Americanos43
14 Novembre Nov 2018 2227 14 novembre 2018

Leggende e favole del sertão brasiliano – 15

  • ...

Nelle pagine che seguono, descriveremo una leggenda nota nell’intero Brasile. Nata nei primi decenni del Novecento nel sertão di Pernambuco e Paraíba, la storia del Papa-figo (traducibile come Pappa fegato) continua a essere raccontata a molti bambini, per indurli all’obbedienza, e allertarli sui pericoli che possono rappresentare gli estranei.

Un po’ come nel caso della novella di Cappuccetto rosso. In alcune regioni del Paese, il folclorico personaggio é chiamato anche homem do saco (uomo del sacco), oppure velho do saco (vecchio del sacco).

Papa-figo

Il Papa-figo ha l’aspetto di vecchio straccione, gobbo e barbuto, che é solito aggirarsi per le vie dei paesi con un grande sacco sulle spalle. Il suo unico obiettivo é catturare i bambini disobbedienti per ucciderli, e mangiare il loro fegato. Invero esistono varie versioni del mito, che divergono in modo sostanziale sull’aspetto del crudele soggetto. Secondo alcune fonti, avrebbe le sembianze di una persona del tutto comune, mentre per altre mostrerebbe un aspetto grottesco e mostruoso, qual conseguenza di una grave e rara malattia, o piuttosto di una maledizione. Per costoro, nasconderebbe invano unghie e orecchie enormi, e dei denti da vampiro.

Quel che é certo é che il papa-figo é gravemente malato, e proprio per curarsi – o comunque alleviare i sintomi – é costretto a nutrirsi del sangue e del fegato – che si considerava sano e puro – dei bambini. Da qui il suo nome, che é una contrazione di papa figado. Del resto, nel Brasile rurale, esisteva un’antica credenza, secondo cui era proprio quell’organo a produrre il sangue umano. Per rifornirsi di bambini, il mostruoso personaggio usciva di pomeriggio o sera, e vagava presso le uscite delle scuole, oppure in parchi e giardini. Insomma si dirigeva ove le sue potenziali prede abbondavano – e i genitori potevano distrarsi maggiormente – e poi con buffe smorfie e offerte di giocattoli e dolci, cercava di avvicinare a sé qualche vittima.

Invero altre versioni della leggenda raccontano che si servisse di aiutanti: sarebbero stati dunque costoro ad adoperarsi nei vari artifici – offrendo denaro, cibo, o regali vari – per sequestrare le vittime, e consegnargliele. Il Papa-figo in persona avrebbe poi ucciso il bambino, ed estratto il suo fegato. Mangiandolo lui stesso, o magari vendendolo ad altri «ricchi lebbrosi», come scrive il celebre studioso natalense Luís da Câmara Cascudo. Il vecchio tuttavia riconsegna il corpo del bambino alla sua famiglia, insieme a una elevata quantitá di denaro: che serva sia per le spese funebri, sia come forma di risarcimento.

Storici e antropologi si dividono su due linee di pensiero, circa l’origine del mito. Per alcuni alla base vi sarebbe la malattia di Chagas, e la relativa epidemia che colpí il Nordeste nei primi decenni del secolo scorso. Non solo questi pazienti soffrono di un rigonfiamento del fegato (e non solo), ma si narra che i popoli dell’epoca fossero particolarmente impressionati dalle autopsie e dalle analisi sul fegato, che svolgevano – presso le comunitá colpite – i funzionari del Ministero della Sanitá. Per altri, la malattia del Papa-figo, come accennato, sarebbe niente altro che l’hanseniasi, cioé la lebbra; che il Brasile, ad oggi, non é ancora riuscito a sradicare, e che all’inizio del Novecento – possiamo immaginarlo – rappresentava una devastante minaccia per le genti del sertão.

Una tesi che invero si sposa abbastanza ragionevolmente con i racconti sull’aspetto grottesco del vecchio.

Correlati