guaritore del luogo, che era solito raccontare ai compaesani i prodigi del meraviglioso regno. Un giorno lo stregone convinse un gruppo di popolani a liberare la cittá dall’incantesimo: questi diresse il folto gruppo nell’angusta grotta, certo che qualche conterraneo si sarebbe eroicamente immolato. I reduci dall’avventura narrano di esser giunti sino al magico portone e di aver visto la principessa-serpente, in ansia per la fine imminente dell’incanto; e aggiungono di aver udito all’improvviso i versi dei piú svariati animali, ed altri strani rumori.

Grande fu peró la delusione di Queiroz: nessuno dei presenti trovó il coraggio di affondare la lama nelle proprie carni. La storia giunse cosí all’orecchio delle Autoritá, che senza tanti complimenti incarcerarono il vecchio, per turbamento dell’ordine pubblico. La cittá prosegue quindi nei sotterranei, in attesa dell’eroe che possa sciogliere l’incantesimo. Mentre «la principessa continua ancora nella grotta, metá donna e metá serpente», chiosa con ironia lo storico e antropologo Luís da Câmara Cascudo, «come Melusina, e come anche la maggioranza delle donne». L’origine di questa favola dovrebbe essere europea: nel Vecchio continente abbondano le storie su cittá stregate, abitate da re, principesse, o anche razze dotate di intelligenza superiore.

E’ ad esempio spagnolo il mito che localizza la Fonte dell’eterna gioventú in mezzo alla foresta vergine sudamericana: é circondata da un villaggio fantastico, i cui abitanti vivono in eterno.

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